Fatamorgana, videoarte alla galleria Omphalos

© n.c.
Il primo capitolo a cura di Giuseppe Pinto, prevede il coinvolgimento di nove artisti provenienti dall’area nordeuropea.
Presso Omphalos, via Toselli 21 a Terlizzi, dal 15 dicembre al 15 gennaio e dal 16 febbraio al 16 marzo 2013, sarà ospitata la razzegna di videoarte internazionale Fatamorgana.
Inaugurazione: Sabato 15 Dicembre 2012, start ore 20:00
Capitolo I – 15 Dicembre 2012 – 15 Gennaio 2013
Knut Åsdam – Søren Thilo Funder – Sigurdur Gudjonson – Hannu Karjalainen – Nina Lassila – Trine Lise Nedreaas – Sini Pelkki
Capitolo II – 16 Febbraio – 16 Marzo 2013
Jenny Åkerlund – Anna Wignell
Omphalos, via Pietro Toselli 21, Terlizzi, Bari. Italy.
Tel: +393397313644 – +390803512203
cinziacagnetta@gmail.com
Orari galleria: solo su appuntamento
http://www.likealittledisaster.com
info@likealittledisaster.com
AVset: Valentina Dell’Aquila + Floating heads
The Oval Dinner lovefood di Grazia De Palma & Le Dernier Restaurant.
FATAMORGANA è un progetto itinerante di ricognizione intorno alla videoarte internazionale ideato e prodotto dal collettivo Like A Little Disaster. www.likealittledisaster.com. Il progetto individua, riattiva e occupa spazi architettonici – senza alcuna preclusione o categoria che chiude ed esclude – convertendoli temporaneamente in dispositivi di trasmissione di pensiero, in alloggi provvisori di miraggi. Muovendo dalla duplice idea che sia l’arte a “fare” il luogo e non il contrario e che l’esperienza artistica possa offrire modello di dialogo alternativo con la complessità del reale.
FATAMORGANA#1 a cura di Giuseppe Pinto prevede il coinvolgimento di nove artisti provenienti dall’area nordeuropea; Norvegia, Islanda, Svezia, Finlandia, Danimarca, suddivisi in due capitoli.
Capitolo I
Knut Åsdam
Søren Thilo Funder
Sigurdur Gudjonson
Hannu Karjalainen
Nina Lassila
Trine Lise Nedreaas
Sini Pelkki
Capitolo II (dal 16 Febbraio 2013)
Jenny Åkerlund
Anna Wignell
Le opere selezionate, in stretta collaborazione con gli autori, conducono il visitatore in un percorso che va dalla identificazione oggettiva degli “accadimenti” alla graduale perdita di questa certezza visiva, fino a raggiungere l’annullamento del reale.
I lavori di Knut Åsdam, Nina Lassila, Trine Lise Nedreaas instaurano un dialogo che pone il corpo umano come elemento visivo totalizzante, disponendo di un attitudine concettuale che oscilla dalla concentrazione estrema dell’azione alla deliberata perdita di controllo. Con un’attenzione poetica e allo stesso tempo ontologica e attraverso dinamiche fortemente performative generano un gioco di specchi e riflessi, di continui sguardi e “visioni” incrociate tra soggetto rappresentato e osservatore.
Nelle opere di Sigurdur Gudjonson, Hannu Karjalainen e Sini Pelkki l’impianto del riconoscimento di se stessi in quanto corpo umano de-finito inizia a perdere i suoi netti contorni, si sfuma sino a mostrarne una forma meno determinata e netta. La resa indefinita della figura nello spazio, costringe l’osservatore a variare continuamente il suo punto focale, per catturare il visivo in una dimensione che non ha mai il centro della messa a fuoco visiva. E ancora una volta guardiamo e siamo visti, nell’opera Blink di Søren Thilo Funder in cui l’artista rimane per 52 minuti senza mai chiudere gli occhi.
Con gli interventi site specific delle artiste svedesi Jenny Åkerlund e Anna Wignell, ci s’inoltra in un territorio decisamente diverso; freddo, astratto e minimale.
Se l’esperienza sensoriale è stata fin qui dominata dalla visione del corpo umano per poi perderne i lineamenti, si raggiunge ora il livello zero del visivo, il visitatore si ritrova in uno spazio che non dichiara alcuna volontà rappresentativa e nella ricerca del senso nascosto di un situazione così ermetica ritroverà il proprio corpo come l’elemento generativo e dell’esperienza visiva.
I lavori in mostra non percorrono strade dritte e già collaudate, ma strade secondarie che forse non porteranno sempre in luoghi lontani ma spostano il nostro punto di vista, permettendoci di considerare altre possibilità. Un campo aperto a poetiche assolutamente distinte entro cui possa realizzarsi il desiderio di scambiare esperienze, idee, riflessioni, e anche di provocarle.
Ci piacerebbe che il labirintico percorso dell’arte fosse vissuto non come una storia compiuta ma come un processo definito in termini di relazione tra soggetti, forme, idee, spazi diversi, assomigliando più ad un centro di sperimentazione che ad un cumulo di certezze.
Nel suo complesso l’azione di FATAMORGANA tenta di focalizzare l’attenzione sul continuo tentativo degli artisti di costruire mondi estetici personali, di stabilire necessità formali proprie, di fabbricarsi una nuova realtà. Gli artisti stabiliscono il senso e l’utilità della propria ragion d’essere e la sopravvivenza del gesto artistico in un mondo dominato dai mass-social media nel quale la realtà pare non manifestarsi fuori dalla rappresentazione.
Ci interessano le idee che appaiono come un ammasso di resti e sedimentazioni, frammenti, sbozzi e tentativi, le opere che permettono allo spettatore di ricreare la propria esperienza umana ed estetica, gli artisti capaci di rinnovare la facoltà d’immaginare diversi modi di abitare il mondo e di innestare sensi.
Tali premesse ravvisano anche un approccio che respinge la logica di una visione distratta, superficiale. Al visitatore è invece affidato un ruolo fondante. FATAMORGANA prende le mosse da una forma urgente e diretta di indagine e ricerca composta da un’incompiutezza concettuale intenzionale che contemporaneamente nasconde e mostra le sue stesse premesse, in un momento in cui tutto sembra dover essere semplicemente chiaro, visibile, spettacolare, quantificabile e condivisibile, FATAMORGANA lascia irrisolti alcuni punti, tentando la via di una trama dialettica che possa consentire esperienze soggettive differenti elaborate individualmente. In questo contesto aporetico i visitatori possiedono assoluta libertà di azione, non importa quanto l’esperienza possa essere disorientante e alienante.
*Si ringrazia Paolo Modugno Ufficio Stampa Like a little disaster
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro