Casa Betania, Gemmato: «Le spese legali siano pagate da chi ha causato questo debito»

La Redazione
Ninni Gemmato

La sentenza del Tar che ha annullato la delibera di vendita dei suoli adibiti a luogo cimiteriale, condanna il Comune a sostenere gli oneri legali

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«Chi ha generato il debito lo paghi, di modo che il Sindaco entrante, chiunque vinca, non abbia questo conto da pagare già dal primo giorno di Amministrazione».

Questa la proposta del candidato Sindaco Ninni Gemmato in relazione al ricorso che i legali della Fraternità Francescana di Terlizzi “Casa Betania” hanno presentato e vinto contro il Comune, condannato lo scorso 28 Aprile, al pagamento delle spese processuali.

Spese generate dalla precedente amministrazione ma che ora si troverebbe a pagare il sindaco che sarà eletto nei prossimi giorni.
La questione di cui si parla risale al 2009 quando, l’allora primo cittadino di Tria, deliberò di vendere all’asta i suoli che i francescani, intanto, avevano adibito a luogo cimiteriale. La vendita avrebbe comportato l’edificazione di una palazzina.

Ma, com’è stato ribadito dalla sentenza del T.A.R., questa edificazione non si poteva fare per svariati motivi, in primo luogo perché la palazzina si sarebbe trovata a una distanza inferiore a quella che la legge prevede per il vincolo di rispetto dei luoghi cimiteriali, ma anche perché, come i frati lamentavano, c’erano già sepolte delle persone nella cripta. E infine, come i legali di casa Betania hanno sottolineato più volte, non vi era alcun interesse pubblico.
Quindi scontato l’esito legale. Infatti si legge nel ricorso dei difensori della comunità, accolto dai magistrati del Tar:

«La delibera oltre a incidere negativamente sul rispetto dovuto ai defunti, è stata emanata in totale spregio della normativa vigente, che impone di far precedere il provvedimento di autotutela da un’adeguata ponderazione e motivazione in merito alla sussistenza di un interesse pubblico idoneo a giustificare la riedizione del potere amministrativo in senso sfavorevole al privato».

La sentenza ha condannato l’Amministrazione al pagamento delle spese processuali, anche perché, invece di tutelare «l’interesse pubblico, si limita a tutelare l’interesse dei proprietari dei suoli».

Ma ora sarebbe il nuovo Sindaco a doversi sobbarcare una spesa non generata dalle sue scelte, da qui la proposta preventiva del candidato Sindaco Gemmato.
«L’esito di questa vicenda è lo specchio di come Terlizzi è stata disamministrata per otto anni e mezzo e dell’attitudine che il sindaco di Tria e la sua maggioranza avevano nel generare dispendioso contenzioso che vedeva la pubblica amministrazione soccombere puntualmente con enorme spreco di denaro pubblico».

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