Luigi Dello Russo su “Adsum Liberatutti”

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Il punto di vista del critico della Galleria “Adsum Artecontemporanea”.
Questa sera, sabato 27 ottobre, si chiuderà la rassegna collettiva “Adsum Liberatutti”.
La performance musicale di Giuseppe Di Salvia e di Natalia Abbascià incornicerà la serata di premiazione di tre dei 25 artisti partecipanti – secondo il verdetto della giuria tecnica costituita ad hoc da Adsum. Luigi Dello Russo –critico d’arte della galleria – ne è componente e nonostante non nasconda con coraggio e sincerità una certa prudenza verso i “concorsi d’arte”, si mostra in queste risposte ricco di spunti e di proposte.
“Adsum Liberatutti” è più una mostra o un concorso?
E’ ambiguamente tutte e due: mostra di giovanissimi o di giovani, ma anche una gara tra i partecipanti. La giustificazione potrebbe essere rintracciabile nell’obbiettivo di creare un momento di emozioni e di dibattito in un paese di palude culturale.
Nel corso del suo intervento durante il vernissage si è mostrato scettico all’idea di un concorso d’arte. Perché?
I concorsi di norma scatenano competitività e rancori, gelosie ed invidie…e non sempre vincono i migliori…specialmente quando votano visitatori sprovveduti delle minime e basilari nozioni dell’arte moderna. E poi, come ho detto nella serata del vernissage, la bellezza dell’arte è la molteplicità degli sguardi soggettivi e non allineati, ma eretici e trasgressivi. Infine è estremamente difficile, anzi impossibile, giudicare un artista da una singola opera!
Quante richieste di partecipazione al progetto vi erano giunte?
Erano ben nove in più del numero stabilito dall’organizzazione della galleria, in relazione
allo spazio di cui essa stessa dispone.
Su cosa vi siete basati per scremare le opere e gli artisti?
Argomento spinoso, che conferma il mio dissenso sulla forma- concorso. Si è proceduto con le solite votazioni: molte volte ci siamo trovati d’accordo, molte altre in aperto dissenso…per l’inevitabile diversità dello sguardo e delle culture soggettive dei giudicanti.
Qual è l’età media degli artisti espositori?
Non abbiamo approfondito questo aspetto per non farci condizionare; ma la media, a mio parere, si aggira sugli over trenta.
C’è qualcuno in particolare che l’ha entusiasmata?
Si, ma ora – prima della premiazione – è preferibile non fare nomi! Posso solo dire che mi ha impressionato un’opera di grande impegno sociale con una invenzione iconica sarcasticamente contemporanea da indignados.
Cosa vinceranno i tre artisti che saranno premiati sabato?
Un’iscrizione annuale alla galleria, usufruendo dei suoi servizi, dello spazio e dall’organizzazione.
“Adsum” è al suo sesto anno di vita e lei ne è tra i fondatori: quale bilancio si può tracciare?
Lo dico senza vanità: è sicuramente positivo, utilizzando, senza pregiudizi, scelte diverse e varie e favorendo altre iniziative collaterali quali concerti e presentazioni di libri. Ci auguriamo inoltre di inserire altre iniziative culturali come progetti cinematografici e approcci a musiche altre come il jazz e la classica.
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