Francesco Barile è il nuovo segretario del Partito Democratico

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Unica candidatura che ha visto il partito unito sul nome del medico cinquantenne risultato primo dei non eletti nelle ultime amministrative.
Francesco Barile è il nuovo segretario del Partito Democratico di Terlizzi, è stato eletto all’unanimità dall’assemblea degli scritti che si è tenuta ieri sera presso la sede del PD di corso Vittorio Emanuele, alla presenza del segretario provinciale del PD avv. Vito Antonacci. La sua era l’unica candidatura e aveva visto la convergenza di tutti i rappresentanti istituzionali e dei maggiori esponenti del PD terlizzese, tutti uniti sul nome del medico cinquantenne risultato primo dei non eletti nelle ultime amministrative. Il suo programma ha conseguito un diffuso consenso e traccia le linee del suo impegno per il PD e per la città.
Di seguito il testo
Cari delegati,
con questa mia mozione programmatica intendo presentare me ed il mio programma per la guida del P.D. di Terlizzi.
Vorrei che questo fosse solo un punto di partenza per tutti noi, per poi ampliare ed arricchire in corso d’opera questa base programmatica, con l’apporto di ciascuno di voi.
Vi esorto, quindi, a prendere nota dei punti salienti del mio programma, dal momento che desidero che chiunque voglia completarlo con consigli costruttivi, lo faccia, e chiunque ravveda in esso motivi di rimprovero, faccia altrettanto, per dar corso in maniera collaborativa alla conduzione del partito.
Partiamo dalla mia presentazione: ho 50 anni e in qualità di medico lavoro da più di venti anni sul territorio di Terlizzi. Ho sempre nutrito una fede indiscussa nel centro-sinistra, iniziando con entusiasmo la politica attiva partecipando attivamente alle ultime consultazioni elettorali amministrative, risultando il primo dei non eletti del nostro partito ed il sesto più suffragato tra tutte le liste elettorali di Terlizzi. Questa esperienza mi ha molto formato ed entusiasmato soprattutto per il rapporto umano instaurato con gli elettori, alla cui fiducia, offertami in quella circostanza, sono particolarmente grato. Credo, infatti, molto nel rapporto umano con le persone, a cui anche la mia professione mi ha condotto, e credo, altresì, che questo abbia il suo rilievo nell’ambito politico, in cui ho messo in gioco professionalità, umiltà e carattere, che mi connotano da sempre in tutti gli ambiti.
Scelgo di candidarmi alla guida del Partito Democratico di Terlizzi in un momento molto complesso, che metterà a dura prova tutti noi.
Questa fase di recessione globale, sta inevitabilmente colpendo anche la nostra Terlizzi, che dovrà fare i conti con le nuove povertà ed emergenze sociali, nelle quali stanno inesorabilmente scivolando anche i ceti medi.
Chi, come me, vive a diretto contatto con le famiglie, gli anziani, gli anelli deboli della società, sa bene che le cose stanno mutando in peggio.
Aggiungo che, come Sud, viviamo il dramma della disoccupazione giovanile e femminile, e quindi anche al restringimento dei diritti e delle opportunità individuali e collettive, dal diritto allo studio, all’universalità del welfare.
Ciò che abbiamo sotto gli occhi è un’Italia meno libera, meno giusta e meno serena.
Da qui la prima considerazione politica, dobbiamo rispondere alle istanze di quei cittadini che vedono in noi ancora troppa tiepidezza nel svolgere con efficacia la nostra azione di forza politica riformista e solidale, non possiamo lasciare sole le famiglie, i lavoratori, i soggetti produttivi a fronteggiare la crisi.
Dobbiamo proporre e farci promotori di politiche anticicliche che vadano in senso inverso rispetto alla rinuncia, effettuata in questi ultimi anni di governo delle destre, alla ricerca e alla innovazione, al rafforzamento delle politiche per la pubblica istruzione, all’efficientamento degli ammortizzatori sociali.
Tutte queste rinunce, consolidate sotto il governo di Silvio Berlusconi, stanno facendo cadere nella disperazione chi da sempre ha operato per lo sviluppo del benessere sociale, come lavoratore dipendente o autonomo, come imprenditore o come professionista, uccidendo i sogni e le speranze di futuro di un’intera generazione il cui unico salvagente consiste nel risparmio delle loro famiglie.
Come il Partito Democratico, che mi candido a guidare in questa realtà cittadina, sono convinto che tutti insieme si debba lavorare a costruire una società più giusta, più equa e solidale, più sostenibile nelle sue direttrici di sviluppo e più moderna e competitiva.
