Viale Lilium: se a chiedere la miglior soluzione furono più di 2000 cittadini

Laura Bienna
Viale Lilium Terlizzi

Già nel 2011 si chiedevano approfondimenti tecnici e “progetti condivisi e partecipati dalla collettività terlizzese”.

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Alla base della scelta dell’Amministrazione Gemmato di affidare a un tecnico esterno la valutazione dell’alternativa migliore per la difficile situazione di Viale Lilium, vi sarebbe tutta l’alone di incertezza che ha aleggiato sulle precedenti decisioni.

Non una ma ben due petizioni popolari si sono, infatti, susseguite nel 2011, una delle quali promossa dalla sezione locale di Legambiente. Entrambe chiedevano non semplicemente modifiche, ma la vera e propria revoca della delibera del Consiglio Comunale del 15 Aprile 2011, in cui si decideva, appunto, dell’approvazione del progetto esecutivo per la realizzazione di un sottopasso ferroviario funzionale alla soppressione del passaggio a livello del km 29+555,27 di Viale Lilium.

Nello specifico nelle due petizioni, contenenti 1542 firme quella di Legambiente e 618 l’altra (quest’ultima promossa dall’attuale Consigliere PDL, Gioacchino Allegretti), non si apprezzava il sacrificio di centinaia di metri quadrati del Parco Comunale, “unico vero polmone verde della città”, per la realizzazione di una seconda rotatoria in viale Roma e nemmeno l’idea di posizionare una rotatoria distante solo poche decine di  metri da un’altra rotatoria già esistente.

«Intorno a tale rotatoria confluirebbero traffici veicolari sostenuti, provenienti da viale dei Lilium, viale Roma e via Sovereto,. Ciò comporterebbe un notevole aumento della concentrazione di gas di scarico dei veicoli in un’area adibita a verde pubblico e luogo di passeggio», si legge nella petizione PDL.

Il circolo Legambiente, da parte sua, chiedeva altresì la «stesura di un nuovo progetto condiviso e partecipato dalla collettività terlizzese», così si legge nel testo, e ancora che fosse «basato su criteri di sostenibilità ambientale».

Nonostante entrambe le petizioni furono prese in considerazione all’epoca, tanto da condurre la Ferrotramviaria S.p.A. a redigere un nuovo progetto, in variante a quello approvato con deliberazione tanto discussa del Consiglio Comunale del 15 Aprile 2011, le criticità evidenziate all’epoca sono le stesse ancora lamentate oggi ed evidenziate nella relazione del Professor Agostinacchio: nel progetto del Novembre 2011, infatti, si parla ancora di due rotatorie a soli 70 metri l’una dall’altra con una ulteriore intersezione poco distante, per un totale di tre incroci in un brevissimo spazio e del consumo di suolo destinato, invece, a aree verdi o sportive.

I problemi fatti notare da più di 2000 terlizzesi già all’ora, in pratica, non venivano risolti dagli ulteriori disegni progettuali, cosa che, invece, permetterebbe di fare il collegamento viario tra Via Favale e Viale Roma, che elimina  quella rotatoria in Viale Roma, così come da tempo richiesto dai residenti.

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