Partito Democratico: «La Giunta non è giunta»

La Redazione
Il Partito Democratico scende in piazza

«Questo Sindaco risulta essere del tutto sprovvisto di buon senso, così come appare sprovvisto del carattere necessario a respingere ricatti e condizionamenti».

0 commenta

Il Partito Democratico rincara la dose dell’attacco già sferrato dal consigliere Vincenzo di Tria, circa la distribuzione delle deleghe assessorili nella Giunta Gemmato. Lo fa con un manifesto di cui riceviamo il testo e lo pubblichiamo di seguito.

Quella varata da Gemmato non è una vera giunta, non è un esecutivo concepito per servire la città, per far funzionare meglio i servizi e migliorare la qualità della vita dei cittadini, AL CONTRARIO, è un pasticcio di mala-politica che danneggerà Terlizzi, e farà funzionare molto peggio la macchina comunale.

Non esiste più l’assessorato all’Urbanistica e Lavori Pubblici, ma il sindaco lo ha spezzettato conferendo la sola delega all’urbanistica a Franco Tesoro, che viene nominato anche vicesindaco, ma resta un micro-assessore che dovrà condividere l’unico dirigente con un assessore ben più potente, l’avv. Corrado Bonaduce.

All’avvocato Bonaduce, amico d’infanzia e di Movimento Sociale, il sindaco ha conferito gran parte delle deleghe di peso: bilancio, patrimonio, contratti e appalti, contenzioso, lavori pubblici, edilizia scolastica, sport e impianti sportivi. È lui il vero vicesindaco e super-assessore della giunta Gemmato.
Gli altri assessori quasi non esistono al suo cospetto.

Sono piccoli piccoli i due assessori creati dalla scomposizione del vecchio assessorato alle attività produttive oggetto di aspre contese tra diverse formazioni politiche della coalizione Gemmato. Alla fine il Sindaco è riuscito ad accontentare le brame di tutti. Alla dott.ssa Luisa Musaio Somma viene assegnata la sola delega alla floricoltura e ai finanzamenti comunitari, e al perito agrario Raffaele Cataldi viene conferita la delega all’agricoltura e al commercio. Due assessori senza dirigente e con appena 6 dipendenti da contendersi.

Al maggiore dei carabinieri Giuseppe Rutigliani il sindaco ha assegnato la delega alla legalità e all’ambiente, confidando nella sua abilità di “tecnico” per risolvere gli annosi problemi della Polizia Municipale sotto-organico e del servizio di raccolta dei rifiuti da riappaltare.

Ma dove sono finite le altre deleghe? Dov’è finita la cultura? Dove sono finiti i servizi sociali? L’istruzione, il turismo?
Quel furbastro del sindaco se l’è tenute lui e ha annunciato che le assegnerà ai consiglieri comunali.
Nel primo Consiglio Comunale ha rassicurato il consigliere Pasquale Adamo che la delega ai Servizi Sociali la darà a lui, per bilanciare la Presidenza del Consiglio che ha affidato a Michele Grassi (i due hanno già litigato e hanno preteso da Gemmato due poltrone distinte).

Ma lo sa Gemmato che non si possono affidare deleghe da assessore ai consiglieri comunali?
La Legge lo impedisce e lo impedirebbe anche il buon senso, ma del buon senso questo sindaco risulta essere del tutto sprovvisto, così come appare sprovvisto del carattere necessario a respingere ricatti e condizionamenti.
La scelta di Michele Grassi alla Presidenza del Consiglio è il segno tangibile della sua debolezza.

Il circolo PD di Terlizzi

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!