Ancora polemiche sulle lottizzazioni approvate in Consiglio Comunale

Terlizzi Libera: «è questione di moralità»

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L’approvazione di due lottizazioni durante la scorsa assise di Consiglio Comunale continua a destare non poche polemiche.

Legambiente, nei giorni scorsi, si era fatta portavoce di un dissenso legato alla lottizzazione che interesserà parte del Parco comunale.

Questa volta a prendere la parola è “Terlizzi Libera” che esprime perplessità su un provvedimento che è passato con il consenso di solo 9 consiglieri (la maggioranza è di 11, ndr).

«La zona interessata dalle lottizzazioni e’ quella di fronte al parco comunale. Zona destinata, dal prg, a verde pubblico a servizio del parco. Il valore ici di quella zona tipizzata “ f3 “ e’ di € 10 al mq.» si legge in un documento stilato dal movimento.

«Con la delibera di consiglio del 2 agosto 2010 quel terreno ha cambiato destinazione da “ f3 “ a “ c1 “, cioe’ hanno trasformato una zona destinata a verde pubblico, in un terreno dove poter costruire fabbricati residenziali con quattro piani.  Il valore ici della zona “c1 “ e’ di € 83 al mq. Quindi quella zona “f3” per dieci anni ha avuto un valore ici di € 10 al mq. Adesso il suo valore ici e’ aumentato a € 83 al mq».

Un cambiamento di destinazione che viene interpretato dall’associazione come una concessione di “privilegi”, dal momento che i proprietari dei terreni in zona “c”, pur pagando somme elevate di Ici ed Irpef, non possono costruire.

«Perche’ tutti gli altri cittadini proprietari dei terreni in zone “ f “ non devono godere dello stesso privilegio ? Perche’ i proprietari dei terreni che si trovano nelle zone “ c “ ( cappella chicoli, pozzo rosso, ecc. ) pagano da 10 anni somme salate per ici e irpef e non possono costruire ? La legge regionale n. 20 / 2001 all’art. 16 prevede che sia il comune a presentare le lottizzazioni se i privati non provvedono a farlo».

Ed infine una riflessione che lascia trasparire un sospetto sulla congruità quanto meno morale dell’atto di variazione di destinazione.

«I proprietari dei terreni che si trovano in zone a basso valore urbanistico ( zone “ f “, “ g “, “ d “, e anche “ e” verde agricolo ) e che vogliono tentare di rivalutare il loro terreno rendendolo zona “c ” per poter costruire i fabbricati, adesso hanno una speranza, quella di poter trovare la “ strada giusta “ per raggiungere quell’obiettivo»

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