Il Parco sarà intitolato a Michele Dello Russo, primo Sindaco della storia repubblicana

La Redazione
Comune Terlizzi

Deliberato dalla Giunta che ha accolto una petizione consegnata a novembre dello scorso anno.

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A novembre dello scorso anno, tramite Renato Brucoli, veniva consegnata all’Amministrazione comunale la petizione popolare con la quale si chiede l’intitolazione del Parco comunale a Michele Dello Russo, primo Sindaco di Terlizzi all’indomani della proclamazione della Repubblica.

La petizione è stata sottoscritta da 521 cittadini, terlizzesi e della Provincia di Bari. Il Comune di Terlizzi ha accolto e la proposta di dedicazione alla figura di Michele Dello Russo del Parco comunale con targa in memoria da collocarsi all’ingresso, affinchè le nuove generazioni siano testimoni del suo impegno e allo stesso tempo crescano al suo esempio.

La targa avrà questa iscrizione:
Parco Comunale
Michele Dello Russo (1908 – 1967)
Primo Sindaco di Terlizzi
La Città riconoscente

Michele Dello Russo
Di formazione non dogmatica, ha combattuto tutto il nazi fascismo con l’adesione al Pci clandestino, formazione politica che ha contribuito a organizzare sia nella sua Terlizzi sia in altri centri pugliesi, in collegamento con la figura di Giuseppe Di Vittorio. Per queste sue scelte ha subito la persecuzione fascista, l’arresto e la segregazione nelle località confinarie di Colfiorito, Pisticci e Ventotene, per oltre otto anni.
Nell’immediato dopoguerra si è distinto nella gestione dell’Ente locale all’insegna dell’equilibrio e dell’onestà, dell’accoglienza e della disponibilità umana. Fu eletto Sindaco di Terlizzi il 20 luglio 1945 dal Comitato di Liberazione Nazionale. Nel 1956 ha reagito alla violazione dei diritti umani nell’Est europeo, segnatamente in Ungheria, mutando adesione politica, in seguito a tali gravi fatti lesivi della dignità umana, subendo ancora una volta crescente moto di discriminazione sociale, da ndurlo, a tutela della propria incolumità e di quella dei propri cari, a trasferirisi in altra città.
La morte è intervenuta per il riacutizzarsi della malaria, non ben curata, contratta al confino di Ventotene. Di lui lasciò ricordo di padre tenerissimo, lavoratore instancabile e ingegnoso, uomo di grande tempra umana e sociale.

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