“Vogliamo i Terlizzesi per Terlizzi”
Lo slogan rilanciato dal movimento civico “Terlizzi Libera”
“Terlizzesi per Terlizzi”: è questo lo slogan scelto dal movimento Terlizzi Libera. Uno slogan utile ad aprire una riflessione sul futuro, non solo politico, della città. Ecco, allora, la riflessione a voce alta dei vertici del movimento civico che ha inviato una lettera aperta ai cittadini terlizzesi, partendo dai temi nazionali per arrivare al contesto locale.
«Grazie Presidente Giorgio Napolitano per le parole pronunciate nel ricordo di Luigi Einaudi: “Bisogna riportare la politica e l’etica politica alla dignità e nobiltà che le spettano”.
E’ in questo solco che noi cittadini terlizzesi uniti sotto il simbolo di Terlizzi Libera, ci muoviamo. Quelle parole sono per noi la bussola che ci orienta.
Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo.
Nella cosìddetta “Prima Repubblica”, in un passato ormai superato da cambiamenti epocali e consegnato al giudizio della storia, le persone che hanno fondato Terlizzi Libera militavano nell’area del socialismo moderato e riformista. La laicità dello Stato, la equità retributiva, la fiscalità proporzionata al reddito, lo stato sociale solidale e attento ai più deboli, erano e sono i nostri valori guida.
Ora niente è come prima, tutto cambia profondamente e velocemente, noi popoli del mondo occidentale abbiamo un sistema di protezione sociale che altre aree geografiche non hanno. Cina e India con i loro 2,5 miliardi di persone invadono i mercati di prodotti a prezzi impossibili per le nostre aziende. Ecco allora che nel mondo occidentale le economie sono scosse e si aprono le discussioni sui grandi temi quali la tutela del lavoro, i rapporti industria-sindacati, le politiche fiscali, economiche e sociali.
E’ necessario affrontare i terremoti economici mondiali che si susseguono e che lasciano sotto le macerie imprenditori, disoccupati, famiglie che scivolano nella povertà. E’ necessario porre la priorità di intervento nello sviluppo economico che genera lavoro e reddito per i giovani di oggi e per gli anziani di domani.
Mai come ora è vero il principio che lo “Stato siamo noi” e che la piramide sociale che prima poggiava sul vertice adesso ruota e si poggia sulla base, così come deve essere.
Dunque è il Comune, la prima forma di cittadinanza organizzata, quella che a noi piace chiamare “famiglia sociale”, a doversi assumere il compito di creare nel suo ambito territoriale economia e occupazione.
Se ciascuno degli 8000 Comuni d’Italia aumentasse annualmente di un punto il proprio pil e riducesse di un punto la percentuale di disoccupazione locale, tutta la Nazione ne avrebbe beneficio. E’ questa la impegnativa sfida del futuro: una democrazia finalmente compiuta.
E’ proprio ciò che pronunciò il Presidente USA J.F.Kennedy in un suo famoso discorso: “Non chiedetevi cosa può fare il vostro Paese per voi, chiedetevi che cosa potete fare voi per il vostro Paese “
Questa è la logica del federalismo fiscale che darà l’autonomia impositiva ai Comuni ma soprattutto affiderà ai cittadini la responsabilità del controllo degli eletti all’esercizio del buon governo del Comune.
Quale è invece lo “stato dell’arte” di questa classe politica che governa da più di otto anni la nostra Città?
Eravamo tentati di usare lo stesso linguaggio e gli stessi metodi adoperati dai quattro partiti ( PD, IDV, SEL, Verdi ) che hanno apposto il loro simbolo sotto il foglio dal titolo “mostri di coerenza” che volenterosi loro adepti hanno distribuito il 23 settembre in villa mentre il consigliere comunale Michele Dantes stava tenendo un comizio.
Noi non andremo a disturbare i comizi che terranno il PD, l’IDV, il SEL, i Verdi.
Non useremo il loro linguaggio “Dantes, il qualunquista di destra e il suo manipolo di allegri compari di Terlizzi Libera”.
Ricordiamo soltanto che, con l’ingresso in consiglio comunale di Michele Dantes, avremmo potuto “esautorare” il rappresentante in giunta del SEL il dottor, professor, assessor Domenico Paparella . Ma noi quel modo di fare politica la sentiamo vecchia e dannosa, non consona ai cambiamenti epocali che sono in corso.
Però ci impressiona il fatto che costoro, con quel linguaggio, con quei metodi e con i risultati che hanno prodotto a Terlizzi, non si rendano conto di essere lontani dalla gente, chiusi nella loro “torre d’avorio”, ormai ignorati e mal sopportati da una gran parte della popolazione terlizzese.
Infatti come è possibile che questa classe dirigente “aggredisca” Terlizzi Libera che chiede di spendere più soldi per i servizi sociale e meno per cultura e spettacoli? Come è possibile che ci si “sequestri” dei manifesti nei quali diamo voce alla difficoltà delle famiglie che non hanno il denaro per mandare i figli a scuola? E non è forse vero che le spese per il diritto alla salute sono sempre più gravose ed insoltenibili ? Questi sono solo alcuni dei problemi che i cittadini vivono sulla propria pelle e ai quali noi stiamo dando voce. Non deve forse il Sindaco di tutti i cittadini ascoltare ed essere vicino ai più deboli?
E’ scandaloso chiedere che in un momento di gravissima difficoltà economica si prendano iniziative coraggiose e si facciano interventi emergenziali di sostegno ai più bisognosi? Evidentemente costoro sono “in tutt’altre faccende affaccendati, a questa roba sono morti e sotterrati”.
Quale futuro per Terlizzi? Parliamone.
E’ questo il tema che poniamo in una discussione aperta a tutti gli uomini e donne che vogliono assumersi il compito di tracciare il destino della loro “famiglia sociale” chiamata Terlizzi. E’ l’impegno che chiediamo si assumano tutte le Associazioni, Movimenti, Liste Civiche e Partiti politici che vorranno discutere di questi temi. Senza pregiudiziali etichettature di appartenenza a schieramenti ideologici ormai obsolete, pretestuose e funzionali solo ad interessi personalistici. “Terlizzesi per Terlizzi” è questo il nostro slogan».
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro