Rifondazione Comunista: «Contestiamo quanto detto da Antonelli sul palco del 1° maggio»

La Redazione
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«E’ stato un 1° maggio stupendo a Terlizzi quello organizzato dalla CGIL».

Così la locale sezione di Rifondazione Comunista si esprime nel valutare l’operato del principale sindacato della città dei fiori.

«E’ stata un’occasione per ricordare non solo che la nostra generazione non ha né presente né futuro, ma è stato soprattutto un modo per ricordare tutti quelli che hanno macchiato di rosso il lavoro: tutti quelli che per costruire un futuro ci hanno lasciato» è il commento  a caldo della giovane sezione terlizzese di Prc 

«Passare sotto l’arco e nella strada in cui abitava Marietta Dello Russo è per noi simbolo di grande orgoglio; a lei abbiamo dedicato il partito, alla sua dignità, perché tanti non dimenticassero che è più facile campare senza pasta che senza dignità».

E ancora: «Le parole del sindaco Di Tria, al di là dei contrasti sulla “voglia di cambiare”, ci sono piaciute, sono state belle e vere; in quel frangente ci siamo sentiti particolarmente rappresentati da lui».

Ma non finisce qui.

Dopo l’intervento del sindaco Di Tria, l’intervento  del rappresentante cittadino della Uil Nino Antonelli ha suscitato la reazione dei militanti comunisti che lo hanno contestato.

In particolare il segretario cittadino Tommaso Memola ha dichiarato: «Dopo aver sentito le prime parole di Nino Antonelli, non ho saputo controllare la mia indignazione nei confronti di chi è responsabile della cassa integrazione degli operai della Holding Ciccolella, dopo aver promesso un miglioramento delle loro condizioni di lavoro e nell’aver gestito una trattativa sindacale quasi fosse un manager della holding stessa».

Non solo, in un secondo momento Antonelli ha riprovato a prendere la parola e il segretario PRC di Terlizzi è nuovamente intervenuto: «dopo aver ripreso il percorso del corteo ho risentito nuovamente la voce di Antonelli ed ho perso letteralmente il controllo strappando il megafono al compagno Tursi e utilizzandolo per ricordare ad Antonelli che la questione Ciccolella, così come quella della Fantini Scianatico è tutt’altro che chiusa».

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