Per fare questo, si deve tornare a dare dignità al lavoro, come risposta alla decadenza morale e culturale che sta asfissiando la nostra Nazione, diventata, ancora di più, il Paese dell’arricchimento personale, facile e rapido, ottenuto calpestando il prossimo e i valori cristiani e laici di cui si è innervata la nostra Costituzione.
La seconda considerazione che faccio riguarda l’etica in politica.
Cari democratici di Terlizzi, oggi più che mai occorre dare alla Politica la funzione che ad essa compete, quale strumento di coesione e progresso sociale, favorendo la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.
Per fare questo occorre ridurre la diffidenza e la sfiducia diffusa che si è radicata nel sentimento collettivo nei confronti di ogni forma di impegno politico e civile.
La moralità della politica e la sobrietà dei comportamenti della classe dirigente, devono essere pertanto i presupposti su cui impostare il nostro nuovo rapporto con la società.
Per ottenere la fiducia dei cittadini elettori, occorre che i comportamenti dei rappresentanti delle istituzioni e dei dirigenti di Partito siano improntati alla sobrietà e ad un alta tensione etica.
Sono convinto che dopo un periodo caratterizzato dal trasformismo e dallo scarso attaccamento di alcuni alle regole democratiche e ai principi etici, che ha condotto alla caduta dell’Amministrazione Comunale guidata da Vincenzo di Tria, sapremo risollevarci e riqualificare l’immagine del PD agli occhi della città.
L’Agenda per Terlizzi
In primo luogo sono convinto che dobbiamo mettere a punto una agenda di idee e cose, di programmi e di esempi concreti per la città, immediatamente chiara e leggibile, adatta a riproporci alla guida di Terlizzi. Un’agenda fatta di concretezza, che possiamo pensare di definire e realizzare da soli.
Io come segretario di questo partito mi impegnerò a scriverla con i cittadini e con quelle realtà che hanno responsabilità nella società terlizzese.
Lo farò con umiltà e con la determinazione che mi contraddistinguono, con l’energia che mi darà l’amore per la nostra città e per il nostro territorio.
Perché ciò sia possibile occorre che le proposte che dovremo mettere in campo unisacano la qualità, il saper guardare al futuro, con la capacità di “essere popolari” di suscitare partecipazione, consenso e di riguardare la vita quotidiana dei cittadini di oggi, il loro presente.
Prima che si arrivi al prossimo momento elettorale, che noi auspichiamo più vicino possibile, proponiamo che il nostro partito verifichi la possibilità di definire, in un confronto esplicito con tutte le forze più rilevanti di Terlizzi, una breve e chiara serie di priorità sulle quali tutta la città senta una condivisione e quindi un impegno coerente per realizzarle.
Inoltre, per fare i grandi progetti, bisogna saper fare bene le piccole cose di ogni giorno che attengono alla qualità del vivere dei cittadini. Proponiamo di metterle al centro, come sembrano non essere più.
Per rafforzare il nostro profilo programmatico, fondamentale dovrà essere l’attività dei Forum del PD, veri e propri affluenti di proposta politica delle cui elaborazioni programmatiche gli organismi dirigenti del Partito dovranno discutere per definire al meglio la piattaforma di contenuti della nostra azione politica.
Inoltre, occorre davvero promuovere vero pluralismo politico all’interno del Partito, che nasce già plurale per la natura del nostro profilo identitario, sintesi alta delle culture laico progressista, ambientalista, socialista, post-comunista e cattolica democratica, come era nelle intenzioni ideali della stagione dell’Ulivo e come è in maniera più organica nel PD.
Tutto questo a partire da quel patrimonio di valori che risiede nella Costituzione della Repubblica Italiana figlia di quei pensieri e di quegli ideali.
In essa si comprende e si tocca quasi con mano la fatica ed il sudore intellettuale della sintesi alta e nobile fra le culture politiche di provenienza, anche su temi sui quali oggi sembra impossibile persino un confronto, come quello della laicità dello Stato, del rapporto fra la pubblica istruzione e la scuola privata, dell’autodeterminazione dell’individuo dentro il confine etico e giuridico dell’ordinamento statuale.
