Di Tria (PD): «Il Sindaco Zelig e Rifiuti Zero»

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«Gemmato deve capire che non è più tempo di compiacere tutti quelli che si avvicinano a lui, non è più tempo di elargire promesse. È tempo di agire».
Il Consigliere comunale del Partito Democratico Vincenzo di Tria, attacca duramente il sindaco Ninni Gemmato sulla gestione dell’igiene urbana in città. Lo fa con un comu8nicato che riceviamo e di seguito pubblichiamo.
Ve lo ricordate Zelig, il film di Woody Allen?
Zelig era il protagonista, un uomo che di volta in volta assumeva una personalità diversa, a seconda del contesto in cui si trovava e dell’interlocutore che aveva di fronte.
Il sindaco Gemmato fa lo stesso. Lo avete notato? Tenta di compiacere l’interlocutore assumendone le sembianze. Il suo camaleontismo è però più goffo e improvvisato di quello dello Zelig del film.
Ed è così che partecipa all’iniziativa del “Comitato Beni Comuni” sulle nuove tecniche di raccolta di rifiuti e sull’esperienza RIFIUTI ZERO e si trasforma da sindaco della città in attivista ecologista senza responsabilità di governo.
Torna con la mente alla campagna elettorale e ad un tema che ha cavalcato con tanta enfasi, ma la campagna elettorale è finita e lui ha vinto le elezioni e oggi gli tocca governare e gestire il problema.
E gestire è un’altra storia!
Ma Gemmato-Zelig fa finta di non accorgersi del suo nuovo ruolo e continua a cavalcare la protesta.
Ma contro chi? Contro quelli di prima, naturalmente! Che poi in parte stanno con lui (Grassi, Adamo, De Sario, ora anche Tanino Malerba…). Ma che fa?! Tanto i cittadini sono fessi e non capiscono certe raffinatezze della politica nostrana.
Ed ecco Gemmato-Zelig trasformarsi in cittadino comune: “E’ ora di finirla! La TRA.DE.CO. svolge un pessimo servizio”.
Ma lui è in carica da Maggio, avrebbe potuto onorare le sue promesse elettorali cambiando subito gestore, così come ha fatto Ruvo con la Lombardi. E invece no,ha prorogato il servizio di raccolta alla TRA.DE.CO. fino a dicembre 2012. Si giustifica dicendo che esiste una Legge Regionale che impedisce a Terlizzi di riappaltare da sola il servizio di raccolta, e che obbliga i Comuni a procedere uniti al rinnovo dei contratti. È vero, ma la legge è del 20 Agosto. Perché non ha cambiato gestore prima? Lui non è un novellino. È stato per 12 anni consigliere comunale e conosce a menadito la macchina comunale.
Ancora, Gemmato-Zelig si fingeinconsapevole attivista politico: “Basta! la raccolta dei rifiuti in città va riprogettata secondo nuove tecniche”.
Ma le nuove tecniche Terlizzi le ha fatte proprie dal 2009. Le aveva già richieste l’amministrazione precedente alla ESPER, la società che aveva chiamato a supportarla per indire la nuova gara per la raccolta rifiuti, una delle migliori società di consulenza nel campo, nota in tutta Italia per aver assistito Comuni come quello di Capannori (capofila del progetto ‘Rifiuti Zero’).Il progetto redatto dalla ESPER per Terlizzi è basato sulla raccolta porta-a-porta e su tecniche innovative di coinvolgimento dei cittadini. Perché Gemmato non ne ha previsto un primo avvio da subito? C’era già il progetto e una richiesta di finanziamento in Regione presentata dal centrosinistra nel 2011. In attesa del finanziamento (già concesso), avrebbe potuto inserire una prima sommanel bilancio approvato il 30 ottobre, qualche spicciolo per cominciare a sperimentare la raccolta porta-a-porta. Niente! Anzi, ha addirittura messo in vendita il suolo adiacente alla piattaforma ecologica di via Mariotto, che è vitale per garantire la piena funzionalità della piattaforma e creare le buone prassi della riparazione e del riuso.
Infine, Zelig compie il gesto più eclatante e di cui va più fiero: porta in consiglio comunale una delibera di “adesione del Comune di Terlizzi all’obiettivo RIFIUTI ZERO”.
Una delibera vuota di significato se si pensa che tutti i criteri di RIFIUTI ZERO sono contenuti nel progetto presentato dalla ESPER e candidato al finanziamento regionale. Un progetto che i nuovi amministratori hanno dimostrano di non conoscere affatto.
Gemmato sembra non aver ancora capito che ora gli tocca amministrare, prendere le decisioni, governare. Non è più tempo di compiacere tutti quelli che si avvicinano a lui, non è più tempo di elargire promesse. È tempo di agire. Ma, a giudicare dai suoi primi passi, a questo non sembra essere particolarmente portato.
Attendiamo con ansia la scadenza della proroga del servizio alla TRA.DE.CO. e allora capiremo se sarà l’occasione per onorare le sue promesse elettorali o solo l’occasione per ripagare i consiglieri comunali che stanno cambiando schieramento.
Vincenzo di Tria
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