Le richieste del Comitato Acqua Bene Comune ai candidati sindaci

La Redazione
acqua bene comune

Fondamentale il ruolo dei Comuni che negli Statuti Comunali possono definire gli indirizzi dei modelli organizzativi e di gestione dei servici pubblici locali

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Avviso ai lettori: inizialmente non contemplata perchè non trasmessa per disguido tecnico, la risposta di Ninni Gemmato ai quesiti del Comitato Acqua Bene Comune è stata integrata qualche ora dopo la pubblicazione di questo articolo.

A quasi un anno dal Referendum del Giugno 2011, per il Comitato Acqua Bene Comune di Terlizzi continua «la vandalizzazione di un istituto di democrazia». L’immediata attuazione sancita dalla Corte Costituzionale (sentenza n.26/2011) non è stata ancora rispettata. Anche l’AQP non ha adeguato le tariffe eliminando la voce relativa alla remunerazione del capitale investito come prescritto dall’esito del secondo quesito referendario sull’acqua. A livello nazionale, anzi, si registra un’immediata e più forte tendenza all’affidamento dei servizi pubblici locali, ormai servizi di interesse economico generale, a gestioni private.

In quest’ottica appare fondamentale il ruolo dei Comuni che negli Statuti Comunali possono definire gli indirizzi dei modelli organizzativi e di gestione dei servici pubblici locali nella direzione di enti di diritto pubblico, possono definire i beni comuni a tutela dei diritti fondamentali ed i regimi concessori.

A Terlizzi c’è la campagna elettorale. Il Comitato Acqua Bene Comune ha consegnato delle lettere ufficiali a tutti i Candidati Sindaco in qualità, innanzitutto, di Primi Garanti della Legalità e della Democrazia e alle loro rispettive coalizioni affinchè potessero dare un segno tangibile in questa direzione. «Abbiamo chiesto a ciascuno di loro -dichiarano dal Comitato- di aderire alla Campagna di Obbedienza Civile ” Il Mio Voto Va Rispettato”, e di  poter proseguire il confronto sulla modifica dello statuto comunale nell’ottica della definizione della non rilevanza economica dei servizi idrici integrati già deliberata a Dicembre 2009, ma in perenne stallo. Abbiamo chiesto di rispondere formalmente entro il 30 Aprile».

Le richieste cruciali della lettera inviata ai quattro candidati a sindaco di Terlizzi sono:
–         adesione alla Campagna di Obbedienza Civile “Il Mio Voto Va Rispettato” tramite compilazione e firma del modulo di reclamo/diffida col quale ciascun utente dell’AQP chiede di eliminare dalla propria bolletta la quota relativa alla remunerazione del capitale investito in attuazione della sentenza della Corte Costituzionale (n.26/2011)
–         esplicitare di essere favorevole oppure no ad una gestione del servizio idrico (come anche dei servizi pubblici locali come trasporti e rifiuti) affidata esclusivamente ad enti di diritto pubblico (attraverso gli artt. 31 e 114 del D.Lgs 267/2000) con meccanismi di partecipazione cittadina, in quanto servizio pubblico locale, di interesse generale
–    modifica dello Statuto Comunale sulla non rilevanza economica del servizio idrico integrato
–     impegno a partecipare al Coordinamento degli Enti Locali per la ripubblicizzazione dei servizi idrici

Di seguito sono riportate le risposte dei candidati:
Pasquale Vitagliano: “L’acqua è insufficiente in Israele, India, Cina, Bolivia, Canada, Messico, Ghana e Stati Uniti. Le guerre d’acqua non sono più un prevedibile evento del futuro. Sono già in atto: veri e propri conflitti che si stanno verificando in ogni società.” (da Le guerre d’acqua di Vandana Shiva, Feltrinelli).
La mia sensibilità verso questo tema, ma senza ideologismi, parte dalla consapevolezza di quanto affermato in questa breve citazione.
Io e la mia coalizione civica siamo a favore di una gestione del servizio idrico -e sottolineo l’aggiunta di altri servizi come i trasporti e la raccolta di rifiuti- affidata esclusivamente ad enti di diritto pubblico. Si tratta di un impegno che ho già perseguito da consigliere di opposizione di Cittàcivile concordando con la riforma, ad oggi non completata, dello Statuto Comunale tesa ad introdurvi il suddetto principio. L’ho fatto in passato. Lo farò in futuro. Come ho già personalmente sottoscritto, insieme a molti altri della mia coalizione, la lettera reclamo/diffida in cui si chiede l’eliminazione della quota relativa alla remunerazione del capitale e il rimborso delle quote già pagate.
Io mi impegno. L’ho già fatto. Continuerò a farlo.
Cordialità.

