Dopo tante idee sulla riqualificazione, Piazza Cirillo dimenticata. «La stiamo pulendo noi»

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«Nessuno si è mai più preoccupato della riqualificazione della piazza né tantomeno gli organi preposti, alla sua pulizia».
Una mail arrivata in redazione da parte di un lettore che, pur firmandosi, ha chiesto di rimanere anonimo, ricorda gli incontri per elaborare un’idea di riqualificazione di PIazza Cirillo (la piazza del pesce) ad opera dei cittadini della zona. Il lettore ci ha inviato anche delle foto che testimoniano lo stato di abbandono attuale della piazza, segno che alle numerose idee e proposte emerse in quegli incontri nessuno ha dato seguito. La mail riferisce dell’iniziativa dell’Associazione Terlizzi Libera. La redazione si dichiara sin da ora disponibile ad ospitare un’eventiuale replica o una precisazione alle circostanze narrate. Di seguito il testo della lettera.
Non ricordo esattamente l’anno di Grazia in cui tornando da lavoro, nei pressi della Chiesa di Sant’Ignazio, in Via Mazzini, mi accorsi di una bicicletta incatenata ad un albero che sorreggeva un avviso. Credo siano passati circa due anni. Incuriosito mi soffermai a leggere l’avviso a firma dell’Associazione Terlizzi Libera, con cui s’invitavano i residenti del quartiere a prendere parte ad un’assemblea per decidere in merito alla riqualificazione di Largo Cirillo più comunemente denominato Piazza del Pesce dal momento che i pesciaioli qualche anno prima erano stati delocalizzati su interessamento di un portiere dello stabile in cui abitava la suocera della cognata della fidanzata di un nipote acquisito di un consigliere comunale.
Riuniti in assemblea, i promotori della stessa, sottolineavano che non vi era alcun fine politico in detta faccenda ma che sic et simpliciter, avevano a cuore le sorti della piazza e dei suoi residenti (col senno di poi, considerando i candidati sindaci delle ultime amministrative, vi era un oscuro fine, preludio alle successive consultazioni elettorali).
Furono proposti vari progetti (ma sarebbe meglio chiamarli sogni) da presentare all’Amministrazione Comunale, un parco giochi, un aiuola, un parcheggio. Al termine si decise di riunirsi nuovamente, costituendosi in Comitato di Quartiere coinvolgendo quanti più residenti sarebbe stato possibile.
Ci si riunì nuovamente e quel giorno comparvero varie figure: ingegneri, uomini di legge, geometri, politici e politicanti e gente del popolo compreso il popolare Peppino “Furino”.
Tutti dissero la loro, chi si arrogava il merito della delocalizzazione dei pescivendoli, chi millantava in quanto consigliere comunale (successivamente più suffragato) il suo interessamento in Comune, in quanto in quella piazza vi era la residenza dei propri suoceri, c’era chi dava anche consigli. Era un po’ la celeberrima saga di “Bocca di Rosa” cantata dal grande Fabrizio De Andrè: “Tutti si accorsero che Dantes e Malerba, non erano certo dei missionari… e fu così che da un giorno all’altro i due si tirarono addosso l’ira funesta dei cagnetti a cui stavano sottraendo l’osso, ma i compari di un paesino, non brillano certo in iniziativa le contromisure fino a quel punto si limitarono all’invettiva. Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel Tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può dare cattivo esempio e ci fu chi si prese la briga e il gusto di dare a tutti il consiglio giusto!”.
Andò a finire tutto in malora, nessuno si è mai più preoccupato della riqualificazione della piazza né tantomeno gli organi preposti, alla sua pulizia. Lo stesso scrivente si è recato più volte presso l’Ufficio Igiene e soltanto con l’interessamento di un residente forte nella sua benemerita divisa e con l’autorità di Pubblico Ufficiale si è riusciti a vedere una volta l’autocisterna con un operatore che puliva. Ed ora eccoci qui con i propri mezzi a sopperire alle lacune dei nostri amministratori a pulire e disinfettare Piazza Cirillo che fra qualche giorno avrà una nuova toponomastica: Piazza del Pisciatoio Canino!
Dimenticavo… in assemblea Peppino “Furino” vaticinò: “Dò staje la chiazz du pesc e cher avà rumaneje. Almen quann s ne vaun l’ psciaiul, la venen a pulez!” (Qui stava e deve restare la piazza del pesce, In quanto andando via gli operatori del settore, i netturbini vengono a pulire)
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