Imu, la Fiaca replica alle altre organizzazioni agricole: «Siamo stati esclusi ingiustamente»

La Redazione
Agricoltori al lavoro

Le organizzazioni agricole chiedono al Comune la riduzione dell’Imu, ma la Federazione Imprese Agricole Coltivatori Allevatori non è stata interpellata

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Dopo la richiesta da parte delle organizzazioni agricole terlizzesi e rivolta al Comune, di ridurre l’Imposta Municipale Unica (Imu), oggi è arrivata la replica della FIACA (Federazione Imprese Agricole Coltivatori Allevatori) che ha appreso la notizia solo da parte dei giornali e chiede spiegazioni alle stesse organizzazioni in merito all’esclusione della Fiaca stessa dalla loro iniziativa.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata da Francesco  Malerba, segretario della Fiaca.

«La presente sezione cittadina della FIACA – scrive il segretario Francesco  Malerba – apprende con stupore dalle testate giornalistiche locali la sottoscrizione da parte delle Organizzazioni agricole del territorio CIA, COLDIRETTI, COPAGRI, CONFAGRICOLTURA, LA COOPERATVA AGRICOLTURA PROGRESSO E L’ASSOCIAZIONE TERLIZZIINFIORE, di un documento congiunto circa la proposta di ridurre i coefficienti d’imposta  IMU al 50% sugli immobili agricoli rispetto a quelli applicati in sede di acconto.

Pur condividendo le rivendicazioni delle Organizzazioni in merito alla crisi di mercato, alle calamità atmosferiche e alle riduzioni d’imposta, la FIACA, che da sempre ha collaborato con energia ed impegno con le stesse Organizzazioni, prende atto della congiura ingiustificata architettata nei confronti dei propri associati per escluderli dal dialogo cittadino.

Le collaborazioni in itinere negli anni con tali Organizzazioni sono testimoniate da documenti ufficiali, quali, ad esempio,  la costituzione del comitato cittadino a tutela dell’olio extravergine d’oliva firmato da CIA, COLDIRETTI, COPAGRI e FIACA nel 2011, o lo sciopero  cittadino indetto da CIA, COPAGRI e FIACA circa la proroga della fiscalizzazione dei contributi agricoli unificati e altri documenti unitari per rilanciare il nuovo mercato florovivaistico.

Ora si devono delle plausibili spiegazioni pubbliche agli iscritti FIACA. Che senso avrebbe escludere da un obiettivo congiunto e condiviso un gruppo di  produttori che partecipa con sacrificio e impegno al progresso della sua stessa classe agricola? Si tratta, forse, di una strumentalizzazione politica? Siamo alle solite! Tale mancanza non fa che alimentare quella tipica “cultura del sud” che, magari, per questioni personali, alimenta un clima di  conflitto che certamente non giova al benessere collettivo dei produttori.

La FIACA nei prossimi giorni informerà il Sindaco e gli Assessori competenti dell’atteggiamento poco collaborativo delle rappresentanze locali delle Organizzazioni agricole, auspicando un ritorno di dialogo e apertura delle stesse nell’interesse del comparto agricolo».

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