E’ arrivato anche il momento di dare forza alla rappresentanza di genere nel nostro Partito e nella società: questo non può che avvenire all’interno di una battaglia di rinnovamento profondo delle forme di selezione politica. Per superare realmente le logiche oligarchiche e contrattuali di selezione politica, si deve favorire la definizione di una strategia femminile collettiva che possa consentire alle donne di rompere gli schemi di cooptazione che le vedono come pedine utili a mantenere vecchi equilibri, promosse per fedeltà più che per meriti.
Ci sono temi, come quelli “eticamente sensibili”, che spesso sono sollecitati da emergenze femminili e che, storicamente, hanno visto grandi battaglie politiche e culturali guidate dalle donne.
Formare un nuovo gruppo dirigente
Infine dobbiamo realizzare un reale ricambio generazionale nei livelli di direzione politica del nostro Partito e nei livelli istituzionali ed amministrativi espressione del PD. E’ un tema molto sentito dal nostro elettorato e che non può essere né rimandato, né tanto meno affrontato con grossolana semplificazione.
Un vero rinnovamento si costruisce solo attraverso un patto di generosità fra il gruppo dirigente del Partito diretto a produrre, valorizzare, formare la nuova classe dirigente senza abbandonarsi al nuovismo di facciata volto ad operazioni non strutturali dal solo significato simbolico.
Occorre ricercare le risorse anche nella cosiddetta società civile e produrre classe dirigente giovanile attraverso una nuova concezione di formazione politica, non solo tradizionalmente intesa come corsi di aggiornamento ed apprendimento di quei giovani già presenti nell’organizzazione del Partito o eletti nelle istituzioni, ma riconoscendo, promuovendo ed incoraggiando quelle risorse umane capaci di esprimere un alto livello di innovazione politica.
Avviare in sostanza, attraverso i Forum del PD, dei veri e propri laboratori di innovazione politica laddove vi siano particolari progettualità sui temi e sui contenuti oggetto della nostra iniziativa politica.
Venendo più pragmaticamente alle problematiche che ci hanno provato in questi ultimi tempi e alle sfide che ci attendono, voglio soffermarmi su due punti salienti.
Il primo punto fermo è incentrato sull’apprezzamento dell’esperienza amministrativa del centro-sinistra, che mi ha visto collaborare con la maggior parte degli esponenti del nostro partito, anche nella scelta coraggiosa con la quale si è voluto “ripulire” il PD di Terlizzi da soggetti, che hanno sempre inteso l’attività politica come ricerca dell’utile proprio, come affermazione del proprio potere personale in deroga alla coerenza ed all’integrità morale. Si sappi che per tali personaggi le porte del PD di Terlizzi saranno sempre sbarrate!
Il secondo punto è incentrato sulla consapevolezza che il Partito Democratico è il primo partito a Terlizzi. Nessuno lo dimentichi! Dovere del PD è, ancora ora e più di prima, attraverso i suoi quattro consiglieri, quello di monitorare attentamente e in maniera sollecita, senza debolezza alcuna, l’attività amministrativa di centro-destra, tanto più che questa sta manifestando segni di disorganizzazione, ma soprattutto prove di forti personalismi con conseguente disgregazione interna. Spero che sia solo in buona fede l’evidente dilettantismo che essa sta manifestando. Ma quando si discute di provvedimenti importanti per la nostra comunita’, allora non c’e’ più da scherzare. In virtù di questa urgenza, la nostra attività di monitoraggio dovrà essere ferma, non per adesione ad una sterile opposizione di principio, ma per proteggere i nostri concittadini dal fallimento di un’intera comunità.
Mi impegnerò a che il gruppo consiliare operi in simbiosi, senza spinte individualistiche, promuovendo le scelte quanto più utili alla comunità e quanto più condivise dal nostro gruppo. Ricordo che il nostro partito nasce per un servizio comunitario e non per far emergere il singolo, ma il gruppo manifesterà sempre gratitudine e stima a chi si impegnerà con serietà e correttezza verso tutti.
Ritengo, pertanto, che spetterà a me, in quanto guida, infondere in tutti le giuste motivazioni, attraverso l’ascolto, il rispetto, l’imparzialità, la condivisione, il carisma e una certa determinazione, che non sarà mai cieca e sorda alle istanze altrui. Sono sempre stato ispirato dagli forti principi cristiani, da cui non prescindo e in nome dei quali in passato ho assunto altri impegni comunitari.
Concludo questo mio intervento con una frase di Sandro Pertini, : “I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di onestà, coerenza e di altruismo”. Io mi impegno ad incarnarli per primo.
Grazie a voi tutti
Terlizzi, 08/10/2012 Francesco Barile
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