Quando il gioco diventa pericoloso. Ludopatia, il nuovo allarme sociale

© n. c.
«A Terlizzi c’è una struttura da adibire alla cura di questa patologia? A quando un Assessore Servizi Sociali che si faccia carico del problema?»
Il Tribunale dei Diritti del Malato e il movimento Donne di Terlizzi, ha diffuso un comunicato con delle riflessioni a margine sull’incontro che aveva per tema il grave problema della ludopatia. Di seguito il testo.
Il Tribunale per la tutela dei diritti del cittadino, del malato – A.GE.V. con il movimento Donne di Terlizzi, organizzando l’evento sulla “Ludopatia” ha posto l’attenzione sul gioco, che rappresenta una delle piaghe più pericolose del nostro tempo.
Puntare denaro attraverso scommesse, slot machine, gratta e vinci, ma anche Lotto e Superenalotto può creare una dipendenza simile a quella da stupefacenti, causando danni ingentissimi a giocatori e famiglie, rivelandosi sempre più spesso anche anticamera dell’usura.
Preoccupante è anche il fenomeno dei baby scommettitori. Nonostante i divieti previsti per i minorenni, è sempre più difficile proibire il gioco, in particolare on line, e il numero degli adolescenti che punta denaro è in continua crescita.
A volte si inizia per caso, ma si continua per colmare dei “vuoti”affettivi, si innesca nel soggetto lo stesso meccanismo delle dipendenze da sostanze stupefacenti.
C’è chi ha perso la dignità, chi la propria famiglia, chi si sente solo, chi è sotto lo scacco degli usurai, tutti questi soggetti sono accomunati dallo stesso problema la “LUDOPATIA” o GAP, “ gioco d’azzardo patologico” termine con cui s’identifica chi è affetto da dipendenza da gioco d’azzardo sia live sia on line.
La febbre del gioco d’azzardo è ormai un fenomeno dilagante.
Negli ultimi anni l’interesse per il gioco d’azzardo e per le problematiche a esso correlate è aumentato progressivamente e recenti studi hanno lanciato l’allarme perché sempre più, giovani e anziani, gli uni per divertimento gli altri nella speranza di “arrotondare” la pensione, si accostano al gioco restando talvolta travolti dalla “spirale”, una spirale che inghiotte affetti, serenità, che ti denuda della tranquillità mentale….
Milioni di italiani si fanno tentare dagli spot televisivi ”ti piace vincere facile”
Ma è proprio così? Facile é vincere premi di bassa categoria – difficile è poter vivere su di un’isola tropicale.
E se accanto ad ogni importo si scrivesse la probabilità di vincita in chiaro, ci sarebbero così tante giocate?
Questo quadro generale dimostra che la questione è molto aperta se né parla, ma lo Stato si comporta come le tre scimmiette: una non vede, una non sente l’altra non parla. Istituzioni e politica, molto presenti nelle campagne elettorali, nel tagliare i nastri, risultano spesso assenti nelle esigenze reali dei cittadini.
Per la liberalizzazione selvaggia di attività ludiche ci troviamo in una situazione grave, legata alla salute dei cittadini e all’ordine pubblico tanto che il Ministro della Salute Balduzzi ha reso note alcune misure del Governo volte ad evitare il dilagare del fenomeno, Tali interventi consisterebbero nel:
– vietare l’accesso ai minori ai giochi d’azzardo ma i maggiorenni sono immuni da questa “droga”?
– nella rigida regolamentazione della pubblicità dalle 16.30 alle 19.00, sui mezzi di trasporto e a meno di 200 mt. da scuole e chiese , ma un buon governo non dovrebbe vietare completamente la pubblicità?
– inoltre essendo una dipendenza necessita di un intervento terapeutico strutturato e dell’inserimento all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, il che comporta un dispendio economico.
Lo Stato ordina che le strutture sanitarie siano attrezzate per curare la sindrome del gioco d’azzardo compulsivo, NON SAREBBE PIU’ SEMPLICE VIETARLO, PREVENIRLO, piuttosto che curarlo?
E le tessere del giocatore di cui si parla a cui sarebbe opportuno aggiungere il codice fiscale come deterrente, che fine hanno fatto?
Si parla di gioco d’azzardo legale e non legale ma, il gioco d’azzardo può essere legale solo perché è lo Stato che ci guadagna?
Per fortuna ci sono buoni esempi; vari Comuni Italiani per tutelare i cittadini hanno attuato interventi concreti per prevenire e tutelare questo tipo di dipendenza, ad esempio la Provincia di Roma con la collaborazione di alcune associazioni e con l’assessorato alla tutela dei Consumatori e lotta all’usura, ha avviato una campagna di informazione e prevenzione rivolta agli studenti dell’intera provincia;
il Comune di Marsala così come numerosi comuni piemontesi e più vicino a noi geograficamente il comune di Fasano, si sono impegnati a combattere in prima linea questo fenomeno.
Gli amministratori comunali, in primis, sono responsabili delle condizioni di salute dei propri cittadini e devono prendere gli opportuni provvedimenti.
E il nostro Ente cosa ha intenzione di fare per prevenire il fenomeno della ludopatia?
A Terlizzi c’è una struttura da adibire alla cura di questa patologia?
Infine a quando un Assessore Servizi Sociali che si faccia carico del problema?
Nelle more può occuparsene lei – Sindaco – che ha la delega ai Servizi Sociali.
Questi gli interrogativi, senza risposta, vista l’assenza dell’amministrazione tutta, per quanto invitata e patrocinante l’evento.
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