La minoranza presenta mozione di sfiducia al Sindaco

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I sei consiglieri dichiarano anche l'autosospensione. Se ne discuterà nel prossimo Consiglio comunale.
Gli ultimi accadimenti politico-giudiziari riguardanti in particolar modo gli arresti della dirigente del settore Finanze del Comune di Terlizzi e l’amministratore delegato della Censum, azienda incaricata della riscossione tributi, ha indotto i sei consiglieri della minoranza a presentare una mozione di sfiducia al Sindaco Ninni Gemmato. La mozione sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale che dovrà essere convocato entro i termini di legge. Il capogruppo del Partito Democratico, Michele Berardi, ha inoltre dichiarato alla stampa l’autosospensione avvenuta nel Consiglio comunale di ieri, 29 maggio. Di seguito il teso della mozione.
Mozione di sfiducia al sindaco
Ai sensi dell’art.52 del T.U. degli Enti Locali
Al sindaco di Terlizzi
dott. Nicola Gemmato
Al Segretario Generale
dott. Vito Palmieri
e p.c. a S.E. il Prefetto di Bari
dott. Mario Tafaro
I sottoscritti consiglieri comunali Michele Berardi, Michelangelo De Chirico, Vincenzo di Tria, Gaetano Malerba, Aldo Sigrisi, Pasquale Vitagliano, propongono Mozione di Sfiducia al sindaco Nicola Gemmato per i rilevanti e gravi fatti di seguito esposti.
È a tutti noto che il 9 maggio scorso, la Procura di Trani arrestava la dirigente agli Affari Finanziari del Comune di Terlizzi e il presidente della società che gestisce i tributi per conto del Comune, accusati di aver arrecato un danno di oltre 2 milioni di euro alle casse comunali.
Una parte degli addebiti alla dirigente Francesca Panzini e alla società CENSUM, erano noti al sindaco e agli altri amministratori del Comune di Terlizzi almeno sotto il profilo amministrativo-contabile, allertati anche dal Collegio dei Revisori dei Conti, che li aveva ancora una volta evidenziati nella sua relazione (all.1) e durante il consiglio comunale sul “Rendiconto della Gestione” tenutosi la sera dell’8 maggio (all.2). In quella seduta di consiglio comunale il sindaco, nonostante le evidenze della relazione dei sindaci revisori, aveva nuovamente difeso l’operato della dirigente e minimizzato le problematiche emerse nei servizi erogati da CENSUM.
Grave negligenza nell’agire amministrativo da parte del sindaco Gemmato emerge chiaramente proprio nel controllo dell’operato della società CENSUM, i cui servizi sono stati prorogati di altri 6 mesi dalla giunta Gemmato riunitasi l’ultimo dell’anno 2012 (all.3), senza alcuna tutela degli interessi economici dell’Ente nonostante apparissero da tempo chiare le inadempienze della predetta società e il mancato riversamento di 1.115.000 euro. Si è trattato di una proroga tanto più discutibile e sospetta – alla luce dei sopravvenuti fatti giudiziari – in quanto il sindaco Gemmato nel caso sostanzialmente identico del contratto di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani ha deciso di intraprendere con la TRADECO una condotta esattamente opposta di quella perpetrata con la CENSUM, addivenendo addirittura all’affidamento diretto del servizio di raccolta all’ASV di Bitonto, senza alcuna procedura di evidenza pubblica (all.4).
Il sindaco Gemmato avrebbe potuto adottare lo stesso criterio con la CENSUM, visto che la società era già stata al centro di fortissime polemiche circa l’emissione di oltre 20.000 accertamenti ICI e TARSU a gennaio 2011, le cosiddette “Cartelle Pazze” sulle quali si era incentrato lo studio di una Commissione Consiliare d’Indagine che ne redasse una relazione (all.5).
Ancora più gravi appaiono le responsabilità politiche del sindaco Gemmato allorquando, in riferimento proprio ai lavori di detta Commissione di indagine, si apprende dalla stampa (Gazzetta del Mezzogiorno del 10/05/2013) di sue conversazioni telefoniche intercettate dagli inquirenti tramite le quali informava, all’epoca dei fatti da consigliere di opposizione, la dirigente Panzini delle risultanze della stessa (all.6).
