Valzer nella Giunta comunale, ecco tutti i retroscena
La ricostruzione “notarile” del segretario cittadino del Pd, Mario De Leo
Il caso Terlizzi arriva sui tavoli delle segreterie regionali e provinciali del Pd. Del resto la giostra continua della entrata ed uscita dalla giunta comunale di esponenti del partito e le parole di fuoco del Sindaco, Vincenzo di Tria, sul comportamento dei Consiglieri della corrente Quarta fase nel corso del Consiglio comunale, ha provocato l’interesse dei vertici regionali e provinciali del Partito democratico.
Ecco, dunque, cosa è avvenuto a Terlizzi secondo la ricostruzione "notarile" offerta da Mario De Leo, segretario cittadino del partito. Una ricostruzione ora per ora di una delle pagine più negative della recente storia politica cittadina.
«E’ necessario e utile – scrive De Leo a Sergio Blasi e Vito Antonacci, rispettivamente segretari regionale e provinciale del Pd – fare una doverosa premessa per ben comprendere alcuni passaggi e atteggiamenti politici. A seguito di numerosi e qualificati interventi tesi a rivedere la mia personale posizione di disimpegno, per ragioni personali, alla funzione di Segretario politico cittadino del Partito Democratico, d’accordo con le Segreterie Regionale e Provinciale lunedì 28 novembre offrii la mia disponibilità a riprendere la guida del Partito a condizione che fossero esperiti tutti i tentativi possibili per una vera riappacificazione politica».
«Le Segreterie – precisa – correttamente si offrirono di collaborare al raggiungimento di questo obiettivo e lunedì stesso furono stabilite modalità e tempistica affinché alla riunione del Partito partecipasse lo stesso Segretario Provinciale. Fu deciso che avrei provveduto a trasmettere comunicato stampa in attesa di convocazione degli organi di partito».
«Veniamo ai fatti. In data 29 novembre – ricorda Mario De Leo – era stato convocato in prima seduta il Consiglio Comunale ove si sarebbe discusso, fra l’altro, l’assestamento di bilancio comunale. All’inizio di seduta viene chiesta dal capogruppo PD una sospensione dei lavori in modo da definire alcune strategie utili ai lavori e a sostenere un provvedimento che indubbiamente qualifica positivamente le scelte amministrative. Alla riunione partecipano i consiglieri comunali e gli assessori del Pd. Comunico le mie decisioni e confermo che la verifica politica interna al Pd sarà effettuata entro lunedì 5 dicembre per gli impegni politici e amministrativi del Segretario Provinciale. Ho richiamato tutti al senso di responsabilità rimandando la discussione degli altri problemi solo di pochi giorni. Lo stesso Sindaco si è reso disponibile ad una verifica politica subito dopo la conclusione del Consiglio Comunale previa discussione nelle sedi di partito».
«La maggioranza dei consiglieri comunali – ricostruisce De Leo – ha condiviso questa soluzione. I consiglieri Adamo, Ceci e Grassi pur con diverse motivazioni hanno espresso il loro diniego a votare il provvedimento se prima il Sindaco non annunciasse l’azzeramento della giunta comunale. Dopo vari tentativi di mediazione in cui le posizioni non mutavano, prima della ripresa dei lavori del Consiglio Comunale si effettuava un incontro con i partiti della coalizione. Verificata la difficoltà del Pd si stabiliva di effettuare una verifica politica programmatica entro la prossima settimana dopo il chiarimento interno al Partito Democratico. Si conveniva di riprendere i lavori del Consiglio Comunale. Continuavano le trattative per evitare ulteriori lacerazioni e danni all’immagine politica e amministrativa del Partito Democratico. Il capogruppo ed il segretario del Pd cercavano di trovare con i tre consiglieri comunali le ragioni di un accordo perché il suddetto punto in discussione doveva obbligatoriamente essere approvato entro il 30 novembre».
«Dopo tanti estenuanti tentativi – afferma ancora De Leo – il consigliere Grassi propone al capogruppo che il provvedimento poteva essere votato a condizione che l’IdV fosse presente in aula in modo da avere tutta la coalizione di centrosinistra presente e fosse chiesta una sospensione della discussione per una verifica solo tecnica del provvedimento. Pur non condividendo l’iter per ragioni metodologiche e politiche in quanto il provvedimento era già in discussione da ore, insieme al capogruppo abbiamo chiesto al consigliere IdV di rientrare in aula per chiedere la sospensione della discussione sull’assestamento e che si era convenuto di effettuare un incontro di coalizione ad oras per l’esame tecnico del suddetto punto iscritto all’o.d.g. del Consiglio comunale».
«Ho informato adeguatamente – sottolinea De Leo – il segretario provinciale di ogni avvenimento. Il Consiglio Comunale è stato sospeso e aggiornato alle 16,30 del giorno 30 novembre così come richiesto dai 3 consiglieri comunali del Pd. Come concordato è stata indetta una riunione alla quale sono stati invitati tutti i consiglieri comunali della maggioranza, gli assessori ed i segretari di partito per verificare tecnicamente il provvedimento che non ha avuto bisogno di alcuna variazione. Nella stessa seduta è stato illustrato anche il provvedimento di utilizzo dell’avanzo di amministrazione che la giunta ha l’obbligo di approvare entro il 30 novembre. I partiti di coalizione concordavano che entro la prossima settimana deveva aprirsi la fase di verifica politica per il rilancio dell’azione amministrativa».
«Il 30 novembre – continua la ricostruzione del segretario cittadino del Pd – il consigliere Grassi chiede di non iniziare i lavori del Consiglio Comunale in attesa del segretario provinciale che aveva manifestato la volontà di essere presente a Terlizzi per dare conforto al partito e assicurare il suo impegno evitando ulteriori fratture interne. A Grassi è stato risposto che i problemi della città hanno prevalenza su quelli di un partito e che non era concepibile un incontro ecumenico del Pd mentre era in atto una riunione di Consiglio Comunale. Grassi durante il suo intervento sulle dichiarazioni di voto afferma che non voterà il provvedimento se il Sindaco prima non si pronunci in merito alla giunta (azzeramento). Il risultato è che il provvedimento viene bocciato con 11 voti (8 della minoranza e 3 dei consiglieri Pd: Adamo, Ceci e Grassi) si astengono IdV e Udc e 8 voti favorevoli (7 Pd e 1 Verdi)».
«Questi – conclude De Leo – i fatti descritti in modo notarile. Il segretario provinciale Avv. Vito Antonacci ha vissuto direttamente la vicenda avendo raggiunto Terlizzi alle 19,35, mentre era in corso la votazione. Credo che alla luce stringata degli avvenimenti descritti le segreterie debbano provvedere agli atti consequenziali».
Quali siano questi atti De Leo non lo dice, ma è chiaro che la situazione politica di Terlizzi va affrontata e risolta una volta per sempre.
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