“Siamo tutti Aut”, il ricordo di Peppino Impastato del Movimento Libertà e Partecipazione

La Redazione
Peppino Impastato

Nell'anniversario della morte. Depositate intanto le firme della petizione per cambiare la definizione dei giardini "FAlcone e Borsellino".

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«Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio, negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare,aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell’ambiente da lui poco onorato, si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore».

Nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978 Peppino Impastato venne assassinato a Cinisi. Per distruggerne anche l’immagine, il suo cadavere venne adagiato sui binari della ferrovia, in modo che la stessa vittima apparisse come attentatore suicida.
In occasione del 35° anniversario dalla morte di Peppino Impastato, il Movimento Libertà è Partecipazione di Terlizzi organizza un reading creativo di letture e poesie in Largo La Ginestra a partire dalle 19.30

Diamo il proprio nome alle cose
Lo scorso 30 aprile il Movimento Libertà è Partecipazione Terlizzi ha depositato presso l’ufficio gestione del protocollo le 320 firme raccolte per la petizione popolare “DIAMO IL PROPRIO NOME ALLE COSE”, per l’immediato cambio di denominazione dei giardini “G. Falcone – P. Borsellino”. Un provvedimento che riconosca i due magistrati siciliani quali “vittime della mafia” e non “vittime della criminalità” come attualmente indicato dalla toponomastica cittadina.

«Un atto di verità storica e giudiziaria, il riconoscimento di una vera cultura della legalità e di condanna di tutte le mafie», si legge nella nota diffusa dal Movimento.

 

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