W V.E.R.D.I.: concerto per il 150° anniversario dell’unità d’Italia
Questa sera alle ore 19,00 Concerto per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, nello scenario di Piazza 4 Novembre con sfondo il Palazzo di Città illuminato con il tricolore e la nuova piazzetta d
Se il risorgimento e l’unità degli italiani poterono essere portati a compimento, fu merito anche della musica e del teatro: dalle splendide sale dello spettacolo le melodie e le parole conquistarono le strade e le piazze, si fecero “popolari”, divennero inni cantati da tutti e si caricarono di significati storici e politici spesso al di là delle intenzioni degli autori dei testi e dei compositori.
Accadde per alcune opere di Bellini e di Rossini, ma il caso di Giuseppe Verdi fu davvero emblematico: patriota convinto fu tra i membri del primo parlamento che a Torino consacrò Vittorio Emmanuele Re d’Italia. A partire dalla metà dell’Ottocento il grido Viva Verdi percorse la penisola perché acronimo di “Viva Vittorio Emmanuele Re D’Italia”, coniugando musica, ideali e vita politica del nascente stato italiano.
Nel celeberrimo coro Va’ pensiero dall’opera “Nabucodonosor” (1842), gli ebrei in esilio cantano la nostalgia della loro patria “sì bella e perduta” e subito si crea un evidente parallelismo con la situazione politica pre unitaria.
Nell’opera “Lombardi alla prima crociata” (1843) un altro coro, O Signore, dal tetto natio, ripropone il tema della dolcezza della patria evocata da lontano in un momento di sofferenza. In “Ernani” (1844), storia di un eroico bandito che è in realtà un nobile aragonese, il coro Si ridesti il Leon di Castiglia venne cantato a Venezia, durante i moti del 1848, con le parole Si ridesti il Leon di Venezia.
La “colonna sonora” del nostro Risorgimento poteva comunque contare su una grande quantità di brani, nati a volte sul campo dallo slancio di compositori impegnati in prima persona nei moti o nelle battaglie delle Guerre d’Indipendenza. Il più noto, perché destinato a diventare inno nazionale (1946), Il canto degli Italiani scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro. Altro brano famoso, designato per primo come inno nazionale, Suona la tromba su testo di Mameli e musica di Giuseppe Verdi. Le stesse parole furono musicate anche da Novaro.
rnOrchestra di Fiati “Vito Giuseppe Millico” – Direttore Rino CAMPANALE; Corale Polifonica “Giuseppe Cantatore” – Direttore Angelo ANSELMI
“Buon compleanno Italia unita e diversa”: a cura degli alunni della Scuola Media “Moro- Fiore” Palazzo di Città: Risorgimenti… letture e sguardi sull’unità d’Italia
di e con Edoardo DE PICCOLI
Programma
Vincenzo Bellini, Guerra guerra, dall’opera “Norma”
Vincenzo Bellini, Suoni la tromba e intrepido, dall’opera “I puritani”
Giuseppe Verdi, Va’ pensiero, sull’ali dorate, dall’opera “Nabucodonosor”
Giuseppe Verdi, O Signore dal tetto natio, dall’opera “Lombardi alla prima crociata”
Giuseppe Verdi, Si ridesti il leon di Castiglia, dall’opera “Ernani”
Saverio Mercadante, Chi per la patria muor vissuto è assai, dall’opera “Caritea, regina di Spagna”
Michele Novaro, Il canto degli Italiani, testo di Goffredo Mameli
Cordigliani, La bandiera tricolore, testo di Francesco Dall’Ongaro
Anonimo, Addio del volontario, testo di Carlo Alberto Bosi
Giuseppe Verdi, Suona la tromba, testo di Goffredo Mameli
Michele Novaro, Suona la tromba, testo di Goffredo Mameli
Giuseppe Verdi, Battaglia di Legnano, sinfonia
Alessio Olivieri, Inno di Garibaldi, testo Luigi Mercantini
Paolo Giorza, La bella Gigogin, testo di Anonimo
Giuseppe Verdi, Nino Rota, Valzer brillante, dalla colonna sonora del film “Il gattopardo” di Luchino Visconti
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