Amministrazione in piazza parla di urbanistica
In un comizio tenutosi giovedì l’amministrazione risponde alle polemiche sulle varianti urbanistiche
Qualcosa si sblocca sul piano urbanistico al comune di Terlizzi e il sindaco e gli assessori scendono in piazza per un comizio in cui fanno luce sull’abbandono dell’aula del consiglio comunale da parte di qualche consigliere della maggioranza al momento del voto sul piano regolatore.
Ad introdurre è stata l’Assessore alle Politiche Sociali Santina Mastropasqua che ha messo in risalto il lavoro fatto dalla squadra che ci amministra.
«E’ stato potenziato il corpo dei vigili urbani perché sempre più vigili siano in mezzo alla nostra gente» ha esordito l’assessore Mastropasqua.
Relativamente all’assessore all’ambiente De Leo ha ribadito il forte impegno dell’amministrazione circale bonifiche ambientali alla via vecchia di Sovereto alla Via di Mariotto. «Bonifiche importanti che hanno richiesto lo smaltimento dell’amianto, abbiamo realizzato le isole ecologiche e stiamo ricevendo finanziamenti per la raccolta differenziata dei rifiuti».
«L’assessore Berardi ha portato a termine i 46 alloggi nei pressi dell’ospedale; sono stati rifatte le facciate della scuola don Pappagallo: è sotto gli occhi di tutti quel gioiello di scuola che abbiamo. L’importo investito è di cinquecentocinquantamila euro per ristrutturare quella scuola. Sono stati spesi circa un milione di euro per rifare l’asfalto delle strade e duemilioni di euro sono stati impegnati per il rifacimento della fogna bianca in Via Nicola Quercia. Nel campo sociale abbiamo ottenuto un milione di euro di per ristrutturare il conservatorio Immacolata Concezione ed è di oggi la notizia che la Regione ci ha riconosciuto un finanziamento di cinquecentomila euro per ristrutturare il piano interrato della scuola don Pappagallo».
Lungo il discorso dell’assessore Mastropasqua: «vi voglio parlare di due beni che abbiamo restituito alla Città ovvero la Pinacoteca De Napoli in cui l’assessorato alla cultura ha organizzato una mostra lo scorso anno. Abbiamo consegnato il nuovo mercato dei fiori, vero gioiello per la nostra Terlizzi e per chi lavora nell’agricoltura. Non è tutto: tra qualche settimana sarà consegnato il MAT e sarà posto alla vostra attenzione il teatro Milllico vero gioiello della nostra Città».
La lunga arringa ha comunque riguardato il tema del comizio: l’urbanistica. «Cari amici noi vi abbiamo invitato per parlare soprattutto dell’urbanistica. Per voi terlizzesi sono state approvate definitivamente in consiglio comunale cinque lottizzazioni. Cinque lottizzazioni significano sviluppo in maniera armonica intorno al centro attualmente abitato. Le famiglie vivono in maniera serena e armoniosa grazie a due cose: alla casa e al lavoro. Le famiglie senza questi elementi vivono nel disagio.
Terlizzi in questo momento sta raggiungendo un obiettivo importante a cui non possiamo derogare costi quel che costi. A Terlizzi finalmente stanno per cominciare a costruire e se si costruisce c’è lavoro per il muratore, per il falegname per il fabbro; lavorano le imprese c’è movimento per il paese. Abbiamo apportato delle varianti al piano regolatore perché è vecchio, perché dobbiamo renderlo più snello. Il nuovo magistrale non era previsto vicino al nuovo palazzetto dello sport ma ora lo è e abbiamo rivisto la viabilità. Proprio quando Terlizzi sta sbloccando il piano forze oscure stanno tendendo un tranello all’amministrazione di Tria.
Allora cari amici dobbiamo chiederci chi ha interesse perché il piano regolatore non sia applicato? Chi ha interesse in questa città perchè non siano restituite le case ai terlizzesi? Chi ha intersesse perche resti tutto fermo ? Questa è la domanda che ci poniamo questa sera insieme a voi. Parti della maggioranza stanno ponendo questo tranello all’amministrazione di Tria; parti della maggioranza che parlano di bene comune e di interesse della collettività. Lo fanno a parole ma quando si è trattato di votare su questi provvedimenti sono usciti dall’aula o hanno votato contro, cari concittadini. Hanno gettato fango e calunnie su persone trasparenti che lavorano per il bene comune ogni giorno e anche di notte se è necessario. Sappia questa gente che noi non ci piegheremo a nessun ricatto ma continueremo a fare l’interesse di chi ci ha votato l’interesse delle famiglie di Terlizzi».
Lungo anche il soliloquio finale del sindaco Vincenzo di Tria che, partendo da tempi politici di respiro nazionale ha poi spostato la sua attenzione sulla realtà terlizzese.
«Non so se ci sono le forze oscure di cui parla l’assessore Mastropasqua,. Di certo c’ è un problema enorme si parla di casa quando in un momento in cui pochi cittadini terlizzesi e italiani possono permettersi la casa. E’ il momento forse peggiore per l’Italia dal dopo guerra ad oggi. Nel meridione un ragazzo su due è per strada oppure hanno un lavoro atipico che dura sei mesi e poi un anno per strada. Questa città quest’anno vedrà ottocentomila euro in meno di trasferimenti dello stato questo si trasforma in servizi che vengono tolti logicamente sarà penalizzato chi fa una fatica del diavolo a tenere in piedi un bilancio familiare».
Il Sindaco torna a parlare del motivo del comizio e parla dell’urbanistica sottolineando che «qualcuno è arrivato ai limiti della diffamazione con articoli apparsi sulla Gazzetta del Mezzogiorno e tramite dei comunicati stampa apparsi su internet».
E continua: «Ciò accade perché questa è una città che non è abituata a decidere del proprio destino. Vi invito a sfogliare qualche qualche memoria locale: vi accorgerete che Terlizzi ha un regolamento edilizio risalente al 1931 e ha aspettato quarant’anni prima di darsi un piano di fabbricazione. E non l’ha deciso la politica locale ma è venuto il commissario Digioia ordinato dal prefetto. E come se non bastasse solo nel 1994 arriva la commissione straordinaria di commissari prefettizi a decidere sui destini di questa comunità di nuovo perché la politica locale si era lacerata su come fare evolvere i destini delle aree edificabili. Una storia davvero lunga quella del nostro piano regolatore. Questa è una comunità che non decideva, ma la musica è cambiata: questa amministrazione e la precedente hanno preso di petto il piano regolatore. Noi abbiamo iniziato a sboccare dei piani di lottizzazione andando incontro ai veri interessi dei cittadini e andando incontro a chi lavora nell’indotto e non ad altri interessi».
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