Ninni Gemmato: «Anagrafe degli eletti. Appello agli altri candidati per condividere la proposta»

La Redazione
Ninni Gemmato

«Abbiamo allargato la coalizione perché pensiamo che Terlizzi abbia bisogno di un lungo periodo di condivisione e di pace sociale. Dagli avversari solo attacchi personali, ma nessuna chiarezza sui programmi»

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Non è la focalizzazione di un punto del programma, ma l’esposizione di un presupposto per l’attività amministrativa al Comune di Terlizzi.

Il candidato Sindaco Ninni Gemmato presenta così in una conferenza stampa nella sede del Pdl, la proposta della creazione di un’anagrafe degli eletti che obblighi consiglieri comunali ed amministratori a pubblicare dichiarazioni dei redditi e stato patrimoniale personale. Informazioni che andrebbero aggiornate di anno in anno, con il trascorrere del periodo di mandato.

«La fiducia dei cittadini verso i partiti è ai minimi storici –premette Gemmato-. Come operatori politici abbiamo il dovere di lanciare un forte segnale di trasparenza». La proposta prevede anche che siano resi pubblici eventuali interessi con imprese che abbiano rapporti con il Comune, nonché l’appartenenza ad associazioni massoniche. Infine, la tenuta di un registro delle presenze per i consiglieri. Il requisito della trasparenza, attraverso non solo le informazioni sull’evoluzione della condizione economica personale, sarà richiesto anche ai dirigenti del Comune.

«Sto pensando di articolare questa proposta nei prossimi giorni –annuncia il candidato Sindaco- redigendo uno schema di delibera, anche se penso di dare più forza al provvedimento attraverso un’apposita integrazione allo Statuto comunale». Gemmato ricorda come questa idea sia stata già adottata al Comune di Bari: «Un Comune amministrato da una parte politica avversa alla mia e che però non mi impedisce di prendere ad esempio delle buone iniziative che, nel caso dell’anagrafe degli eletti, prese le mosse da un ordine del giorno votato dal Consiglio del capoluogo all’unanimità».

I programmi e le idee dividono, le regole per partecipare al gioco possono essere condivise. Ecco perché Ninni Gemmato rivolge un appello agli altri tre candidati sindaci ad aderire a questa proposta, evitando sterili corse alla primogenitura.

D’altronde, sul programma, Gemmato ha già reso noto come la presentazione di idee e progetti per la città si terrà in un contesto di serrato confronto con i cittadini, una “presentazione interattiva” dove chi parteciperà non sarà spettatore passivo ma potrà offrire il proprio contributo programmatico. «E’ proprio il senso che riveste la coalizione che sostiene la mia candidatura. Abbiamo allargato l’alveo delle alleanze tradizionali del centrodestra perché pensiamo che Terlizzi abbia bisogno di un lungo periodo di condivisione e di pace sociale. Io –continua Gemmato- del resto sono una persona che sa di poter imparare qualcosa da tutti».

Concentrazione massima sui programmi allora e rinvio al mittente delle polemiche sollevate dal centrosinistra circa l’alleanza con il gruppo di consiglieri uscenti che ha determinato la caduta dell’Amministrazione di Tria. «Mi aspettavo questo genere di attacchi dai miei avversari -commenta il candidato Sindaco-. Credo sia dovuto alla mancanza di argomenti sui quali spesso si esprimono con dichiarazioni di intenti come se non avessero governato loro negli ultimi otto anni. Ho accettato con entusiasmo l’invito da parte di un’associazione ad un pubblico dibattito tra tutti i candidati sindaci anche perché sarei curioso di ascoltare Berardi che non risponda ad un’intervista di comodo, ma che abbia degli interlocutori capaci di fargli notare tutte le incongruenze della sua parte politica».

Ritornando al concetto di fiducia, il candidato Sindaco viene stuzzicato su quanta se ne possa riporre verso chi trasmigra da una coalizione all’altra. «Potrei anche io rispondere a questo genere di polemiche ricordando come l’Udc abbia sempre fatto parte del centrodestra a Terlizzi ed ora invece ha scelto di stare con loro, ma non offrirei un valido contributo alla chiarezza verso gli elettori circa le cose che vogliamo fare per la città. E’ su questo che voglio confrontarmi -afferma deciso Ninni Gemmato-. Io ad esempio non ho ancora ascoltato una risposta valida sulla questione delle case di Scianatico. Berardi deve dire da che parte sta: se vuole che venga pregiudicato il piano regolatore per la costruzione di centinaia di appartamenti in un’area ex industriale, oppure bocciare questo progetto per salvaguardare il diritto dei proprietari di terreni in zona C che hanno pagato per anni l’Ici per suolo edificabile e che potrebbero invece restare danneggiati da una gigantesca deroga alla programmazione urbanistica».

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