Osservatorio Meteorologico: «Febbraio polare»
Condimeteo avverse e rischio neve almeno sino al 20 febbraio
L’ondata, ormai definibile epocale, di gelo e neve che sta sconquassando dalla fine di gennaio il centro-nord Italia e gran parte del vecchio continente non accenna ad allentare la morsa, anzi rincarerà la dose.
Il responsabile è l’anticiclone siberiano che in concorso con quello delle Azzorre sta bloccando il flusso mite atlantico e favorisce la retrogressione da est di masse d’aria polare-continentale direttamente da Russia e Siberia che innescano continui vortici perturbati nevosi sull’Italia.
Temperature da freezer in molte regioni con accumuli di neve localmente superiori ai due metri sul versante adriatico di Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Sub-Appennino Dauno, Alta Murgia.
La Puglia, ed in particolare la città dei fiori, è entrata nella fase più critica da lunedì quando la neve ha cominciato a cadere sino alle coste del nord-barese.
Per Terlizzi il paragone con il terribile 1993 sembra improprio dal punto di vista degli accumuli; in quell’anno tra il 2 e il 3 gennaio caddero l’enormità di 80 centimetri di neve decretando la distruzione di gran parte delle infrastrutture serricole. In quell’anno la fase critica durò solo qualche giorno mentre adesso ci troviamo davanti a condizioni reiterate di neve e gelo.
Stavolta, almeno per ora, è andata meglio dal punto di vista della neve caduta. Ecco alcuni accumuli rilevati dal collaboratore dell’Osservatorio Meteorologico, Daniele Tempesta, nella serata di martedì 7 febbraio in aree campestri:
Terlizzi est (zona Parco Comunale) 12cm
Terlizzi nord (zona via Molfetta) 15cm
Terlizzi sud(zona via Mariotto) 18cm
Terlizzi ovest (zona via Ruvo) 18cm
Ruvo di Puglia 20-25cm
Corato/Andria 25-30cm
Quantitativi maggiori si segnalano sulle murge centro-settentrionali dove nevica da quasi quattro giorni e si stimano spessori tra 50-100cm.
Il manto nevoso intorno a Terlizzi è stato notevolmente ridotto dalle intense piogge di ieri.
Si sta scrivendo una pagina (o anche più d’una!) di storia meteorologica, come fu per 1929, per il 1956 ed 1985 con i quali questa ondata ha in comune la persistenza di condizioni avverse per giorni e settimane (se si guarda al centro-nord Italia).
Per quanto concerne strettamente il territorio del nord-barese e di Terlizzi ci sarà da tremare e tribolare almeno fino al 20 febbraio. Difatti sono attesi nuovi impulsi di aria instabile e gelida con alternanza di piogge, neve ed eventuali brevi pause. Difficile definire i dettagli perché la situazione è in continua evoluzione ma in linea di massima dovrebbe piovere domani ed aumentare il rischio neve per domenica e lunedì. Generalmente è consigliabile mantenere uno stato di attenzione e prepararsi a nuove fasi critiche.
L’Osservatorio Meteorologico di Terlizzi (www.bfpmeteo.it) continua a fornire aggiornamenti dettagliati via sms ogni 6-12 ore alle aziende florovivaistiche abbonate al servizio e manterrà costante il monitoraggio anche nei prossimi giorni. Per informazioni sul servizio 349/3210778
*Osservatorio Meteorologico di Terlizzi
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