Guerra interna al Pd, “Accuse disgustose e diffamatorie. Siamo con De Leo”
Assessori, Consiglieri provinciali e Comunali del Pd, rispondono alle accuse dei “componenti del Direttivo”
La risposta alle accuse mosse al segretario cittadino del Pd, Mario De Leo, da parte dei “componenti del Direttivo del Pd”, non si è fatta attendere. Ed è una risposta altrettanto dura sia nella forma che nei contenuti.
A scrivere, in questo caso, sono persone individuabili, avendo sottoscritto il documento con nomi, cognomi ed incarichi istituzionali: gli assessori Michele Berardi, Maria Mangiatordi e Santina Mastropasqua, il Consigliere provinciale Flavio Omobono, il presidente del Consiglio comunale Aldo Sigrisi e i Consiglieri comunali del Pd Alfio Giuga, Leonardo De Vanna, Tommaso Malerba, Francesco Tempesta e Mimmo Tricarico.
Una nota che rimanda al mittente, punto per punto, tutte le accuse. «E’ apparso un comunicato di un sedicente e vigliacco gruppo di membri del coordinamento cittadino del PD, che non hanno avuto il coraggio di apporre la loro firma alle disgustose e diffamatorie accuse al segretario cittadino del Partito Democratico Mario De Leo».
«Nel confermargli la nostra stima – scrivono -, testimoniamo a Mario la nostra solidarietà e la piena condivisione del percorso di bonifica del Pd locale da lui intrapresa. Il segretario Mario De Leo in questi giorni si è fatto interprete del sentimento di indignazione di tutti noi e della stragrande maggioranza degli iscritti e simpatizzanti del Pd terlizzese, oramai stanchi di assistere al continuo sabotaggio delle istituzioni locali e del partito da parte dei consiglieri comunali Michele Grassi e Paolo Ceci, cui si è recentemente unito il consigliere Pasquale Adamo».
«Condividiamo – aggiungono – la decisione di espulsione dei 3 consiglieri, dopo l’ultima bravata del loro voto contrario che ha prodotto la bocciatura dell’assestamento di Bilancio e riteniamo che sia arrivato il tempo delle scelte difficili ma improrogabili, stante la loro insanabile lontananza dai principi etici e dalla linea programmatica e politica del Partito Democratico. Il Pd di Terlizzi non è il partito “di famiglia” e continuerà a resistere ai loro continui sforzi di espugnarlo e agli attacchi abietti e ripugnanti che coinvolgono, come in questo caso, le famiglie degli amministratori e del segretario politico. Nonostante questa forte opposizione interna, in questi anni abbiamo governato la città con rettitudine rendendola migliore. Ora cambieremo il Partito Democratico obbligando famiglie e cariatidi a farsi da parte e non basterà rifugiarsi sotto il mantello protettivo di un onorevole nominato, che solo gli ingenui continuano ritenere lontano dalle trame terlizzesi».
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