Berardi (PD) sul sottopasso: «Faranno come Amendolaggine, ricorrendo a mutui ventennali?»

© TerlizziLive.it
«Azione deleteria e priva di qualsiasi razionalità perché anche l’ultimo degli amministratori in Italia non metterebbe a rischio, e di fatto perderebbe, un finanziamento pubblico di circa sei milioni e mezzo di euro».
La polemica sul sottopasso di Viale dei Lilium si arricchisce dell’intervento di Michele Berardi, capogruppo del Partito Democratico , che punta ancora sulla perdita del finanziamento dell’opera da parte dell’Amministrazione comunale. Lo pubblichiamo di seguito.
Il bilancio di questi primi mesi di governo dell’Amministrazione Gemmato si riassume così: il vuoto più assoluto!
Ma rispetto all’insipienza, inconsistenza ed evanescenza dell’azione di governo, c’è una aggravante, ed è la constatazione che, lì dove Gemmato e i suoi hanno cercato di dare una propria impronta, hanno creato solo danni alla città.
Vale come esempio e come scempio la vicenda dello spostamento del tracciato del sottopasso. Azione deleteria e priva di qualsiasi razionalità perché anche l’ultimo degli amministratori in Italia non metterebbe a rischio, e di fatto perderebbe, un finanziamento pubblico di circa sei milioni e mezzo di euro. Nessuno degli amministratori tranne quelli di Terlizzi, con l’aggravante appunto, che addirittura se ne vantano di fronte alla Città!
Non si può tacere. Anche se si fa fatica a crederci.
Il Sindaco ha il dovere di dire la verità a tutti i cittadini su quanto sta accadendo e smetterla di fare informazione distorta ed infarcita di demagogia, come quella che spaccia il tutto come “salvataggio del parco comunale”.
Nei fatti, il loro piano di fattibilità del nuovo tracciato del sottopasso, costato alla casse comunali 10.000,00 euro, è stato rimandato al mittente sia da parte della Regione Puglia che dalla Ferrotramviaria S.p.A. (che poi è il soggetto attuatore del finanziamento proveniente dai Fondi Europei).
La verità è che in modo scellerato questa Amministrazione ha deciso scientemente e dolosamente di buttare alle ortiche la possibilità di vedere arricchita la nostra comunità di un’ opera infrastrutturale strategica a costo zero per i cittadini. Infatti, stante tale volontà, la Regione si vedrà costretta a revocare il finanziamento e dirottarlo altrove.
E Gemmato come si difende?
Parla di “de-finanziamento”e di “ri-finanziamento” dell’opera senza avere uno straccio di “vera progettualità” alternativa e fattibile. E soprattutto il rifinanziamento non è né certo né ipotecato a qualsiasi progetto. Se non cantierizza, si perdono i soldi. Alternative non ce ne sono.
Cioè: Ci fanno perdere, i nostri amministratori, 6 milioni di Euro in cambio di una vaga promessa. Il certo per l’incerto.
Non è possibile assistere a questo scempio senza alzare la voce ed invitare tutti i cittadini a chiedere conto di quanto sta accadendo.
È assurdo pensare che in questo particolare momento di crisi economica si decida allegramente di rinunciare a finanziamenti erogati dall’Unione Europea, per poi, magari, scoprire tra qualche tempo che l’opera si farà, come il suo maestro Amendolagine, contraendo mutui ventennali i cui costi graveranno su tutti noi.
Tutto questo solo perché il nostro Sindaco non è in grado di dire no a chi lo tira per la giacchetta ed è il vero azionista di maggioranza di questa amministrazione. Sarebbe il caso che il Sindaco spieghi alla Città perché si accompagna agli incontri regionali con il Presidente del Consiglio Grassi, il cui ruolo istituzionale è ben diverso da quello di assessore ai lavori pubblici.
Ai tavoli di lavoro non siede il Presidente del Consiglio ma la Giunta. Nemmeno questo sanno!
Anomalia tutta terlizzese. Mistero non della fede ma della malapolitica del nostro paese, che si sta traducendo in danni certi per Terlizzi. E anche irreversibili. A meno che la città tutta, quella che non li ha scelti e quella che li ha votati, non faccia sentire la sua voce accanto alla nostra.
Avv. Michele Berardi, consigliere di opposizione e Capogruppo Partito Democratico
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