“Il fronte dei ribelli”: «Terlizzi è il primo Comune in Italia che rinuncia ai fondi comunitari»

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«La maggioranza consigliare rinvia la discussione dell’ordine del giorno più importante, quello che riguarda il sottopasso di viale dei Lilium, senza il minimo confronto».
Il Centro Sociale Autogestito “Il fronte dei ribelli” è intervenuta sulla questione del possibile mancato finanziamento per la realizzazione del sottopasso di viale dei Lilium. Lo fa all’indomani della decisione del Consiglio comunale di rinviare la discussione prevista sull’argomento. Di seguito il comunicato.
A poche ore dalla conclusione del consiglio comunale, il C.S.A. Il Fronte dei Ribelli esprime sdegno e disapprovazione per il rinvio di quest’ultimo al 9 gennaio 2013.
La maggioranza consigliare rinvia la discussione dell’ordine del giorno più importante, quello che riguarda il sottopasso di viale dei Lilium, senza il minimo confronto.
Le opposizioni avevano chiesto un rinvio di due ore per consentire la partecipazione al funerale del sig. Antonio Lisi, nei confronti della cui famiglia esprimiamo la nostra vicinanza.
Riteniamo però altresì vergognoso che la discussione venga fatta in una data in cui il finanziamento è di fatto perso, così come da avviso della Regione Puglia che il comitato di cui facciamo parte, quello per la realizzazione del sottopasso di viale dei Lilium, ha reso di pubblico dominio.
Quest’amministrazione comunale guidata da Ninni Gemmato e Michele Grassi si assumerà la responsabilità politica di non vedere realizzata, né finanziata l’opera.
In questi giorni abbiamo raccolto firme, informato cittadini, svolto funzione di avanguardia democratica nei confronti di chi sta gestendo il comune alla “Alberto Amendolagine”.
Siamo profondamente dispiaciuti per non essere stati posti nella condizione di poter salvaguardare gli utenti della strada, ma soprattutto siamo maledettamente arrabbiati per aver perso un cantiere che avrebbe creato posti di lavoro per alcuni terlizzesi, così come da deliberazione comunale.
La perdita dei 6,5 milioni di euro rappresenta per tutta questa città una sconfitta umana proprio a causa della perdita di posti di lavoro importanti per molte famiglie. Queste ultime oggi sprofondano nel disagio sociale che un certa classe politica ha determinato a creare.
Pensiamo con riferimento all’attuale amministrazione che: «non bisogna mai dargli tregua; non fermarsi mai, fargli sempre sentire il peso della nostra presenza, con il lavoro, con la parola e con la passione, perché è con quest’ultima che si misura l’anima di un essere umano».
Chiediamo ai lavoratori, agli studenti e alle famiglie di prendere coscienza della ormai perdita definitiva di un progetto che molto probabilmente non sarà più finanziato dall’Unione Europea, ma nel caso in cui dovesse essere realizzato, lo sarà solo ed esclusivamente attraverso soldi comunali.
Ma soprattutto chiediamo a tutti coloro che hanno una coscienza, di non consentire che quest’amministrazione comunale continui nel suo scempio sociale, ponendo in essere tutte le prerogative che solo i cittadini che partecipano sanno opporre.
La solitudine in questa città non riempie le strade, le affolla e non si può costruire il cambiamento vero se non saremo tutti in grado di sentirci comunità.
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