Gli approfondimenti fatti dal Collegio dei Revisori dei Conti, culminati nel verbale del 24 gennaio 2013 (all.7), hanno messo a nudo le inadempienze della dirigente del settore finanze e della società, che l’8 maggio 2013 ha presentato la relazione richiesta dal Collegio, confermando tutte le preoccupazioni dei Revisori dei Conti e prefigurando uno scenario disastroso per i cittadini terlizzesi, prossimi destinatari di oltre 24000 accertamenti ICI e TARSU e di oltre 2000 ingiunzioni (all.8).
Analoga negligenza nell’agire amministrativo e stesso atteggiamento di copertura e condivisione dell’operato della dirigente da parte del sindaco Gemmato, si era evidenziato il 29 novembre 2012, durante la discussione del Riequilibrio di Bilancio approvato unitamente all’Assestamento, quando i sottoscritti consiglieri comunali avevano denunciato la difformità tra gli atti depositati in segreteria e quelli posti in discussione in consiglio comunale (all.9). Anche in quell’occasione il sindaco aveva ignorato ogni richiamo all’osservanza di leggi e regolamenti, difendendo strenuamente l’operato della dirigente nonostante l’evidenza dei fatti dimostrasse l’avvenuta sostituzione di una parte degli atti del provvedimento finanziario in discussione.
La disinvoltura nel rispetto della legalità di procedure, leggi e regolamenti da parte del sindaco Gemmato è emerso anche in ambito urbanistico, in occasione dell’adozione di un piano di lottizzazione (all.10), pervenuto in consiglio comunale con un evidente contraffazione dello stralcio di Piano Regolatore Generale, modificato in modo da ampliare l’area edificabile con conseguente illegittimo incremento della volumetria oltre quella prevista dal PRG. In occasione dell’iscrizione all’ordine del giorno del consiglio comunale del 29 gennaio 2013, il venire alla luce dell’anomalia provocava il ritiro del provvedimento e la richiesta da parte dell’opposizione di procedere alla trasmissione degli atti in Procura. Il piano di lottizzazione veniva ripresentato in data 11 aprile 2013 ed approvato dalla sola maggioranza, ma sempre con gravi difformità segnalate dall’opposizione (all.11), tra le quali la difformità degli stralci dei vincoli idrogeologici e la necessità di procedere ad una vera e propria variante al PRG a causa delle sensibili variazioni alle previsioni di Piano Regolatore.
Il sindaco Gemmato ha dimostrato di non aver cura delle risorse finanziarie cittadine anche in occasione del rifiuto di un ingente finanziamento europeo per la realizzazione di un sottopasso ferroviario già progettato e finanziato nella legislatura precedente alla sua (all.12). Gemmato ha compromesso l’erogazione di 6,5 milioni di euro già stanziati per la realizzazione della strategica opera pubblica e successivamente destinati ad altri territori, avviando peraltro una velleitaria nuova progettazione di cui affidava lo studio di fattibilità (all.13) ad un professionista pagato con fondi di bilancio comunale e scelto senza procedure di evidenza pubblica.
Il sindaco Gemmato ha inteso violare procedure, leggi e regolamenti anche in ambito sociale, ove con la sua giunta ha prodotto atti che violano trasparenza e correttezza dell’agire amministrativo. Con la delibera 52 del 16 maggio 2013 (all.14), la giunta comunale, ha di fatto esorbitato l’ambito delle sue competenze, individuando direttamente la cooperativa CLAD come soggetto redattore del progetto da candidare ad un bando per un finanziamento pubblico, quando avrebbe dovuto limitarsi ad esprimere la volontà di partecipare al bando e lasciare al dirigente l’onere di individuare l’estensore del progetto (attraverso una procedura di evidenza pubblica). La suddetta delibera appare illegittima anche per quanto riportato al punto 4) del deliberato, ove la presunta gratuità della prestazione del CLAD lascia intendere una prosecuzione del rapporto (e quindi una onerosità) attraverso la locuzione “fatto salvo il buon fine della domanda di finanziamento e secondo i limiti della normativa di riferimento”.
Per quanto sopradetto i sottoscritti Consiglieri Comunali
CHIEDONO
alla S.V. la convocazione, entro i termini previsti dalla legislazione vigente, del Consiglio Comunale al fine di mettere in discussione e deliberare la superiore mozione di sfiducia .
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