Terlizzi senza confini

La Redazione

S’intensifica l’azione associativa: non ancora concluso il “progetto estivo”, già avviato quello invernale “Accogli anche tu!”

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È in fase di completamento il progetto estivo, ma la coda di agosto, in Associazione, non fa registrare né pause né rallentamenti.

Accoglienza senza confini Terlizzi Onlus ha infatti avviato la preparazione delle coppie che, aggiungendosi alle attuali, nel numero di 40, potranno ospitare i bambini bielorussi in arrivo da Minsk a Bari Palese nel dicembre 2011.

Tre gli incontri finora svolti, animati da Paolo Leovino, responsabile del progetto, e dalla psicologa Maria Teresa Amenduni: utili a sondare le motivazioni, a valutare il coinvolgimento umano e a ponderare le dinamiche interne ai nuclei familiari, specie in presenza di figli di sangue.
Il percorso – in cui è possibile ancora inserirsi con il semplice contatto telefonico al 3473575617 o con l’invio di un fax allo 0802463508 o di una mail a terlizzi.accoglienza@libero.it – si concluderà con la consegna, alle coppie ospitali, dell’attestato di partecipazione al corso di preparazione, dello statuto dell’atto costitutivo dell’Associazione e delle regole all’ospitalità: fissano i principi di fondo dell’accoglienza, le finalità e la struttura dell’organismo.

Ma, al di là degli aspetti formali, quanti si accostano alla nuova realtà comprendono immediatamente che l’azione associativa è nei fatti, oltre che per definizione, veramente “senza confini”; assolutamente non limita, cioè, al “traghettamento” del maggior numero di giovani bielorussi dal loro Paese verso l’Italia, ma tesa a favorire in pieno l’accoglienza affettuosa, lo svago, la crescita educativa, la salute fisica e psichica dei ragazzi.

In quest’ottica il “progetto estivo 2011” non si è occupato solo degli aspetti ludici e socializzanti ma si è sviluppato responsabilmente anche attraverso una serie di visite e di applicazioni mediche di tipo odontoiatrico e oculistico senza trascurare l’annuale monitoraggio tiroideo affidato ai pediatri Giacinto Brucoli e Vincenzo Mastandrea per la copertura dal principale rischio alla salute dei ragazzi, che nello specifico rinviene dalle radiazioni nucleari assorbite nella terra d’origine.

«L’Associazione è fiera di quest’azione di tutela ad ampio raggio, tanto più perché fondata esclusivamente sul volontariato.
Tra i successi recentemente conseguiti, due risultano di particolare rilievo.
Il primo rinvia all’ospitalità ricambiata da alcune famiglie italiane nei confronti delle rispettive bielorusse, tutrici dei minori. L’intento è di consolidare la conoscenza reciproca e di rendere più efficace la comune opera educativa orientata alla crescita equilibrata dei bambini accolti.
Il secondo riguarda uno fra questi, ormai maggiorenne: è rientrato nei flussi di lavoro accordati a stranieri regolarmente assunti nel nostro Paese. Considerati i tempi, si tratta di una grande novità, perché il giovane potrà realizzarsi, socializzare e risiedere stabilmente lì dove intravede stabili prospettive di futuro».

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