Il PD chiede le dimissioni di Gemmato, «informava Panzini degli esiti della commissione d’indagine»

La Redazione
Il Partito Democratico scende in piazza

«A gennaio scorso, l’amministrazione Gemmato ha riaffidato alla CENSUM i servizi dei tributi comunali nonostante la società non avesse restituito al Comune più di 1 milione di euro versati dai cittadini».

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Il comunicato del Partito Democratico punta a svelare alcuni particolari del rapporto tra il sindaco Gemmato, la Censum e la dirigente comunale arrestata Francesca Panzini. Di seguito il testo.

L’arresto della dirigente degli Affari Finanziari del Comune di Terlizzi e del presidente della CENSUM non sono un fulmine a ciel sereno, erano nell’aria, perché da tempo erano visibili disfunzioni e strane manovre che il PD aveva pubblicamente denunciato.

L’ultima denuncia pubblica risale a gennaio scorso, quando l’amministrazione Gemmato riaffidò alla CENSUM i servizi dei tributi comunali nonostante la società non avesse restituito al Comune più di 1 milione di euro versati dai cittadini. In quell’occasione il PD censurò la completa sudditanza del sindaco Gemmato dalla dirigente Francesca Panzini, che appariva come la vera artefice di tutto quanto avveniva in Municipio, sotto gli occhi sempre più sconcertati di dipendenti comunali ed opinione pubblica.

Un rapporto, quello fra Gemmato e la Panzini, che andava ben oltre il rapporto istituzionale tra un sindaco e una dirigente e sconfinava nella sfera personale, tanto da condizionare il sindaco a non prendere provvedimenti seri nei confronti della dirigente anche quando il Collegio dei Revisori dei Conti ha evidenziato nei suoi verbali e nelle sue relazioni le anomalie nella gestione del Settore Finanziario e il mancato rispetto del contratto da parte della CENSUM. Gemmato ha continuato a tenere un comportamento anomalo e oltraggioso nei confronto del Collegio e equivocamente protettivo nei confronti della dirigente, fino al consiglio comunale dell’8 maggio (ascoltato in diretta dalla Guardia di Finanza) nel quale ha ignorato i rilievi mossi dai Revisori dei Conti.

Il Partito Democratico terlizzese vuole ricordare alla città che IL SINDACO DI TRIA AVEVA LICENZIATO LA DIRIGENTE pochi giorni prima che la sua amministrazione il 21 dicembre 2011 cadesse sotto l’imboscata di 11 consiglieri comunali (4 di centrosinistra e 7 di centrodestra tra i quali Gemmato). Quel 21 dicembre 2011 il consiglio comunale aveva all’ordine del giorno la relazione della Commissione d’Indagine sulle cosiddette “cartelle Pazze”, con l’analisi delle disfunzioni nei servizi erogati dalla CENSUM e delle negligenze del settore diretto dalla Panzini.

Oggi apprendiamo dagli organi di stampa che la Guardia di Finanza ha intercettato anche le conversazioni tra Gemmato (all’epoca consigliere comunale d’opposizione) e la Panzini, che veniva informata da lui sugli esiti della commissione d’indagine.

Francesca Panzini fu riassunta dal Commissario Prefettizio Mario Volpe nonostante le proteste dell’ex sindaco Vincenzo di Tria che nell’occasione scrisse anche al Prefetto di Bari per segnalargli l’inopportunità del provvedimento di Volpe.

Vogliamo anche ricordare che nella sua campagna elettorale il sindaco Gemmato era affiancato dalla lista dell’Alleanza Per l’Italia (API) che aveva come rappresentante provinciale l’amministratore delegato della CENSUM Livio Tenerelli.

Ricordiamo inoltre che la lista “Terlizzi si fa in quattro” che oggi governa con Gemmato ha visto al suo interno esponenti politici storicamente molto legati alla dirigente Panzini e alla CENSUM, gli stessi uomini che mandarono a casa l’amministrazione di centrosinistra.

ALLA LUCE DI TUTTO QUESTO CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DEL SINDACO GEMMATO, A CAPO DI UNA GIUNTA COMUNALE DIMOSTRATASI INCAPACE DI TUTELARE LA CITTÀ DA FENOMENI DI MALAFFARE, NONOSTANTE AL SUO INTERNO ABBIA COME ASSESSORE ALLA LEGALITÀ UN MAGGIORE DEI CARABINIERI.

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