Paul Cappelli: «Una guerra in-civile»

La Redazione
Rifiuti e amianto sulla via Traiana

«Vivo nel cuore di un'antica area archeologica, appena fuori Terlizzi. Ciò nonostante, a volte, mi sembra di stare in mezzo a una discarica».

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Non tutte le guerre si combattono con le armi. E la guerra non produce solo morte. Le guerre più atroci si combattono con il veleno. Veleni che causano morti lente, dolorose e persino suicidi.

Nel 2003 ho deciso di venire a vivere in Puglia, la mia terra d’origine. Ho comprato un vecchio casale sull’antica Via Appia Traiana a Terlizzi. Poco dopo, ho aperto anche un’agenzia di pubblicità. Ho fatto più di quello che forse mi sarà mai riconosciuto, investendo non so quanti soldi. Ma il mio lavoro è solo all’inizio.

Per quanto ami il mio paese (il paesaggio, l’arte, la cucina, la gente, le tradizioni), spesso mi viene da piangere quando mi guardo intorno, soprattutto al Sud. Nella mia terra, in Puglia, siamo circondati da meraviglie naturali e architettoniche di ogni genere, tra le più belle al mondo. Ma – ahimè – allo stesso tempo viviamo in mezzo alla spazzatura. Una contraddizione cui non riesco a rassegnarmi.

So bene cosa sia la piaga dei rifiuti, perché mi sono trasferito qui da New York, che non è certo la città più pulita al mondo. Ma New York è una metropoli dove vivono 12 milioni di abitanti, il disagio – ancorché deplorevole e non giustificabile comunque – ha una sua ragion d’essere pratica. Non è comprensibile invece come la sporcizia possa “crescere” in tanti piccoli paesi e centri della Puglia. Possibile che nessuno se ne renda conto? Che nessuno si ponga il problema? Eppure la “monnezza” cresce sotto gli occhi di tutti. Non è nascosta, no. E’ a portata di sguardo in pieno centro come in campagna.

I pugliesi sono da sempre orgogliosi della loro terra rigogliosa e fertile. Noi qui possiamo coltivare beni di ogni genere. Oggi esportiamo i nostri prodotti in tutto il mondo, dalla Cina agli USA. E ci piace decantare la qualità del cibo pugliese, buono per il palato ma anche per la salute.Ma si fa presto a dire vino doc o a riempirsi la bocca con lo slogan “La dieta mediterranea è sana”. A guardarsi intorno, invece, vien da pensare che “l’origine controllata” – sia rimasta solo sull’etichetta.

Perché sempre più spesso quando i turisti vengono qui in visita si imbattono, purtroppo, in qualche spiacevole sorpresa. Può capitare, infatti, che ad ornamento di un menhir antico o di una pianta secolare di ulivo al posto della targa descrittiva trovino sacchetti di plastica, lavatrici, materassi, pneumatici. Perfino pezzi di amianto, che come è stato riconosciuto da tempo è pure nocivo per la salute. Rifiuti di ogni genere abbandonati così – in terra di nessuno, senza controllo – in mezzo ai campi, per strada o addirittura sui fondali del nostro splendido mare.

Io sono molto fortunato a vivere nel cuore di un’antica area archeologica, appena fuori Terlizzi. Ciò nonostante, a volte, mi sembra di stare in mezzo a una discarica. Spesso nel mio casale ricevo ospiti da tutto il mondo. E’ tale lo scempio e il senso di vergogna che provo che ogni volta mi raccomando con gli autisti di non passare con i nostri ospiti dalla la SS 231 (ex 98), perché non voglio che vedano le prostitute mezze nude ai bordi della strada. Come mi raccomando con gli ospiti di non allungarsi troppo, durante le loro passeggiate, lungo l’Appia Antica, perché non voglio che vedano i cumuli di rifiuti abbandonati lungo la strada come se fosse una discarica.

Un po’ di tempo fa ho avuto tra gli ospiti, in visita nel nostro paese, alcuni membri della famiglia reale d’Inghilterra. Anche loro sono rimasti impressionati alla vista di questi rifiuti. Io scherzosamente ho detto: “La nostra terra è così fertile che produce frigoriferi, TV, lavatrici, perfino eternit.” Loro scoppiarono a ridere a questa mia battuta. Io invece no. E’ questo il modo di incentivare il turismo nella nostra terra?

Il mese scorso, ho fotografato alcune gomme di trattore abbandonate e bruciate proprio vicino casa mia. Ho realizzato uno “splendido” servizio fotografico con primi piani anche di amianto a cielo aperto,  elettrodomestici d’epoca, lattine di plastica, materassi sfondati e altre “meraviglie”. Questo scempio sarebbe vergognoso ovunque. A maggior ragione in un’area archeologica di rara bellezza quale La Padula. Forse non tutti gli abitanti locali lo sanno, ma proprio in questo posto le Legioni Romane si fermavano per bere, rinfrescarsi e dare ristoro ai loro cavalli. Infatti ci sono ancora oggi circa una dozzina di antichi pozzi romani: l’acqua e la falda acquifera risulta inquinata.

Pochi giorni dopo, ho pubblicato queste foto sulla bacheca Facebook di tutti i politici di Terlizzi che conosco. Politici di destra, di centro e di sinistra, cui ho chiesto di intervenire  a tutela di un bene comune. La loro risposta è stata: “Eh, bisogna prima vedere quale Comune è competente in quell’area per la raccolta dei rifiuti”. Oppure “Bisogna vedere se la rimozione spetta al Comune o della Provincia”. Te lo dico io a chi spetta. Spetta a te. A me. A noi tutti. Dobbiamo tutti assumerci la responsabilità di tenere pulito il nostro paese.

E il partito SEL – Sinistra ECOLOGIA Liberta’ – cosa fanno per l’ecologia? Mi sembra solo un nome di marketing per attirare i giovani.

Oggi ho deciso di scrivere anche questa lettera. Perché sono trascorse 3 settimane dalla mia denuncia su Facebook e le autorità non hanno fatto nulla se non addirittura rimproverarmi, risentiti: “Ci sono le leggi qui in Italia e anche lei gli devi rispettare!” Sì è vero, ci sono tante leggi qui a Italia, ma pochi controlli.

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