Nuovo terremoto politico a Terlizzi, fuori dalla giunta il vicesindaco Tricarico

Francesco Pittò

Ritirata la delega al Consigliere Grassi. Amministrazione battuta sull’assestamento di Bilancio

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Nuovo terremoto politico a Terlizzi al termine di una infuocata e travagliata seduta del Consiglio comunale che ha visto l’Amministrazione di Tria andare sotto in sede di voto sull’assestamento di Bilancio. Determinante il voto contrario di tre consiglieri di maggioranza: Pasquale Adamo, Paolo Ceci e Michele Grassi, aderenti al gruppo Quarta Fase.

Un comportamento in aula che ha provocato l’immediata reazione del Sindaco, Vincenzo Di Tria, che dopo aver ricordato che questo «voto contrario colpisce l’intera macchina comunale e tutta una serie di attività utili ai cittadini», ha ritirato la delega assessorile ai Lavori Pubblici a Vito Tricarico, vice sindaco e le funzioni al consigliere Michele Grassi quale delegato su materie urbanistiche.

L’Italia dei Valori di Terlizzi, per bocca del consigliere Michele De Chirico (in altro articolo pubblichiamo le sue dichiarazioni, ndr), chiede al sindaco una verifica politica per capire se esista ancora una maggioranza di centrosinistra in grado di guidare la città, astenendosi nel corso della votazione sull’assestamento di bilancio.

In ogni caso la bocciatura dell’assestamento di Bilancio avrà una serie di ripercussioni sulla macchina comunale, poiché è un passaggio finanziario cruciale di fine anno che permette al Comune di garantire tutta una serie di attività utili ai cittadini. Ma quel che è peggio è il dato politico che emerge da questa seduta del Consiglio comunale: il gruppo di Quarta Fase solo qualche mese fa si era riavvicinato al Pd ed alla coalizione di centrosinistra, dopo una contrapposizione durata tre anni e il 28 ottobre si era visto pienamente integrato nell’amministrazione attiva con la nomina dell’ing. Vito Tricarico ad assessore ai Lavori Pubblici con funzioni di vicesindaco e lo stesso consigliere Grassi era stato delegato dal Sindaco su materie urbanistiche.

Ma alla prima prova sul campo l’alleanza non ha retto: «Evidentemente – si legge in una nota diffusa dall’Amministrazione comunale – il gruppo Quarta Fase non desiderava la pacificazione all’interno del Pd, ma il pieno dominio delle scelte e delle dinamiche interne ed esterne all’amministrazione comunale. Non sono stati accontentati e non lo saranno nel futuro perché esiste una classe politica oggi a Terlizzi che vuole arginare questa deriva e queste antiche prassi che tanto male hanno fatto al paese nei decenni passati».

«Venendo all’Italia dei Valori – aggiunge la nota del Sindaco Vincenzo di Tria -, in questi anni ha sempre mantenuto un atteggiamento responsabile e politicamente coerente e a maggior ragione oggi dovrebbe stringersi agli uomini e alle donne del centrosinistra che stanno cercando di dare un esempio di buona politica e di sana amministrazione. La delega alla Legalità che l’IdV ha in Giunta, in piena coerenza con i valori politici del partito, dovrebbe indurla ad apprezzare i comportamenti e le recenti scelte di legalità del Sindaco e degli assessori che lo affiancano, e giammai a contrastarli. Per questo non reintegrerò gli assessori rimossi, non azzererò la giunta, come hanno chiesto i suddetti tre consiglieri eletti nel Pd, e non mi dimetterò come tanti fanno per raggiungere, nei 20 giorni previsti per legge, i compromessi che io e le persone per bene che mi sono vicine non abbiamo mai avallato in questi ultimi tre anni».

«L’unica verifica politica possibile – conclude il Sindaco – a questo punto è una verifica a tutto campo, perché è del tutto evidente che non si può più dare credito a consiglieri comunali che reiteratamente vengono meno a valori e principi politici, ma va esaminato il terreno politico per raccogliere tutte quelle risorse capaci di dare risposte alla città e di garantirle una prospettiva di crescita morale, sociale ed economica. Solo con l’ausilio delle forze sane e responsabili della città, che si ritrovano in un progetto di fine mandato e con alleanze strategiche per il futuro, sarà possibile ricreare una coalizione robusta e impermeabile ai condizionamenti».

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