Michele Dantes: Plaudo alla vostra iniziativa su “Acqua bene comune”. Attesto la nostra ferma volontà a favore di una gestione del servizio idrico affidata esclusivamente ad enti di diritto pubblico. Un bene comune indisponibile è anche  l’aria che respiriamo quindi siamo determinati a che il Comune di Terlizzi si costituisca parte civile nella vicenda giudiziaria laterificio Scianatico.
Per i servizi pubblici locali come trasporti e rifiuti, chiediamo, sin da ora, una concertazione decisionale con il vostro Comitato.

Michele Berardi: Ciao a tutti! Pur non essendo intestatario personalmente di un’utenza, aderisco alla campagna e sottoscrivo il reclamo! E’ un gesto di grande valenza simbolica che mi è stato chiesto dal Comitato ACQUA BENE COMUNE e che compio con grande convinzione e sposando pienamente la causa! D’altra parte l’AMMINISTRAZIONE  uscente di cui ho fatto parte si è spesa molto per la battaglia fondamentale portata avanti con grande coraggio e passione dal COMITATO ACQUA BENE COMUNE! Presso la Sala consiliare del COMUNE DI TERLIZZI si è tenuto un incontro monotematico con i Comuni di Ruvo di Puglia e Giovinazzo, alla presenza della DOTT.SSA MARGHERITA CIERVO, voluto proprio dall’amministrazione uscente di cui io facevo parte. Inoltre, l’AMMINISTARZIONE  di cui facevo parte è stata SEMPRE UFFICIALMENTE presente in tutte le manifestazioni pubbliche organizzate in favore della battaglia per l’acqua. Come GIUNTA COMUNALE, abbiamo approvato durante il nostro mandato la delibera che il COMITATO chiedeva di approvare agli ENTI LOCALI. Eravamo anche vicini all’approvazione della modifica statutaria in CONSIGLIO COMUNALE: si stava cercando di attivare la COMMISSIONE competente per materia. Ovviamente se diventerò SINDACO sarà mia premura riprendere il percorso interrotto e portarlo a compimento. L’acqua è un bene essenziale: appartiene a tutti e non può essere trattato al pari di un bene di consumo su cui speculare e arricchirsi. Per questo scelgo di sottoscrivere il reclamo, sostenendo il lavoro prezioso del COMITATO BENE ACQUA COMUNE…. Andiamo avanti!

Ninni Gemmato: “Aderisco volentieri all’invito rivolto dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua Bene Comune. Se eletto Sindaco, mi impegnerò, nei limiti delle mie competenze e dei mezzi disponibili, per l’applicazione concreta dell’esito referendario del 2011. L’applicazione dei risultati di un referendum, pagato dai cittadini e che si è concluso con un esito che definirei plebiscitario, non può certo essere discrezionale, anzi al pari di una legge, un referendum sancisce una decisione del popolo sovrano che va rispettata. Interpellerò il governatore della regione Puglia Vendola, per conoscere quali siano gli impedimenti che non hanno ancora trasformato l’AQP da SPA a soggetto di diritto pubblico che non deve perseguire alcun profitto.
Mi impegnerò per la eliminazione dalla bolletta della remunerazione del capitale investito e l’adeguamento delle tariffe. Ad oggi tale questione non solo non ha visto ancora attuazione ma, anzi, da qualche giorno pesa ancora di più sulle tasche degli italiani.”

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