“Anti – Porcellum”, anche Sinistra Ecologia e Libertà invita a firmare per il referendum
Saranno in piazza domenica 18 settembre a partire dalle 10.30 per raccogliere le firme che serviranno al referendum per abrogare l’attuale legge elettorale, la cosiddetta legge Porcellum, gli aderenti a Sinistra Ecologia e Libertà.
Tutte le sere, inoltre, sino al 20 settembre sarà possibile firmarep resso la sede del partito in Viale Roma.
Una mobilitazione che mira al raggiungimento dell’obiettivo del mezzo milione di firme a livello nazionale.
«Oggi i parlamentari italiani sono nominati dai segretari di partito. Non rispondono ai cittadini, ma sono fedeli a chi li ha candidati. La colpa è del ‘porcellum’, l’attuale legge elettorale, che prevede liste bloccate per la scelta dei parlamentari, possibilità di cambio di casacca in corsa per chi è pronto a tutto per conservare il posto, regole diverse tra Camera e Senato (che determinano maggioranze instabili). Il referendum permetterebbe di tornare alla legge precedente, il mattarellum, che prevede l’elezione dei parlamentari in collegi territoriali, eletti che rispondono ai cittadini, chiarezza del vincitore, in ogni collegio e in Italia» spiegano dal partito.
«In un momento drammatico come questo, con il Governo italiano commissariato dall’Europa, il Paese ha piu’ che mai bisogno di un Parlamento pienamente rappresentativo, capace di prendere decisioni impegnative ma condivise da tutti. Affidando la nomina dei parlamentari a pochi capipartito, la legge elettorale che chiamiamo Porcellum li ha separati dai cittadini, facendoli apparire come una casta di privilegiati. Vogliamo impedire che la “legge porcata” sporchi anche il prossimo Parlamento: lo dicono in troppi da 6 anni, ma il porcellum è ancora lì. Firmate per consentire al popolo di abrogarla. Firmate per ridare al cittadino il diritto costituzionale di scegliere i propri rappresentanti attraverso i collegi uninominali. Firmate per rafforzare e migliorare il sistema bipolare italiano e assicurare l’alternanza politica, consentendo ai cittadini di scegliere i parlamentari e chi deve governare il Paese».
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