Ludopatia: Quando il gioco diventa pericoloso

La Redazione
Ludopatia

Incontro organizzato dal Movimento Donne di Terlizzi. Giovedì 21 marzo ore 19.30 al Chiostro delle Clarisse.

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Il movimento Donne di Terlizzi con il Tribunale per la tutela dei diritti del cittadino, del malato – A.GE.V. e il Patrocinio del Comune di Terlizzi organizza per il giorno 21 marzo 2013 alle ore 19,30 presso il Chiostro delle Clarisse l’evento : Ludopatia: – Quando il gioco diventa pericoloso –

Parteciperanno : dott. Antonio Taranto – Direttore  dipendenze patologiche Usl  Ba, Diacono Nando Vitelli – responsabile centro Ascolto Diocesano; Giuseppe Parisi – S.Tenente GdF Molfetta;  Renato de Scisciolo – Presidente Ass.prov. Antiraket e Antimafia ; Avv. Attilio Simeone – Coordinatore Nazionale Cartello “Insieme contro l’Azzardo” Consulta Nazionale Antiusura O.n.l.u.s. –  Fondazione Antiusura S. Nicola e S.S. Medici di Bari; Emanuela Fumarola – Professoressa; Stefania Giangregorio – Avvocato; Anna Pansini – Vice Coordinatrice Donne di Terlizzi; Valeria Ceci – Psicologa; Angela De Noia – Componente Direttivo Tribunale del Malato Terlizzi.

La Ludopatia rappresenta una delle piaghe più pericolose del nostro tempo.
Puntare denaro attraverso scommesse, slot  machine, gratta e vinci, ma anche Lotto e Superenalotto può creare una dipendenza simile a quella da stupefacenti, causando danni ingentissimi per i giocatori, per le famiglie. Si rivela sempre più spesso anche anticamera dell’usura.

Preoccupa anche il fenomeno dei baby scommettitori. Nonostante i divieti previsti per i minorenni, è sempre più difficile proibire il gioco, in particolare on line, e il numero degli adolescenti che punta denaro  è in continua crescita.

E’allarme sociale.
Giovani e  anziani,  per divertimento o per  “arrotondare” la pensione,  si accostano al gioco restando travolti dalla “spirale”. Una spirale che inghiotte affetti, serenità, che ti denuda della tranquillità mentale.
Se quasi tutti i settori dell’economia italiana arretrano, le attività di gioco continuano a diffondersi velocemente e lo stato ci guadagna.

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