Lucia D’Amato (Movimento Civico): «Le intolleranze della casta politica alla spending review»

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Un immotivato differimento del provvedimento programmatico alle cosiddette calende greche, pur avendo avuto a disposizione circa tre mesi per valutarne i contenuti
Una proposta articolata del consigliere Pasquale Vitagliano per contenere la spesa pubblica al Comune di Terlizzi, ma che l’Amministrazione non ha mai preso seriamente in considerazione. È l’accusa di Lucia D’Amato del Movimento Civico in un comunicato che di seguito pubblichiamo.
Il legislatore ha emanato norme preordinate ad avviare un ampio processo di revisione della spesa pubblica, per ridurre il debito pubblico ed avviare lo sviluppo economico e sociale.
L’indifferenza della casta politica che governa la comunità terlizzese ad affrontare il tema della revisione della spesa pubblica resa, peraltro, impellente dagli eventi inerenti la gestione dei servizi dei tributi, ha indotto il consigliere comunale Vitagliano, che ha recepito e condiviso l’impulso proveniente dal suo movimento civico e da esperti della società civile, ad elaborare una motivata ed articolata proposta deliberativa programmatica in aderenza al citato dettato legislativo.
La deprimente e infruttuosa trattazione della meritevole proposta è avvenuta nella seduta del consiglio comunale del giorno 11 aprile 2013, di svelando strane intolleranze ad affrontare le problematiche riguardanti il riordino amministrativo ed economico-finanziario del Comune, finalizzato alla riduzione della spesa e al miglioramento della qualità dei servizi.
Prima intolleranza della casta politica: tardività dell’iscrizione della proposta deliberativa di Vitagliano all’ordine del giorno del C.C…. avvenuta dopo circa tre mesi dalla sua presentazione;
Secondo indizio dell’intolleranza dei politici: iscritta all’ordine del giorno del C.C., come, Atto di In sostanza, la locuzione <<atto di indirizzo…omissis>>, degrada la proposta ad attività di mero orientamento politico con il furbesco, quanto maldestro scopo, di porre in essere un iter procedimentale che prescinda dall’acquisizione dei prescritti e preventivi pareri di regolarità tecnica e contabile di competenza dirigenziale e del parere della commissione consiliare.
L’artificioso procedimento denota un’ulteriore manifestazione di intolleranza della casta politica che si è sviluppata nella caotica trattazione dell’argomento nella seduta del consiglio comunale, caratterizzata dalla malcelata finzione di voler acquisire i pareri del dirigente, in corso di seduta, (pareri, peraltro, non espressi), pur disponendo della possibilità di avvalersi del segretario generale per l’esercizio di tale funzione. Quest’ultimo infatti, avrebbe potuto e forse dovuto esprimere i predetti pareri, in sostituzione del competente dirigente, su formale incarico del sindaco, anche in considerazione della peculiarità e dell’ampiezza delle complesse questioni, formanti la proposta deliberativa, presentata da Vitagliano.
L’indizio più deplorevole dell’intolleranza della casta politica di maggioranza, si disvela, dall’immotivato differimento del provvedimento programmatico alle cosiddette calende greche, pur avendo avuto a disposizione circa tre mesi per valutarne i contenuti di agevole comprensione e privi di qualsiasi carattere dispositivo.
È stupefacente che la casta politica di maggioranza abbia imposto il rinvio, a tempo indefinito, di una proposta deliberativa, che non conteneva alcuna statuizione impositiva e definitiva, ma semplici e ben comprensibili ipotesi di natura ricognitiva e valutativa della congruità e giuridicità dei vigenti rapporti contrattuali dei servizi.
È surreale che la casta politica di maggioranza avesse bisogno di ulteriore tempo per comprendere i contenuti di un provvedimento di agevole intelligibilità. Le difficoltà, in verità, risiedono nel conseguente monitoraggio del complessivo sistema gestionale, la cui valutazione non può non richiedere l’utilizzazione di specifiche professionalità che esulano dalla funzione politica.
Sembra, piuttosto, che la casta politica rifugga dal coinvolgimento della società civile e temi i fantasmi e/o la scoperta di scheletri nell’armadio ed intenda persistere “nell’efficiente politica amministrativa ed economica del Comune”, rinunciando ad assumere le misure necessarie atte a conseguire livelli virtuosi ed eccellenti di gestione per ridurre la pressione fiscale e migliorare la qualità di gestione dei servizi ed il consequenziale gradimento dei cittadini ai quali compete, solo, l’onere di subire le inefficienze pubbliche e la tartassazione fiscale.
Non mi sembra inappropriato, infine,rispetto alle questioni di cui mi sono occupata, di evidenziare che il Sindaco Alemanno di centro-destra del Comune di Roma ha reso noto durante il talk show omnibus mattutino del giorno 27 aprile 2013, che il suo ente ha stabilito di gestire in proprio il servizio di riscossione dei tributi finora esercitato da Equitalia per rimodulare il gettito IMU e ciò nell’ambito delle misure di spending review, che ha portato alla riduzione di tale imposta in rapporto al reddito.
Lucia D’Amato per il Movimento civico
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