Patto di stabilità regionalizzato, l’Anci replica ai costruttori: “E’ anche merito nostro”

redazione

Il presidente Luigi Perrone spiega: “E’ una necessità proposta proprio dai Comuni”

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Dopo la denuncia del Presidente dell’Ance Puglia Salvatore Matarrese, in merito al Patto di stabilità regionalizzato ed alla presunta inerzia dei Comuni nel comunicare – entro il termine del 15 ottobre – alla Regione l’importo dei pagamenti alle imprese appaltatrici di opere e servizi da effettuare entro fine anno, è giunta la replica del Presidente dell’Anci Puglia Luigi Perrone, Sindaco di Corato.

«In primo luogo va chiarito un concetto – scrive Perrone – e cioè che l’adozione del provvedimento da parte della Regione Puglia circa il patto di stabilità regionalizzato si deve anche al ruolo decisivo svolto da Anci Puglia e Upi Puglia, che hanno rappresentato efficacemente all’ente regionale sia le difficoltà dei Comuni, bloccati dal Patto di stabilità per i pagamenti alle imprese appaltatrici di opere pubbliche, sia le difficoltà delle stesse imprese che rischiano pericolose e pesanti situazioni fallimentari. Pertanto, si deve anche alla tenace e costante azione dell’Associazione dei Comuni pugliesi se si è giunti al Patto di stabilità regionalizzato, proprio perché è innanzitutto interesse di tutti i Comuni evitare la paralisi delle opere pubbliche e le azioni giudiziarie da parte delle imprese per la riscossione dei crediti maturati».

«In secondo luogo – aggiunge il Sindaco Perrone -, data la complessità delle operazioni da mettere in atto, i Comuni pugliesi interessati, che sono 174 (quelli con popolazione superiore ai 5.000 abitanti) su un totale di 258, sono stati impegnati sino allo scadere del termine assegnato per adottare gli atti da inviare presso i competenti uffici regionali, al fine di accedere ai benefici del patto di stabilità regionalizzato. In terzo luogo, lo scorso 13 ottobre Regione Puglia, Anci Puglia e Upi Puglia hanno raggiunto in cabina di regia l’accordo per l’attuazione del patto di stabilità orizzontale, ai sensi dell’art.1 cc.141 e 142 della L.220/10, pur in assenza della pubblicazione del decreto ministeriale di attuazione».

«Tale patto – spiega il presidente Anci Puglia -, finalizzato come il patto verticale esclusivamente agli investimenti, funzionerà come una sorta di camera di compensazione fra i Comuni che avranno necessità di spazi finanziari e Comuni che invece ne hanno in esubero e che ricomporranno gli spazi finanziari ceduti o recuperati entro il biennio successivo. L’Anci e i Comuni pugliesi sono mobilitati su questo fronte. Entro il 21 ottobre devono pervenire in Regione le richieste di cessione/acquisizione degli spazi finanziari da parte delle amministrazioni comunali interessate. Alla luce di tali circostanze oggettive, quindi, intendo ribadire il ruolo fortemente attivo dei Comuni per svincolarsi dalle tenaglie del patto di stabilità nell’ambito delle opere pubbliche, al duplice scopo di assicurare alle comunità amministrate la realizzazione dei lavori programmati indispensabili alla crescita del territorio e di evitare la crisi finanziaria delle imprese con ripercussioni sullo stato occupazionale dei dipendenti».

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