Voucher per internazionalizzazione imprese, Gioacchino Vendola interroga la Camera di Commercio

La Redazione
Gioacchino Vendola

Per il professionista terlizzese, i parametri indicati per l’individuazione dei soggetti attuatori del bando, escludono “immotivatamente, quanto illegittimamente, altri soggetti (professionisti, società) altrettanto qualificati”

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Marco Beltrami e Gioacchino Vendola, in qualità di Presidente e Coordinatore della delegazione territoriale di Puglia dell’APCO (Associazione Professionale Italiana dei Consulenti di Direzione e Organizzazione) hanno inviato una comunicazione alla Presidenza della C.C.I.A.A. di Bari per richiedere chiarimenti in merito al “bando per la concessione di voucher per l’internazionalizzazione a beneficio di MPMI (micro, piccole e medie imprese)”.

I chiarimenti che APCO chiede alla CCIAA di Bari, si riferiscono all’individuazione dei “soggetti attuatori”, ossia coloro che potranno erogare i servizi alle imprese beneficiarie dei vouchers e che vengono indicati nel punto 6 del bando in questione:
– Associazioni di Categoria con sede legale ed operativa nel territorio di competenza della Camera di Commercio di Bari e che siano in possesso dei requisiti per la rappresentanza in seno al Consiglio Camerale dell’Ente stesso (ai sensi della legge 580/93, del D.M. n. 501/96 e del Decreto n. 1213/2010);
– AICAI, azienda speciale della Camera di Commercio di Bari;
– Camera di Commercio Italo-Orientale

APCO, sostiene che i parametri indicati per l’individuazione dei soggetti attuatori del bando, escludono “immotivatamente, quanto illegittimamente, altri soggetti (professionisti, società) altrettanto qualificati”.

Attraverso una serie di interrogativi, i Consulenti APCO, hanno poi espresso le proprie perplessità sui requisiti di selezione e non solo. Ne citiamo alcuni:
“In che maniera la scelta dei soggetti attuatori, Presidente, traduce i richiamati principi di imparzialità?(…) È possibile parlare di imparzialità quando, dai soggetti attuatori, è escluso tutto il mondo professionale che non possiede aderenze con il sistema camerale? ”e ancora “Associazioni di categoria, AICAI, camera di commercio Italo Orientale, solamente loro possiedono tutte le competenze per erogare i servizi finanziabili in modo efficace, efficiente ed economico o non anche altri soggetti con competenze specifiche e mirate?”

Beltrami e Vendola si appellano agli articoli 1 e 7 dello Statuto della Camera di Commercio di Bari.
Infatti l’art. 1 esplicita che la CCIAA è tenuta a svolgere le funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese, promuovendo e curandone lo sviluppo, nel rispetto della normativa comunitaria, statale, regionale e del dettato dello statuto stesso; mentre l’art. 7 rimanda ai criteri di imparzialità, efficacia, efficienza ed economicità secondo i quali la Camera di Commercio di Bari dovrebbe operare.

Mossi dalla passione per la propria professione e dalla voglia e disponibilità a contribuire allo sviluppo delle imprese nazionali e del territorio, Beltrami e Vendola, hanno rivolto questa comunicazione al Presidente Alessandro Ambrosi.
Da oltre 40 anni, Apco esercita un importante ruolo di filtro e di tutela della professione dei Consulenti di Direzione e Organizzazione.
Ruolo che di recente è stato riconosciuto anche dalle istituzioni, grazie al decreto 7 gennaio 2013 del Ministro della Giustizia, Paola Severino; che ha decretato l’inserimento di APCO nell’elenco delle associazioni nazionali che potranno partecipare, insieme agli ordini, ai tavoli europei, Conferenze dei servizi per la definizione delle piattaforme comuni, sulle qualifiche professionali.

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