Rulab, le domande di un nostro lettore

La Redazione
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera aperta di un nostro lettore, il sig. Nico Marziale, relativa al "Rulab"

Ieri leggendo la notizia del Rulab sono stato subito preso dalla voglia di scrivere una lettera al Livenetwork per provare un attimo a ragionare su alcune questioni riguardo alle metodologie che vengono usate in questo comune per fare cose che impattano sulla nostra vita.

Non ho voluto prescindere dalla mia onestà intellettuale, mi sono fermato, sono andato in pinacoteca e prima di scrivere qualcosa mi sono documentato, mi sono reso conto degli attori in campo, delle metodologie e dell’effettiva partecipazione dei cittadini.

Io non faccio il politico, non devo per forza dire che una cosa è fantastica se l’ha fatta la mia fazione o è pessima se l’ha fatta l’altra fazione; non lo nascondo sono stato un sostenitore di questa amministrazione e per me la pretesa di spiegazioni è direttamente proporzionale all’ impegno politico profuso, e poi aldilà delle mie convinzioni giuste o sbagliate che siano, non credete che un amministratore debba sempre e comunque dare spiegazioni preventive e consuntive di quello che intende fare e di come spende i suoi budget, ossia i nostri soldi?

Ieri al Rulab non c’era nessuno, nella mezz’ora nella quale sono stato in pinacoteca si sono affacciati due cittadini; due dei tre ragazzi del Rulab mi hanno colpito positivamente, sono stati gentili, professionali, mi hanno ascoltato, mi hanno fatto domande su Terlizzi, ma alla mia domanda “a chi porto il documento dei miglioramenti proposti da alcuni abitanti del mio quartiere?” mi è stato risposto “stiamo aspettando un tavolo di due metri sul quale mettere una grande planimetria dove potrai mettere dei postit georeferenziati con la tua idea”.

Insomma tutto molto scenico, in pieno stile alternativo: cartelloni, cose colorate, disegni, parole incomprensibili, e tanti concetti astratti. Riguardo alla concretezza dell’operazione, mi riservo di seguire il prosieguo dei lavori.

Di concreto ho visto solo il rendering tridimensionale del progetto realizzato all’architetto Gianferrini(così mi hanno detto); se è vero che l’ha fatto un dirigente del comune, allora devo fargli i complimenti e non sono sarcastico, sono serio, a Terlizzi su molti progetti si è visto solo un nome dopo la dicitura "Arch.".

Comunque i quesiti che mi pongo sono: Quanto costa questa consulenza? Perché aver scelto dei professionisti baresi e non professionisti sul territorio?
E’ prevista nella consulenza anche la fornitura di un sito internet? E se si, perché non è stato acquistato un servizio professionale di hosting ed invece è stato usato uno spazio blog gratuito? In che modo le idee o le critiche dei cittadini impatteranno di fatto sul progetto finale? E’ possibile che dobbiamo sapere di una iniziativa del genere il giorno stesso in cui inizia? Infine volevo concludere dicendo che a mio parere tutti gli esperimenti di progettazione partecipata se non partono dal basso, cioè dai cittadini, e vengono calati in questo modo, lasciano il tempo che trovano; però questa è solo la convinzione di chi ha coordinato il primo vero processo di progettazione partecipata nel comune di Terlizzi, senza soldi……… gratis!

Nico Marziale

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