«Una polemica di troppo», Di Tria risponde alle contestazioni sulla rotonda di Viale Roma
Legambiente, Pdl, semplici cittadini. In molti avevano avversato il provvedimento urbanistico adottato dal Consiglio Comunale che prevede su Viale Roma un rondò finalizzato ad agevolare lo scorrimento del traffico, ma che ha il grave limite di tagliare una parte del Parco Comunale.
Non avevamo ancora sentito la voce dell’amministrazione comunale, che oggi tiene ad esporre a tutta la cittadinanza attraverso i mezzi di informazione le motivazioni della scelta.
Questa la risposta del sindaco Di Tria.
«Fin dal 1994 il Piano Regolatore Generale della nostra città ha previsto nei pressi del Campo Sportivo un sottopasso che eliminasse il passaggio a livello, deviando il traffico di viale dei Lilium su viale Roma.
Questa amministrazione comunale ha avuto il merito di far stanziare dalla Regione Puglia ben 7,5 milioni di euro di fondi comunitari per dare attuazione alle previsioni di PRG, pure in questo caso senza attingere dalle casse comunali (così come già fatto per il cavalcavia di prossima inaugurazione). Anche quest’opera pubblica verrà eseguita dalla Ferrotramviaria spa, che realizzerà altresì la rete viaria ad essa collegata.
Nei giorni scorsi è montata la polemica su quella parte di progetto che, prevedendo su viale Roma un rondò con il compito di meglio canalizzare il flusso veicolare proveniente dal sottopasso, ritaglia di circa 200mq il Parco Comunale.
Ne è scaturita persino una raccolta di firme, su iniziativa del locale circolo di Legambiente e del PDL terlizzese, che ha visto molti cittadini esprimersi contro questa previsione e chiedere la revoca della deliberazione del Consiglio Comunale, avente per oggetto l’approvazione del progetto esecutivo del sottopasso.
È da premettere che il nostro Parco ha una superficie di ben 35.000mq ed il modesto intervento che ne sottraeva 200mq su viale Roma, non ne avrebbe certamente compromesso la funzionalità.
Conveniamo comunque con Legambiente sulla necessità di ridurre al minimo l’impatto dell’opera pubblica sulla città e restiamo convinti della bontà del percorso attivato per la realizzazione dell’opera, concepita per risolvere problemi e non per crearne di nuovi.
Tutti, infatti, sappiamo quanto complicata sia diventata la gestione dei passaggi a livello cittadini da quando è stato ampliato il servizio ferroviario ed il traffico dei treni è diventato più intenso.
Le lunghe code di auto e mezzi pesanti che si formano alle barriere, oltre a rendere difficile il collegamento alla zona artigianale, arrecano un danno all’ambiente con i grandi volumi di gas di scarico immessi in atmosfera ed impediscono ai mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine di transitare rapidamente da una parte all’altra della città.
Siamo perciò sicuri che la realizzazione del sottopasso nonché della nuova viabilità di collegamento renderanno più moderna, funzionale e sostenibile la nostra Terlizzi.
Così come ci si era impegnati a fare, subito dopo la tavola rotonda promossa da Legambiente, l’Amministrazione Comunale unitamente alla Ferrotramviaria spa (progettista dell’intervento), ha avviato ulteriori verifiche, constatando che:
• il tracciato del sottopasso è corretto e non potrà essere variato così come incautamente proposto da uno dei relatori nell’incontro pubblico;
• apportando modeste modifiche sarà possibile arretrare il rondò in questione, facendo in modo che non venga intaccato il Parco Comunale.
Riteniamo anche che l’intera vicenda del rondò del sottopasso sia stata utilizzata ad arte da alcuni per una mera speculazione politica che poco ha a che fare con la tutela dell’ambiente e che nasconde l’insano ed infausto proposito di vanificare l’operato della pubblica amministrazione, annullandone gli atti e facendo perdere il relativo finanziamento pubblico.
I cittadini che hanno sottoscritto la petizione lo hanno fatto per migliorare la nostra città e non certamente per danneggiarla sottraendole opere pubbliche importanti e necessarie.
Alle loro legittime aspettative abbiamo già dato una risposta facendo modificare il progetto originario ed evitando il ritaglio di un’area del Parco Comunale».
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