«Vogliamo un Sindaco preparato e che parli con la gente»
Questo il bilancio dell’ultima tavola rotonda del Centro Studi “Aldo Moro”.
«Vogliamo un Sindaco preparato e che parli con la gente», è quanto è emerso dall’ultima tavola rotonda organizzata dal Centro Studi “Aldo Moro” dal tema “Quale Sindaco, quale governance desideriamo? – scopriamo nuovi talenti". Ancora una volta presenti studenti, pensionati, impiegati e professionisti.
Ha aperto i lavori Michele Grassi, che ha sottolineato come la partecipazione da parte dei cittadini sia fondamentale per una democrazia sana, dato che questi possono “e devono” seguire l’attività politica ed amministrativa nella propria realtà – sia con valore di proposta, che di controllo dell’operato dei propri rappresentanti.
È seguita la relazione del dr. Pasquale Tempesta che ha raccontato ai presenti l’incontro svoltosi questa settimana tra una ristretta delegazione del Centro Studi e il Vice Commissario Giovanni Squicciarini – facente le veci del Commissario Mario Volpe: «abbiamo esposto una serie di importanti problematiche della nostra città, dalla raccolta differenziata alla crisi della zona industriale, alla mancanza di lavoro per i giovani. Abbiamo apprezzato la disponibilità e attenzione mostrataci dal dott. Squicciarini».
La parola è passata a Maria Teresa De Scisciolo – Direttrice de “Il Confronto delle Idee” che ha introdotto e moderato l’assortita tavola rotonda. «Occorre una governance programmatica per risolvere i problemi del nostro paese –ha ammonito; e rivolgendosi alla platea ha lanciato uno spunto: «preferite un Sindaco professionista ma che stia sempre nel Palazzo o un Sindaco operaio che sia sempre in Piazza e tra la gente?».
Dalla discussione seguita, è emerso che per Terlizzi sarebbe ideale un Sindaco che viva il suo mandato tra la gente, con carisma, capacità d’ascolto e competenza. I più hanno anche affermato l’esigenza che un buon Sindaco non dev’esser solo ma deve anzi esser coadiuvato e sostenuto da «assessori coraggiosi e con esperienza, che facciano da ulteriore collante con il territorio». Tali assessori «devono avere alle proprie spalle dei team di persone volenterose e appassionate che li aiutino nel loro quotidiano lavoro, offrendo spunti e suggerimenti: basti pensare a tutti quei ragazzi che viaggiano tanto e che possono raccontare quanto di più bello e intelligente abbiano visto nel resto d’Italia o all’estero. E’ a questi ragazzi che bisogna guardare: giovani entusiasti, che siano competenti nel cercare e studiare bandi pubblici cui il nostro Comune può aderire per usufruire di preziosi fondi per lo sviluppo della nostra comunità».
DA parte di alcuni è stato anche richiesto un Sindaco che non sia tra i consiglieri comunali uscenti e che non sia un ingegnere – per non incorrere in un’incompatibilità di fondo – o comunque una persona che si dedichi “completamente” all’esperienza amministrativa, mettendosi quindi “in aspettativa dal suo lavoro”.
«Vogliamo un Sindaco che guardi al futuro di questa città, leale e trasparente», è stato infine concluso.
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