«Candelabri nella sala consiliare? Meglio spendere quei soldi per acquistare un etilometro»

© TerlizziLive.it
Il Centro Sociale "Il Fronte dei Ribelli" insorge contro il Presidente del Consiglio comunale Michele Grassi.
Ci sono spese più urgenti da fare prima di impiegare denaro pubblico per il restauro dei candelabri della sala consiliare e per l’installazione di climatizzatori e maxischermo. Lo sostiene il Centro Sociale “Il Fronte dei Ribelli” che in un comunicato ha replicato alle proposte del Presidente del Consiglio comunale Michele Grassi rese note alla stampa locale.
«Alla luce dei tagli effettuati dal governo Monti -si legge in una nota del Centro Sociale- che incidono per circa 1 milione e 200 mila euro sulle casse comunali e viste le urgenti necessità che il comune ha (dalla mancanza di personale nella polizia municipale agli impiegati comunali, dalla stangata IMU all’aumento della TARSU che inevitabilmente dovrà avvenire per rispettare il Patto di Stabilità), queste spese non sono necessarie e soprattutto la Presidenza del Consiglio Comunale non può aver diritto ad un budget in quanto non rappresenta un assessorato».
“Il Fronte dei Ribelli” avanza una proposta alternativa: «Invitiamo cordialmente il sindaco Ninni Gemmato ad avere una visione virtuosa delle casse comunali e gli consigliamo vista la difficoltà economica in cui versa il comune di “fare cassa” attraverso l’adozione dell’Etilometro “DRAGER”, mod. 7110 MKIII, che costa circa 20000 euro. Questo strumento oltre a permettere al comune di porsi nella condizione di “rimpinguare le casse”, salverà numerose vite, visti anche gli innumerevoli incidenti stradali che accadono nel territorio terlizzese, non ultimo la strada provinciale Terlizzi – Mariotto in cui sono presenti vistosi segni di incidenti (dagli alberi sradicati ai muri di cinta distrutti).
Inoltre riteniamo i 20000 euro necessari per l’istallazione di climatizzatori, maxischermo e informatizzazione del sistema amministrativo, una spesa troppo eccessiva».
«Il C.S.A. Il fronte dei Ribelli -conclude la nota- esprime il suo forte sdegno per le modalità con cui si chiedono alle casse comunali un importo pari a 3 stipendi annuali di un operaio metalmeccanico e ribadisce la sua ferma e totale contrarietà a tale richiesta».
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