Sì alla Città Metropolitana. Ma se nasce nuova provincia nord barese, referendum per aderire

La Redazione
Il territorio di Bari

Documento frutto di una concertazione di maggioranza e minoranza. Elaborato in conferenza capigruppo è stato poi approvato all’unanimità

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La seduta consiliare di ieri 18 Ottobre ha previsto, all’ordine del giorno, accanto alla trattazione delle domande di attualità e all’approvazione di due debiti fuori bilancio, per i quali non si era ancora proceduti a votazione, la questione del Riordino delle Province e della Città Metropolitana.

A dare impulso alla trattazione lo stesso Sindaco Ninni Gemmato: «Due sono gli aspetti che dobbiamo tenere in considerazione in questa delicata questione: da una lato la consapevolezza di trovarci di fronte a uno snodo cruciale della vita del paese, dall’altro la necessità di salvaguardia delle autonomie locali e l’imprescindibilità di continuare a essere determinanti per il nostro territorio. Quest’ultima esigenza da considerarsi non come una presa di posizione, ma come un naturale bisogno: certo è, infatti, che a nessuno di noi piacerebbe l’idea che ad occuparsi di aspetti importanti della vita cittadina non siano una Assise consiliare o degli organi di governo locale, ma siano organi di altro livello. Un Ente locale, insomma, deve poter adottare atti che hanno incidenza immediata sul territorio cittadino. Sulla base di quello che noi leggiamo agli art 17 18 e 19 del decreto Legge che disciplina tale riordino- ha continuato il Primo Cittadino- non emerge, comunque, nell’immediato una perdita di funzioni relative alle autonomie locali. Altrettanto chiaro è, tuttavia, che i timori esistenti, pur legati al lungo periodo, non sono infondati».

Timori legati al fatto, per esempio,che la Città Metropolitana vedrebbe riunire sotto un unico soggetto istituzionale, comunità territoriali notevolmente distanti e tra loro non omogenee.

«La nostra è una posizione mediana: non siamo né un paesino di poche migliaia di abitanti, magari poco distante dal capoluogo, che può sentirsi naturalmente vocato ad aderire alla Città Metropolitana, né una Città di 100mila abitanti che, magari, ha altre prospettive. Questo deve indurci a capire quale è il posizionamento dell’ente locale più adatto a tutelare gli interessi della Comunità».

Da tali considerazioni, l’auspicio del Sindaco di poter dar luogo a un confronto quanto mai condiviso e votato alla dialettica: «Siamo a diretto contatto con la necessità di una scelta, che produrrà il suo riverbero sulle generazioni future. Stasera occorre decidere  e ragionare al di fuori e al di là delle appartenenze partitiche, ma all’interno solo di logiche di responsabilità e appartenenza a un territorio. Ecco perché mi auspico che il problema sia affrontato in tutta la sua complessità e che siano palesate ora tutte le perplessità e le angosce per presentare, al termine, quello che, mi auguro, sia un atto unitario di questo Consiglio Comunale».

E, infatti, il documento, così come emendato, con il quale si dichiara di aderire alla Città Metropolitana è stato accolto con favore e votato all’unanimità e il maxiemendamento è stato, effettivamente, frutto di una concertazione di maggioranza e minoranza: elaborato in conferenza capigruppo è stato poi approvato, anch’esso, all’unanimità dei presenti (15 voti favorevoli).

Nella delibera emendata non si parla più di un’adesione solo “eventuale”, ma effettiva. Tuttavia, come anticipato, si tratta di un’adesione non incondizionata: sono fatti salvi i principi base dell’autonomia locale, come la gestione delle scuole superiori, delle attività culturali e turistiche, dei servizi sociali e si mira a tutelare tutti gli organi comunali attualmente presenti (Sindaco, Giunta, Consiglio Comunale).

Inoltre due i punti aggiunti, rispetto al dettato originario. Si legge, ora, nella deliberazione: «qualora venga a costituirsi una nuova Provincia nell’area Nord barese (si delibera di) demandare ad apposita consultazione referendaria cittadina la relativa scelta di adesione», e ancora  «di escludere qualsiasi forma di adesione alla Provincia di Foggia».

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