Il presidente del Consiglio comunale Grassi sull’attentato a Palazzo Chigi: «Abbassare tensione»

La Redazione
Attentato sparatoria Palazzo Chigi

«Solidarietà e sostegno sia ai carabinieri feriti nell’attentato di piazza Montecitorio, davanti a Palazzo Chigi, ma anche a tutte le Forze dell’Ordine impegnate a garantire la sicurezza».

0 commenta

Ad avvio di seduta dell’ultimo Consiglio Comunale tenuto lunedì 29 aprile 2013, alla luce di quanto avvenuto il giorno precedente a Roma, il Presidente Grassi ha ritenuto di esprimere un sobrio pensiero, che per l’occasione viene sottoriportato, al fine di dare la più ampia informazione.

Prima di iniziare i lavori, mi sembra doveroso -a  nome dell’intero Consiglio Comunale- esprimere solidarietà e sostegno sia ai carabinieri feriti nell’attentato di piazza Montecitorio, davanti a Palazzo Chigi, ma anche a tutte le Forze dell’Ordine impegnate a garantire la sicurezza.
Quanto accaduto ieri a Roma, mentre il Presidente del Consiglio incaricato Enrico Letta e la squadra di governo, ai quali formulo i miei fervidi auguri di buon lavoro, giurava  nel Quirinale, è assolutamente deplorevole e figlia del clima di tensione sociale, pericolosa e insostenibile.

Adesso è fondamentale non solo stigmatizzare e condannare il gesto di un uomo disperato, ma anche promuovere un senso di maggiore responsabilità istituzionale.

È importante moderare il linguaggio della politica. Non solo le armi possono fare del male, ma anche le parole riescono a creare violenza e generare dissidi insanabili.
A furia di aizzare la piazza, il rischio è che i deboli perdano il senso delle cose e agiscano in modo totalmente folle e fuori controllo.
Tutte le forze politiche, a prescindere dalle legittime contrapposizioni, compresi gli opinion leaders, nonché i mezzi di comunicazione di massa: TV, giornali, social network, devono sinergicamente adoperarsi per abbassare i livelli di tensione, che la crisi economica, sociale e istituzionale ha già alimentato.

Risulta fondamentale che le Istituzioni sappiano recepire il grande disagio socio-economico dei cittadini, offrendo risposte concrete e quanto più velocemente possibile, soprattutto a quanti perdono la famiglia, il lavoro, la casa.
E tutto questo deve partire già dalle Istituzioni locali, perché anche a Terlizzi  la disaffezione nei confronti della politica non si trasformi in vero e proprio odio”.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!