Città Metropolitana di Bari, il Comune di Terlizzi detta le sue condizioni per aderire

© Nicola Perchiazzi
Proposta di delibera che si sta discutendo in Consiglio comunale. Richieste pari dignità di rappresentanza e trasferimento di alcune deleghe di competenza della Provincia
Il Comune di Terlizzi direbbe sì alla Città Metropolitana di Bari. Il condizionale non è casuale. Nel Consiglio comunale in corso questa sera, sarà portato all’approvazione dell’assise un documento con il quale il Comune pone delle precise condizioni alla propria adesione.
Nella premessa, il documento riporta una riflessione su come «la Città Metropolitana deve comprendere di regola, ma non necessariamente, zone ad alta densità, costituite dal capoluogo e da altri comuni in continuità territoriale, da aree forti per economia e servizi e da aree deboli, dove risaltano relazioni economiche sociali e culturali fortemente integrate; aree in cui è presente l’esigenza di fruizione comune dei servizi essenziali per la vita sociale e dove gli interessi da curare e sviluppare finiscono con il travalicare i singoli confini amministrativi comunali, tanto da configurare tale area come un unicum complesso, strettamente integrato o organizzato gerarchicamente, non sempre gestibile con le strutture amministrative locali tradizionali».
Un’impostazione che desta alcune perplessità se applicata al territorio barese perché, si legge nella proposta di delibera, «vedrebbe riunire, sotto un unico soggetto istituzionale, comunità territoriali di fatto notevolmente distanti tra loro,non omogenee per conformazione geografica, in quanto comprendenti territori ricompresi nelle zone marine e rivierasche, fino ai territori più interni e murgiani e che potrebbe portare a marginalizzazioni di alcune comunità territoriali in favore di altre».
E siccome la legge «non esclude affatto che della Città Metropolitana possa farvi parte anche una sola porzione del territorio della sopprimendo provincia», ecco allora le condizioni espresse dal Comune. Ne riportiamo quelle più rilevanti.
– Che all’elezione del Sindaco metropolitano si proceda a suffragio universale tra i Sindaci dei Comuni “metropolitani” (qualora sia dichiarata l’incostituzionalità dell’elezione diretta del Sindaco metropolitano in capo alla consulta metropolitana):
– Che venga salvaguardata l’autonomia dei Comuni e di tutte le proprie funzioni istituzionali, nonché degli organi comuinali attualmente presenti (Sindaco, Giunta, Consiglio comunale)
– Che si procede alla delega delle funzioni sovra comunali dalla Città Metropolitana alle macro aree metropolitane da istituire tra i Comuni in rapporto alle specificità territoriali (Conca Barese, Area Murgiana, Valle d’Itria, Terra di Bari), con eslcusione delle deleghe in materia di viabilità e trasporti;
– Che vengano delegate ai Comuni le funzioni attualmente svolte dalla Provincia di Bari a potenziale pertinenza locale, quali: 1) gestione delle scuole superiori di secondo grado, presenti sul territorio comunale; 2) polizia provinciale e, specificatamente, ambientale “in quota parte”, in proporzione alla popolazione locale ed al territorio; 3) attività culturali e turistiche “in quota parte” ed in proporzione alla popolazione locale; 4) servizi sociali (ad esempio integrazione scolastica svolta presso le scuole superiori di secondo grado).
– Intensificare ed accelerare una concertazione con i rappresentanti istituzionali dei comuni limitrofi, con particolare riferimento agli enti locali appartenenti al Patto Territoriale della Conca Barese, al fine di proporre alla Regione Puglia un’ipotesi di riorganizzazione delle funzioni sovra-comunali (ferma restando l’assoluta autonomia degli enti locali appartenenti) alla suddetta Conca Barese organizzata in forma di Unione di Comuni od Associazione di Comuni.
– Che venga in ogni caso data attuazione al percorso formativo di riordino delle Province nel senso di potenziare l’autonomia degli Enti Locali mediante l’attribuzione di funzioni (quota parte) non più appartenenti alla Provincia ma riconoscibili in via esclusiva alle autonomie locali, legittimandone il riconoscimento di ente esponenziale della comunità locale.
– Riconoscere a ciascun autonomia locale pari dignità all’interno del Consiglio Metropolitano in termini di rappresentanza.
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