Nuova soluzione per Viale Lilium
Il disegno progettuale del Prof. Agostinacchio convince l’Amministrazione. Mai presa in considerazione finora, si tratta di un’alternativa più economica ed eco-compatibile.
Si torna a parlare del progetto del sottopasso ferroviario di Viale Lilium, quel progetto esecutivo che, redatto da un Ingegnere della Ferrotranviaria S.p.A. per la soppressione del passaggio a livello, fu, poi, approvato nel Consiglio Comunale del Novembre 2011. Il disegno progettuale dovrebbe, almeno in teoria, andare a risolvere gli effetti negativi del traffico e le problematiche legate alla sicurezza e ai collegamenti tra l’abitato e le zone periferiche ma, prima di passare alla fase esecutiva, l’attuale Amministrazione ha voluto sentire il parere di un consulente tecnico esterno.
E, in realtà, il Professor e Ingegnere Agostinacchio, ha avanzato, in una relazione, dei profili di dubbi sulla effettiva economicità e sostenibilità di quel sottopasso, presentato, all’epoca, quale unica vera possibilità di intervento di fronte alle problematiche di una zona “tediata” da ben due passaggi a livello, e ha redatto una soluzione alternativa, mai presa in considerazione finora, che ridurrebbe i costi e, come si legge nello “Studio di fattibilità di tracciato alternativo” dello stesso Agostinacchio, risulterebbe anche di minore impatto ambientale sul territorio, al punto da aver convinto l’Amministrazione che l’ha già esaminata, deliberando favorevolmente nella riunione di Giunta di Venerdì scorso.
Le criticità del progetto approvato nel 2011
Innanzitutto, perplessità sorgono proprio in relazione alla razionalizzazione del traffico: la soluzione progettuale, così come approvata nel 2011, prevedrebbe una nuova rotatoria su Viale Roma, a soli 70 metri di distanza dall’attuale incrocio, anch’esso a rotatoria, di Viale Roma con Viale Lilium. A ciò si aggiunga il fatto che, a pochi metri dalla rotatoria da realizzare, in direzione del centro del Paese, è presente un’ulteriore intersezione a raso tra Via Roma e Viale delle Mimose, con la conseguenza di produrre la presenza di ben tre intersezioni a raso in un limitato tratto di strada, caratterizzato da significativi volumi di traffico.
Ancora, spiega Agostinacchio, nella medesima zona confluirebbe anche il ramo di un’ulteriore strada, che corre parallela al campo sportivo, creando così un ulteriore disturbo alla circolazione della rotatoria. Una soluzione che, quindi, non sembra la migliore per i problemi di traffico e di sicurezza e, altresì, creerebbe anche difficoltà in relazione alla cartellonistica stradale da inserire, che dovrebbe riuscire a indicare chiaramente la presenza delle tante e diverse intersezioni in un brevissimo tratto di strada.
«Il ravvicinamento di intersezioni in generale, e soprattutto di rotatorie, può avere come effetto paradosso la creazione di maggiori e più severi problemi di circolazione, piuttosto che migliorare le condizioni di traffico e di deflusso. Pertanto la scelta di sviluppare una bretella di collegamento fuori sede, rispetto all’attuale Viale dei Lilium, ha come effetto, oltre alla duplicazione dell’asse viario, anche la deleteria realizzazione di rotatorie ravvicinate», si legge nello studio dell’Ingegnere.
Ma non è tutto. La soluzione progettuale evidenzia, inoltre, un tunnel di sottopasso della ferrovia che risulterebbe suddiviso in due tratti: una parte rettilinea ed una parte in curva. Questo comporterebbe non solo evidenti maggiori incidenze tecniche ed economiche rispetto ad un sottopasso rettilineo, ma anche un influsso negativo, ancora una volta, sulla circolazione stradale e, in particolar modo, sulla sicurezza, data la presenza di un tratto di galleria in curva.
Altra criticità, poi, relativa al progetto approvato e rilevata nello studio del Prof. Agostinacchio, è il consumo di suolo libero che tale soluzione progettuale verrebbe a realizzare, in un’area destinata a “attrezzature sportive – parchi urbani e territoriali”, pregiudicandone definitivamente la destinazione, poiché tali spazi risulterebbero scarsamente fruibili per la collettività.
La nuova soluzione progettuale
Da tale analisi critica, dunque, lo studio di un’alternativa di tracciato capace di contemperare la soluzione, o quantomeno la mitigazione, delle criticità emerse. Si tratta della realizzazione,o dell’adeguamento, di un collegamento viario tra via Favale e viale Roma che sottopassa la rete ferroviaria a doppio binario. Una soluzione, questa che avrebbe le caratteristiche di maggiore sostenibilità ambientale e maggiore economicità e sarebbe, inoltre, in grado di “mutare” in maniera limitata il tessuto urbano, specie nelle aree di interesse collettivo, come il parco, poiché si caratterizza per l’eliminazione della rotatoria su Viale Roma ed, altresì, per l’eliminazione della rotatoria su Via Favale a favore di una continuità di tracciato con la strada di Piano di Via Favale stessa, suggerendo, in tal senso, anche una naturale riduzione di velocità degli utenti stradali e sortendo,dunque, il raggiungimento di un maggior livello di sicurezza nel transito all’interno del tunnel.
L’alternativa si fa apprezzare per i suoi vantaggi di natura tecnica, economica e di sostenibilità, a detta del Prof. Agostinacchio che suggerisce come, peraltro, il significativo risparmio economico, che ne deriva, potrebbe essere utilmente sfruttato per l’adeguamento dei sottoservizi presenti in zona. Un esempio? La realizzazione di una bretella parallela al campo sportivo utile per la connessione con Viale Roma, che garantirebbe una più ampia qualificazione della viabilità cittadina dell’intera zona, con evidenti benefici per la collettività cittadina, o ancora trasformando uno dei due nastri pedonali in pista ciclabile.
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