Origine, produzione e usi dell’ulivo e dell’olio nel mondo antico

La Redazione
Vito Cotugno

Quattro conversazioni sull’olio tra archeologia, arte, letteratura e alimentazione presso la Pinacoteca “Michele de Napoli”. Venerdì, 11 gennaio 2013, ore 19: dott. Mariatersa Foscolo.

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In occasione della mostra “Olio d’artista”, a cura di Francesco Sannicandro, visitabile presso la Pinacoteca “Michele de Napoli” fino al 2 febbraio 2013, sono state organizzate quattro conversazioni inerenti aspetti letterari, archeologici, artistici e nutrizionali legati all’ulivo e all’olio.

Il secondo appuntamento è previsto per venerdì, 11 gennaio 2013, alle ore 19.
La dott. Mariateresa Foscolo, volontaria del Servizio Civile Nazionale, relazionerà su Origine, produzione e usi dell’ulivo e dell’olio  nel mondo antico.

Il secondo incontro, dopo quello dedicato alla poesia, accompagnerà gli uditori all’interno di un viaggio nel passato alla riscoperta dei significati simbolici e degli aspetti pratici legati all’ulivo e all’olio nel mondo antico, con particolare attenzione alla cultura greca e romana. In particolare, sarà esaminata la questione relativa all’origine della coltura dell’ulivo, cercando di chiarire le questioni legate al momento e al luogo in cui l’olivastro, specie selvatica dell’ulivo, inizia a essere coltivato. Uno sguardo sarà rivolto ai modi di produzione, adottati dai popoli antichi per trasformare i frutti dell’olivo in olio, dalla raccolta alla premitura delle olive. Saranno illustrati i molteplici usi cui l’olio d’ulivo era destinato, da quello culinario a quello rituale, senza dimenticare i suoi usi all’interno della cosmesi, dell’attività sportiva e come combustibile.

Verranno esaminate le dinamiche del commercio olivicolo mediterraneo e individuati i principali luoghi di produzione dell’olio utilizzando quelli che sono gli indicatori archeologici di tale commercio. Infine, sarà riservato uno sguardo ai valori simbolici che l’olio d’ulivo assume presso la cultura paleocristiana e in particolare nell’ambito del culto dei martiri e dei santi.

È un viaggio che si basa su indizi, su più o meno labili tracce materiali lasciate dall’uomo e giunteci direttamente dal passato, note come fonti archeologiche, integrate con le informazioni tramandateci dagli autori antichi. Per tale motivo è un percorso ricco di incertezze, che spesso non risponde a tutte le domande, bensì apre nuovi quesiti.

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