Ciccolella, vendite e ristrutturazioni. Usi: «I veri motivi dei licenziamenti»

La Redazione
lavoratori Ciccolella Comune Terlizzi

Nuova polemica con i sindacati confederali.

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Una ristrutturazione industriale, che coinvolge la società olandese del gruppo, sarebbe la causa dei licenziamenti avvenuti alla floricola Ciccolella durante le ultime festività natalizie. È quanto sostiene l’Unione Sindacale Italiana interpretando un comunicato del gruppo circa la vendita della Ciccolella Holding International BV. Intanto, i lavoratori licenziati aspettano gli sviluppi di una difficile vertenza. Di seguito la nota dell’Usi.

Dal momento che – sulla vertenza Ciccolella – è sceso un silenzio tombale dopo l’annuncio dei sindacati confederali relativa alla disponibilità ad impugnare i licenziamenti “natalizi” – traduciamo a beneficio dei lavoratori interessati una nota pubblicata sul quotidiano on line “La Stampa.it” del 15 febbraio 2013: http://finanza.lastampa.it/Notizie/0,496161/Ciccolella_sottoscritto_contratto_per_la.aspx

“Il Consiglio di Amministrazione della Ciccolella ha deciso di vendere la società olandese Ciccolella Holding International BV, di cui è proprietario, a una società finanziaria chiamata SBC. Lo vende a un prezzo che verrà valutato in seguito. Se non si mettono d’accordo sul prezzo la Ciccolella se la riprende. [E’ apparso sugli organi di stampa che la cessione è definitiva dal 16 marzo scorso].

Fino al 1° gennaio 2014 Ciccolella può ricomprarsi tutto o parte della società venduta dopo la ristrutturazione che verrà fatta. Il prezzo di riacquisto e quello dell’opzione saranno determinati insieme al prezzo di vendita. [e non ci risulta siano stati resi pubblici]

Fanno questa operazione perché la Ciccolella fa i profitti solo dalla fabbrica di Candela e se, dopo la ristruttazione, anche gli olandesi cominciano a guadagnare soldi se li può ricomprare. Dopo questa operazione i debiti della Ciccolella diminuiranno di 25 milioni di euro. I debiti scritti nei bilanci erano reali e molti dei crediti erano fuffa per cui gli è convenuto fare così. Il fatturato passerà da 298 milioni di euro a 62 milioni di euro con un guadagno (Margine Operativo Lordo, su questo vanno pagate le tasse, gli interessi alle banche e altre cose) che rimarrà uguale a prima e pari a 30 milioni di Euro. Il numero dei dipendenti diminuirà a 190 persone dagli attuali 747 perché se ne andranno i dipendenti olandesi [circa 400] e i dipendenti italiani [circa 150] per effetto delle ristrutturazioni in corso.

I dati sono quelli del 31/12/2012”.

Considerazione finale nostra: dopo aver mandato via il peso morto degli olandesi e un po’ di dipendenti in Italia contiamo di fare gli stessi soldi di prima e di mantenere il contratto con Edison per la cogenerazione.

Naturalmente saremo ben lieti di essere smentiti –nella nostra interpretazione- dalla dirigenza Ciccolella. Per quanto riguarda l’atteggiamento del sindacalismo confederale che –tacendo acconsente- preferiamo soprassedere.

Unione Sindacale Italiana – Puglia

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