Fatture false, rinviate a giudizio 133 persone

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Coinvolto il legale rappresentante della Ingross Levante, operante con il marchio Migro Cash & Carry.
Il gup del Tribunale di Trani Angela Schiralli ha rinviato a giudizio il titolare della Ingross Levante di Terlizzi, l’azienda che ha il centro direzionale a Molfetta e opera in tutta Italia con il noto marchio Migro Cash & Carry, ed altre 133 persone che furono indagate nell’inchiesta “Patrasso”. I reati ipotizzati sono: associazione a delinquere finalizzata alla emissione di fatture soggettivamente inesistenti, alla dichiarazione dei redditi fraudolenta ed alla omessa dichiarazione dei redditi
Secondo l’accusa, il sistema di frode posto in essere dopo una verifica fiscale avviata nel 2004 nei confronti della Migro e scoperto grazie alle complesse investigazioni della polizia giudiziaria (intercettazioni telefoniche, attività di pedinamento, acquisizione di documentazione), si sostanziava nel fare risultare cartolarmente come destinate a ditte estere operanti in paesi comunitari (Grecia, Spagna, Francia, Gernlania, Austria, Inghilterra e Portogallo) merci in realtà vendute dai vertici della Ingross Levante consapevolmente (come ritenuto dal Tribunale del Riesame di Bari in più ordinanze passate in giudicato) a cittadini italiani operanti in Campania e in Puglia e non all’estero.
Individuate anche circa 40 ditte fantasma appositamente create all’estero, ma solo sulla carta.
In tal modo tra il 1999 e il 2005 – hanno spiegato gli inquirenti – per un verso veniva omesso dalla Migro il pagamento dell’Iva su quelle vendite (secondo la normativa comunitaria e le disposizioni fiscali nazionali, le cessioni di beni effettuate da società italiane all’ordine di imprese comunitarie consentono la fatturazione senza addebito dell’Iva perché questa imposta deve essere versata nel paese di destinazione delle merci) per quasi 40 milioni di euro (emettendo fatture soggettivamente false per oltre 190 milioni di euro) e per altro verso gli acquirenti pugliesi e campani acquistavano le merci in nero rivendendoIe poi a supermercati, a piccole imprese e a società italiane a prezzi notevolmente vantaggiosi.
Nell’inchiesta risultano coinvolti anche decine di autisti e di vettori incaricati di carichi di merce solo fittiziamente destinata all’estero, oltre 100 imprese nazionali di autotrasporti di cui almeno la metà completamente sconosciute al fisco, mentre ulteriori 164 persone sono state denunciate per analoghi reati, secondo la rispettiva competenza, alle Procure di Napoli, di Nocera Inferiore di Bari.
Prima udienza il 15 novembre.
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