Da “Terlizzi si fa in 4” auguri ai due parlamentari terlizzesi

La Redazione
Elezioni politiche 2013

«Con tenacia, a livello comunale guardiamo con attenzione alle fasce più deboli, ad una tassazione meno aggressiva e ad un miglioramento delle infrastrutture della città».

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L’analisi del voto alle elezioni politiche nel comunicato di “Terlizzi si fa in 4”. Lo pubblichiamo di seguito.

Il movimento politico “Terlizzi si fa in 4” porge sinceri auguri di buon lavoro ai due Parlamentari terlizzesi eletti rispettivamente tra le fila del Partito Democratico e di Sinistra Ecologia e Libertà: Gero Grassi e Nichi Vendola, che dopo una vita si ritrovano ancora insieme nella massima assise del Paese. Insieme agli auguri, il Movimento auspica che continui forte la loro presenza sul territorio e l’impegno per soddisfare esigenze, desideri e speranze dei terlizzesi, pur sapendo che entrambi sono Parlamentari dell’Italia, eletti nella circoscrizione Puglia.

A Terlizzi il centrosinistra non è riuscito a sfondare ma ha retto il confronto con il centrodestra: Sel e Pd ottengono il 30%.
Queste elezioni passeranno alla storia come le elezioni che anziché essere quelle del sorpasso, sono state del pareggione (inatteso) con il centrodestra di Silvio Berlusconi. E’ vero, il Cavaliere ha perso 6 milioni di voti rispetto al 2008, ma il centrosinistra, dall’altra parte non è riuscito di fatto ad avere appeal presso l’elettorato medio, nonostante dalla sua, esso avesse la caduta del Governo Berlusconi; gli scandali del G8 e Protezione Civile, la P3, la P4, le vallette diventate onorevoli ministre, le minorenni e Bossi, Fiorito e Belsito, Cosentino in odore di camorra, Scajola e la casa al Colosseo; i pasticci della Lega, Tremonti e la sua inconsistenza da ministro durante la crisi. Quindi l’ascesa del tracimante movimento di Beppe Grillo.

E’ evidente che qualcosa non ha funzionato, al di là delle strategie dalemiane in vista delle elezioni e la flessione del principale partito di centrosinistra è a cascata: anche a livello regionale, il Pd ottiene appena il 18,5% alla Camera mentre solo il 20% al Senato (a fronte del 31% del 2008). Ecco perché la classe dirigente del Pd pugliese – e barese – dovrebbe avviare una riflessione seria e radicale.

Non ultima un’autocritica andrebbe fatta anche dalla Segreteria del Pd terlizzese: il partito non riesce a spiccare il volo (alle politiche del 2008 prese il 32% a fronte dell’attuale 16%), confermandosi un partito più da salotto (o da Sindacato), che di strada. Con una proposta politica che consiste in muggiti di fiele sulle plance della città, essendo un partito che esiste solo su “Terlizzilive.it”, lontano dalla città e dai suoi mille problemi. 
“Terlizzi si fa in 4” è invece presente e sta lavorando per risolvere annose questioni come il servizio di raccolta dei rifiuti.

Con tenacia, a livello comunale guardiamo con attenzione alle fasce più deboli, ad una tassazione meno aggressiva e ad un miglioramento delle infrastrutture della città -senza dimenticare il costruendo Polo Liceale, il futuro sottopasso (che salva finalmente il Parco Comunale), il rifacimento delle strade più dissestate.

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