Terlizzi “rischia” di avere tre parlamentari

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Dopo Vendola e Volpe, l'ex Margherita si assicura un posto nella lista del PD arrivando quarto alle elezioni primarie.
Domenica 30 dicembre a Terlizzi si sono svolte le elezioni primarie denominate “Parlamentarie”, cioè per scegliere i candidati al Parlamento italiano che figureranno nella lista del Partito Democratico e di Sinistra Ecologia e Libertà il prossimo 24 e 25 febbraio – data delle elezioni politiche.
Il 30 dicembre 660 elettori si sono così espressi: 539 hanno votato Pd e 105 Sel.
Tra i candidati proposti dal Pd l’on. Gero Grassi è stato l’unico candidato terlizzese, premiato con 239 consensi; seguito da De Caro -già fidato di Alberto Tedesco- con 159 voti (poi risultato eletto, essendo il più suffragato nel collegio barese). Rispetto agli altri uomini eletti del Pd -tra cui De Caro e Ginefra- Grassi è andato male a Bari città, dove invece i suoi concorrenti hanno concentrato importanti fette di consenso, ma è risultato il più votato nella provincia, con un buon risultato ottenuto in città come Polignano, Monopoli, Alberobello, Corato.
Probabilmente le primarie a Terlizzi hanno avuto una storia diversa da tutte le altre città della Puglia e d’Italia, causa la bagarre scatenatasi nel corso della mattina in merito al tesseramento. Secondo regolamento infatti i tesserati del Pd potevano votare a condizione che la tessera del 2011 fosse rinnovata nel 2012 ed era possibile farlo il giorno stesso delle primarie. Il caso ha però voluto che il Segretario del Pd – assente nella settimana precedente le elezioni – fosse malato la domenica; con tutto il lavoro sulle spalle del suo vice, non sempre disponibile. Al di fuori di queste due figure nessun altro poteva occuparsi delle tessere e quindi gli elettori giungevano al seggio ma venivano rimandati a casa perché impossibilitati a rinnovare la propria tessera. Qualche dirigente del Pd locale si è allora prodigato perché le tessere non fossero comunque rinnovate, mancando le due figure apicali di cui sopra. Da Roma è quindi giunto l’ordine alla Presidentessa del Seggio terlizzese di far le tessere Pd, ma il Pd locale, per bocca di un suo occasionale delegato si è messo ancora di traverso. La soluzione è giunta solo nel pomeriggio, quando si è deciso di rinnovare le tessere nella sede del Pd, dalle 16 in poi – quando nel resto d’Italia si sono rinnovate contestualmente al seggio.
Il 30 dicembre il popolo terlizzese di centrosinistra ha lasciato il proprio segno sulla quarta competizione primaria del 2012: la prima si era celebrata in marzo (Berardi – Marinelli); quindi il doppio turno 25 novembre – 2 dicembre (Bersani – Renzi). Senza dimenticare anche le elezioni amministrative di maggio, con doppio turno e ballottaggio (Berardi – Gemmato).
7 giorni per organizzare una campagna elettorale durante il Natale fino al giorno prima di Capodanno: un’operazione in tutta fretta in vista delle dimissioni del Premier Monti – per restituire un barlume di democrazia agli elettori.
Su queste elezioni non può non aver pesato un voto “vincolato”: ha potuto votare infatti l’elettore delle primarie del 25 novembre o il possessore di tessera del Pd 2011 e 2012. Una volta nel seggio questi doveva richiedere la scheda del Pd o di Sel – palesando di fatto le sue intenzioni di voto, prima ancora di farlo fisicamente. Un voto accessibile da un pubblico meno ampio risulta inevitabilmente scremato e perciò controllato; e quando i voti sono “controllabili” è già una vittoria, che mette fuori gioco ogni proprio avversario. È come se in una partita di calcio una delle due squadre potesse fare contemporaneamente anche l’arbitro e decidere secondo propria e insindacabile creatività e discrezione normante. Un voto succube di burocrazie e deroghe per i più potenti, mai completamente libero: tanti sono stati gli elettori respinti, per un motivo o per l’altro. E’ in questa cornice che sono esplose polveriere come Terlizzi, tra cavilli, tecnicismi e antichi burocrati della politica.
Con la sua meravigliosa Costituzione, dopo 20 anni di dittatura l’Italia ha adottato il suffragio universale, ma come diceva Gianbattista Vico, ciclicamente il passato torna.
Per la prima volta nella storia della nostra città, Grassi potrebbe essere il terzo terlizzese in Parlamento dopo Nichi Vendola e Giuliano Volpe (entrambi in Sel) – inseriti nel listino bloccato.
Tre domande: dov’è finito il Segretario del Pd di Terlizzi, assente eccellente di queste elezioni? E’ difficile comprendere se sia uomo di lotta o di governo.
In secundis, non era meglio ripristinare la Legge Elettorale con la preferenza (come peraltro ha chiesto con forza il referendum del 2011)? Avremmo evitato questo trambusto di primarie.
E infine: i nostri saranno Onorevoli di maggioranza? Qualche giorno fa a Terlizzi si è impiccato un uomo sui 50 anni, che aveva perso da qualche mese il lavoro. È giunto il tempo di far qualcosa davvero importante per la nostra comunità.
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