Scagliola: «Ho l’unica colpa di aver resistito a un sopruso»

La Redazione
La sede del G.A.L. "Fior d'Olivi"

«Senza entrare in troppi tecnicismi un giudice adito, a mie spese e a mio sacrificio, ha detto che l’atto era illegittimo».

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All’indomani della decisione del collegio arbitrale che ha stabilito la legittimità dell’atto con il quale il sindaco Ninni Gemmato aveva rimosso il rappresentante del Comune nel Consiglio di Amministrazione del Gal Giuseppe Scagliola, quest’ultimo ha diramato una nota di commento che riceviamo e di seguito pubblichiamo.

Ritengo doverosa una replica al comunicato stampa del Sindaco Gemmato non tanto per difendere la mia posizione personale ma per il rispetto che ho sempre avuto per le istituzioni, che mi onoro di rappresentare, e per il ruolo che ho svolto e svolgo anche nel CdA del GAL Fior d’Olivi, unitamente agli altri componenti, sempre al servizio delle comunità e non nell’interesse di qualcuno.

In uno stato di diritto i cittadini non hanno solo il potere ma oserei dire il dovere di resistere ai soprusi dei governanti soprattutto quando questi ultimi esercitano il loro potere con protervia e sopruso.

Se la mia colpa è quella di aver resistito ad un sopruso è vero sono colpevole. Colpevole di aver adito un giudice  deputato alla salvaguardia dei rapporti dei cittadini con la pubblica amministrazione. Un giudice di comprovata esperienza e terzietà che valuta la legittimità degli atti della pubblica amministrazione e, cosa non usuale negli ultimi tempi per il Comune di Terlizzi e per il Sindaco Gemmato, quel giudice ha ritenuto illegittimo l’atto di cessazione dall’incarico. Senza entrare in troppi tecnicismi un giudice adito, a mie spese e a mio sacrificio, ha detto che l’atto era illegittimo.

Cosa ha fatto il Sindaco Gemmato al quale non era andata giù l’ordinanza del Consiglio di Stato? Ha eseguito l’ordine del giudice? No! Ha adottato un nuovo atto, elusivo del provvedimento del Consiglio di Stato, revocando, questa volta, il sottoscritto dall’incarico. La mia posizione è stata, dunque, prima cessato dall’incarico, come spiega il Primo cittadino, perché venuto meno il rapporto fiduciario che si richiede in tali situazioni e poi revocato perché venuto meno il rapporto fiduciario tra il socio e il consigliere di amministrazione di propria rappresentanza.

La regola matematica dell’addizione dice che cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia e, cioè, cessazione e/o revoca il risultato è che dovevo andar via ! Mi era stato imposto piegarmi.

Sarà la mia trentennale esperienza in Coldiretti e, cioè, in un settore strategico e difficile come l’agricoltura; sarà la mia vicinanza ideale e valoriale a tutti coloro i quali non nel potere politico ma nel potere delle competenze ogni giorno misurano la propria azione ma non me la sono sentita di gettare la spugna ed ho impugnato nuovamente nell’unica sede dove un cittadino può difendere i proprio diritti e, cioè, in tribunale anche questo nuovo atto.

L’udienza di discussione è fissata per il prossimo mese d’aprile ma cosa ha fatto questa volta l’Amministrazione comunale? Ha deciso di adire un collegio arbitrale, cioè ha utilizzato uno strumento eteronomo (al di fuori del sistema giudiziario) per la risoluzione delle controversie. In parole semplici una giurisdizione “amicale” priva dei connotati di terzietà garantiti dal Giudice. Un giudizio tra le parti pubbliche del rapporto Comune di Terlizzi e  GAL al quale il sottoscritto non ha potuto partecipare e le cui abnormi spese, comunque, sarebbero gravate sulle tasche dei cittadini.

Il Primo cittadino dovrebbe dirci se a pagare fosse stato lui e non l’Amministrazione avrebbe optato per una scelta così onerosa ? Il comunicato tace che il GAL, sperando che una macchina così infernale si fermasse, non si è neppure difeso davanti agli arbitri.

Il Sindaco, invece, si vanta della condanna a carico del GAL; mi viene da sottolineare, ma sono all’antica, che sia Comune o GAL si tratta sempre di denaro pubblico. In un momento di crisi conclamata è stata una scelta di buona amministrazione? Lo decideranno i cittadini.

Nulla ci dice il Sindaco sul merito della questione. Perchè sarebbe venuto meno il rapporto fiduciario? Quali sono gli atti che avrei compiuto che giustificano una tale attenzione alla nomina nel CdA del GAL Fior d’Olivi? Quali gli interessi dell’Amministrazione?

Il Lodo scrive una pagina importante conclude Gemmato; condivido: un’ulteriore brutta pagina nella recente storia cittadina.

Finora non ho fatto altro che difendermi dalle azioni scomposte di un Sindaco che ha dedicato i suoi primi nove mesi di mandato a combattere una battaglia personale con la bandiera e i soldi del comune di Terlizzi.

La mia rimane comunque una battaglia di principi, destinata a perpetuarsi se sarà necessario, al fine di evitare ogni abuso di potere, che possa ledere i diritti di libertà di ognuno, e per quanto mi riguarda, anche nell’esercizio del ruolo di rappresentanza di una importante categoria

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