Rifondazione Comunista: «Vogliamo l’azzeramento di questa classe dirigente»
All’interno del dibattito politico apertosi all’indomani del Consiglio Comunale dello scorso 4 aprile che ha visto la fuoriuscita di Dantes dalla squadra di maggioranza ed un intenso scontro intestino tra membri del Partito Democratico, oggi si inserisce anche il Partito della Rifondazione Comunista che, pur non esprimendo alcuna voce all’interno della massima assise cittadina, coglie l’occasione per comunicare il proprio parere.
L’interpretazione dello scontro interno alla maggioranza, secondo quanto comunicato da Prc, sarebbe riconducibile ad uno scontro fra “poteri”.
«Le motivazioni di questa scelta, legate ad un appoggio esterno sulla valutazione di ogni singolo atto, non sono ben intese. Fatto sta che TerlizziLibera pur avendo un consigliere, non ha l’assessorato. Mentre Sel ha l’assessorato, ma non il consigliere perché dimissionario. Forse questo al di la del “politichese”, è una chiave di lettura ben diversa».
L’allusione ad una presunta protesta da parte di Dantes per la mancanza di un posto in giunta appare dunque chiara.
La segreteria di Rifondazione, tuttavia, passa in esame anche la lotta intestina all’interno del Pd (nell’ultima riunione di consiglio la polemica tra Giuga e Grassi ha occupato un ampio spazio, ndr), definendola una vera e propria “lotta per il potere”.
«Lo scontro tutto interno al PD tra Giuga e Grassi è uno scontro che si ripete in modo continuo, tra i due strateghi. Esso è in primis uno scontro di potere tra Grassiani ed ex DS. Giuga ha dichiarato che il consigliere Michele Grassi è stato espulso dal partito insieme a Ceci per violazione dello statuto del Pd e per aver messo in difficoltà la stessa maggioranza comunale. Grassi gli ha ribadito che anche se la richiesta online di iscrizione al PD è stata rigettata, lui ricopre all’interno del Pd un incarico provinciale e che non ha bisogno che un “sottoposto” come Giuga gli dia lezioni. Queste dichiarazioni però lasciano un grande sconcerto, perché un’intera classe dirigente si scontra non per il bene del paese, ma per il potere».
Uno scontro di potere che contrapporrebbe, secondo l’avviso del Prc, «da un lato l’esponente della Cgil più in vista nella città, dall’altro quello delle Acli».
Ruoli che comprometterebbero la possibilità di questi uomini politici di adoperarsi al servizio della città: «se in quella sede ci fossero stati solo liberi cittadini, beh allora ci sarebbero state alcune domande da porre: dov’è la politica? Dove sono i problemi dei cittadini? Quali sono le soluzioni occupazionali da adottare? Ma tutto questo non c’è»
Rifondazione esprime anche una sorta di biasimo per presunte azioni politiche di allargamento della maggioranza: «Oggi si valuta la possibilità di ampliamento della maggioranza attraverso l’acquisizione di componenti della minoranza. Ciò che non riusciamo proprio a capire è sulla base di quali idee politiche, ideologiche o di
cambiamento, possa avvenire tutto questo. La nostra posizione però deve essere trasparente».
La posizione politica assunta è, tuttavia, chiara: «Noi crediamo che questa giunta debba finire il suo mandato, perché tutte le valutazioni si fanno alla fine sulla base degli obiettivi raggiunti. Ma non solo. Noi desideriamo che tutti questi Baroni e non Padroni non facciano più parte di questa città, anzi noi vogliamo l’azzeramento dell’intera classe dirigente. Ci sarà un giorno in cui le cose cambieranno, se i giovani lo vogliono».
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