Di Tria: «Sottopasso definanziato. Fine ingloriosa di barbari in materia di lavori pubblici»

La Redazione
Viale Lilium Terlizzi

«Se non è il Comune, chi altri può intervenire su una linea ferrata in concessione alla Ferrotramviaria? Solo la Ferrotramviaria e nessun altro».

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L’ex Sindaco e attualmente consigliere comunale del Partito Democratico, Vincenzo di Tria, ha comunicato l’avvenuto definanziamento da parte della Regione della realizzazione del sottopasso di viale dei Lilium. Assieme alla notizia, il commento sulla vicenda dello stesso di Tria in una nota che pubblichiamo di seguito.

Lo scempio di risorse pubbliche è stato completato.

I barbari (senza offesa per i barbari) che amministrano la città hanno definitivamente perso le risorse comunitarie stanziate per la realizzazione del sottopasso. I terlizzesi continueranno a fare la coda al passaggio a livello ancora per lunghi anni (e forse per sempre), e non si darà lavoro ai tanti operatori dell’edilizia che non lavorano per la profonda crisi che sta attanagliando la Nazione.

Ma a Ninni e ai barbari che lo seguono e lo sostengono questo non interessa.

L’11 giugno il dirigente del servizio Infrastrutture e Reti per la Mobilità, l’ing. Iadaresta, ha firmato la determina con la quale toglie a Terlizzi il finanziamento europeo ottenuto con l’amministrazione di centrosinistra (allego foto di pag.4 e metto a disposizione l’intero file sul “gruppo PD Terlizzi”).

6.480.671,10 euro tolti al nostro paese e distribuiti per tutta la Puglia per una serie di interventi minori, come per esempio il completamento della Bari-Bitritto (che ne ha risucchiati circa 2milioni).

Nella determina si legge anche qualcosa di interessante, e cioè che non potrà essere il Comune di Terlizzi il “soggetto attuatore” dell’opera pubblica, nella remota ipotesi che il nuovo progetto di Ninni Gemmato (che oggi non esiste perché è solo un modesto studio di fattibilità) dovesse essere finanziato nella prossima programmazione 2014-2020. Che significa questo?

Per rinfrescarci la memoria questa squallida vicenda nasce dalla volontà del neoeletto sindaco Gemmato di stravolgere il precedente progetto del sottopasso su viale dei Lilium, un progetto esecutivo, finanziato e pronto per la cantierizzazione.

Per fare questo si rivolge ad un professore di Ancona ed elabora una nuova proposta che viene rigettata dal “soggetto attuatore” dell’opera pubblica, la Ferrotramviaria spa, che lo giudica irrealizzabile.

Non contento, Gemmato decide di andare per la sua strada, ipotizzando di porre in essere il suo nuovo progetto eliminando la Ferrotramviaria e chiedendo alla Regione di individuare proprio lui, il Comune di Terlizzi, come nuovo “soggetto attuatore”, e cioè come beneficiario del finanziamento, esecutore del progetto e appaltatore dell’opera pubblica (come se fosse possibile per un Comune come il nostro accollarsi un’attività così impegnativa).

Ma i sogni impossibili di Gemmato si infrangono miseramente contro il muro della realtà.

La Regione l’11 giugno toglie dalle mani del bimbo capriccioso il delicato giocattolo del finanziamento e lo redarguisce, dicendogli che mai e poi mai potrà essere lui a maneggiare il giocattolo, perché non ne ha le capacità (non può farlo il Comune perché “il Programma Pluriennale di Attuazione dell’Asse V azione 5.4.1 del PO FESR 2007-2013 non include gli Enti Locali fra i soggetti attuatori”).

Se non è il Comune, chi altri può intervenire su una linea ferrata in concessione alla Ferrotramviaria? Solo la Ferrotramviaria e nessun altro.

Questo comporterebbe l’abbandono da parte di Gemmato del fantasmagorico progetto del professore di Ancona che è giudicato irrealizzabile dalla Ferrotramviaria.

Fine della corsa. E fine ingloriosa dell’avventuristica incursione dei barbari nella delicata materia dei finanziamenti pubblici. Gli stessi barbari che non sembrano preoccuparsi affatto del clamoroso arresto della dirigente delle finanze e del presidente della CENSUM, e dell’ammanco di 1.200.000euro mai riversati nelle casse comunali dalla stessa CENSUM. Anzi la ricollocano in servizio nel suo ruolo di dirigente alle finanze.

Ma forse è meglio non paragonare più Gemmato e i suoi gregari ai barbari, potrebbero offendersi veramente, i barbari.

Vincenzo di Tria – Consigliere comunale del Partito Democratico

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